Bucare il tempo

Con il matrimonio si spalanca una finestra sul tempo.

Proviamo ad usarlo come uno strumento che ci permetta di bucare lo spessore del tempo; è utile rifletterci un po’, forse tanti matrimoni non andrebbero in rovina se gli sposi avessero consapevolezza di quanto la loro storia è stata preparata dalle storie d’amore che li hanno preceduti e di come sia destinata a incominciarne altre.

Nel mosaico della storia tutte le tessere devono trovare il loro posto, il risultato finale si vedrà a distanza, ma se noi dirigiamo la nostra attenzione al ramificato albero genealogico della nostra coppia, scopriamo che la linfa che lo percorre tutto passa dentro di noi e scorre per i rami verso un imprevedibile futuro.

E’ un esercizio divertente e sorprendente risalire insieme ai nostri antenati, fin dove ci può guidare la memoria.

Se noi siamo qui ora (e siamo qui ora) è perché una lunga catena di incontri ci ha preceduto.

Se uno solo di questi fosse saltato noi saremmo rimasti in mente Dei chissà fino a quando.

Se il naso di Cleopatra… è vero: con i se non si fa la storia, ma la nostra storia è stata fatta da tante coppie che si sono incontrate a un livello così intimo da far balzar fuori i volti dei nostri antenati e alla fine i nostri!

Non è detto che tutti gli incontri fossero perfetti, che la storia delle coppie sia sempre stata felice e senza macchie, però ha funzionato nel senso che noi ne siamo il frutto.

Anche il frutto Gesù nella sua genealogia aveva figure non sempre raccomandabili, però le aveva ammesse senza timore nella sua storia, ed era una storia sacra!

Noi non possiamo scegliere i nostri antenati, di alcuni siamo orgogliosi, di altri un po’ meno, ma dall’intreccio di tante vite è nata la nostra e dalla nostra coppia si diramerà una nuova gettata di vita che non possiamo prevedere dove e come si svilupperà.

E’ vero, non lo possiamo prevedere, ma le possiamo amare fin d’ora le nostre generazioni future, e preparare loro una eredità di amore a cui potersi rifare.

Così la coppia ha tutto il diritto di sentirsi al centro di una storia, di un mondo che l’ha preceduta e la seguirà, grazie alla sua collaborazione.

Qualcuno più curioso e più preparato potrà occuparsi del passato, navigando nello spazio e nel tempo e scoprire interessantissime notizie.

C’è nel nostro nome e cognome racchiusa un cultura e una localizzazione geografica ben precisa, che può spiegare e dare profondità nuove a tante situazioni del presente.

Un fardello che passa di mano in mano, ci coinvolge e ci supera: questo è la tradizione, che anche a nostra insaputa fa “transitare”, fa passare i suoi valori di generazione in generazione e maturare imprevisti scenari.

Noi attingiamo al passato e ne riveliamo il senso, noi eravamo in quei rapporti d’amore che ci hanno preparato il terreno su cui ora possiamo costruire, noi siamo decisamente responsabili delle generazioni future.

La generazione è un gioco di trasmissione non solo di geni, con essi c’è tutto un mondo che si evolve.

Ci voleva la curiosità e la pazienza di un frate boemo, occupato a coltivare piselli nell’orto del suo convento, per scoprire le leggi della ereditarietà dei caratteri, con il gioco interessante degli elementi dominanti e recettivi.

Così noi oggi potremmo scoprire che oltre al colore degli occhi di nostro figlio c’è un guizzo d’arte di un nostro antenato, di primo o di secondo grado, dietro ad una robusta fede c’è la veste talare di uno zio prete…

Niente di determinato, certamente, ma una ventata di semi, soffiati dallo Spirito ad impollinare un mare di fiori in attesa.

Certo la n0stra coppia deve essere pronta ad accoglierli e far crescere i migliori con una selezione naturale, che naturale non è perché tutta dettata dallo Spirito.

C’è un tempo per seminare e uno per raccogliere…

Si sa che nell’educazione i tempi sono molto lunghi e i risultati spesso sfuggono alla nostra impaziente attesa, ma la saggezza della natura ci mostra che i mutamenti positivi a volte ricompaiono di generazione in generazione, inaspettatamente, e questo ci dà fiducia.

La lunga catena d’oro, formata dagli anelli nuziali dei nostri antenati, può e deve continuare con quelli della nostra coppia, che avremo cura di mantenere splendenti per potere poi lasciarli come magnifica eredità ai nostri figli.

Lascia un Commento

Sottoscrivi senza commentare