Beati i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli

Ecco che il ciclo delle beatitudini si chiude rivolgendosi ai perseguitati a causa della giustizia con la stessa promessa che era stata fatta all’inizio rivolgendosi ai poveri,cioè il possesso del regno dei cieli.
Il regno dei cieli: il luogo dove si fa la volontà di Dio esattamente come si fa in cielo, dove la sua legge viene accettata ed amata e si estende pacificamente su ogni cosa realizzandola nella sua pienezza.
Come può la coppia entrarvi con il titolo di perseguitata a causa della giustizia?
Se ci pensiamo bene non è difficile capire che essa, in quanto tale, nelle sue vicende, nei suoi comportamenti, nelle sue scelte di ogni giorno, ha molte occasioni per essere perseguitata, per incontrare difficoltà e trovarsi in contrasto con le idee e con le forze che regolano la società che li circonda.
Ogni coppia cristiana,e quindi ogni famiglia, è in realtà un piccolo mondo, che deve organizzarsi costruendo il proprio equilibrio sulla base di principi condivisi e quotidianamente rivisti e rafforzati, in nome di una consapevole assunzione di responsabilità.
Ma sappiamo bene come questi principi siano spesso opposti a quelli correnti.
Immersa in un tessuto di indifferenza e di ostilità alla propria visione religiosa, la coppia sa di non poter far conto sulla approvazione e sull’aiuto della società, deve anzi essere preparata ad affrontare ostacoli ed incomprensioni, quando non anche aperte opposizioni, spesso dai più vicini.
Questo si evidenzia soprattutto in campo etico, dove gli sposi, forti della loro vocazione di amore, si sentono chiamati a vivere e a testimoniare i valori fondamentali del loro stato: dalla fedeltà coniugale all’amorevole accoglienza dei figli, all’impegno inderogabile della loro educazione, alla cura della vita dal suo nascere al suo morire all’interno del gruppo familiare .
Sono tematiche che continuamente li coinvolgono e spesso richiedono il coraggio di andare contro corrente., ma la “giustizia” della coppia si realizzerà proprio in questo porsi pienamente, senza riserve, nella luce della volontà di Dio su di lei, che la illumina, mentre la rende “testimone”, cioè martire e perseguitata davanti al mondo.

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