Amore e il pensiero di Ludwig Binswanger

Binswanger è considerato il fondatore della “psicologia esistenziale” o “umana” ed è conosciuto per la elaborazione della sua “antropoanalisi” che si avvale delle riflessioni sull’esistenza di Husserl e di Heidegger.

Uno dei meriti principali di Binswanger consisterà proprio nel superare i limiti scientifici nell’esplorazione della psiche, nel tentativo di scoprirne le dimensioni più profonde, la sua libertà e la ricchezza della sua spiritualità.

Egli inserisce così dei contenuti nuovi e più vitali nella analisi heideggeriana dell’esistenza e indica nell’amore, e non nell’impersonale “essere con” il modello e il valore di ogni autentica realizzazione del proprio essere uomo.

L’amore è per Binswanger il vero luogo in cui si realizza la Presenza, perché solo nell’amore l’altro ci si apre come un Tu e non come una Presenza anonima

Il poeta Rilke scriveva: “Solo dove tu sei, là sorge il luogo” e Binswanger commenta questo “spazio” dell’amore come un dilatarsi, approfondirsi e innalzarsi della Presenza.

E l’amore è anche il “tempo”della Presenza, è l’istante eterno che fa realmente sperimentare qualcosa della durata eterna, dell’eterno noi dell’amore, nel senso di una reale trascendenza del tempo nell’eternità.

A differenza di Heidegger, inoltre, egli afferma che non è la coscienza del proprio “essere per la morte” a sottrarre l’uomo alla mondanità e alla dissipazione, ma è viceversa la coscienza del proprio “essere amore”.

Nell’amore l’uomo scopre in sé non una neutra struttura dell’essere, ma la realtà che qualifica nel profondo la propria persona e che Binswanger, con Sant’Agostino e Pascal, chiama :il cuore.

Nell’essere insieme nell’amore la Presenza si scopre come cuore e si dischiude come la patria del cuore.

Questo disvelamento del Tu nell’amore è possibile perché l’amore non è puro sentimento, ma è partecipazione all’essere, anzi esso è reso possibile perché in ogni autentico rapporto d’amore è presente in un certo senso lo stesso Essere.

“E’ questo” dice il nostro autore “il mistero del fenomeno antropologico così centrale e così poco scrutato, dell’intimo, reciproco appartenersi di un Tu concreto singolare e del Tu concreto universale, del Tu in quanto divinità”.

Lascia un Commento

Sottoscrivi senza commentare