Archivi per la categoria ‘Amore e musica’

Un raggio di sole

UN RAGGIO DI SOLE di Jovanotti

Di nuovo ricorriamo a Jovanotti per trovare qualche spunto per parlare della coppia in tutte le sue sfaccettature. Le più romantiche come le più problematiche. Ancora una volta questo cantautore ci viene in aiuto per affrontare il tema con leggerezza, ma non superficialmente, in questo caso dandoci un consiglio che non andrebbe sottovalutato. In caso di incomprensioni e di litigio, andare incontro all’altro portando in dono un raggio di sole. E questo, se l’amore c’è, basterà per ricucire lo strappo e per ristabilire la pace.
Quando ci si incontra e ci si innamora, spesso non si fanno bene i conti considerando tutto quello che potrebbe dividerci e diventare oggetto di contrasto.

                                   Che lingua parli tu
                                   Se dico vita dimmi cosa intendi
                                   E come vivi tu
                                   Se dico forza attacchi o ti difendi

Troppe volte si danno per scontato modi e pensieri con cui intendere i vari aspetti della vita. Poi quando il tempo passa e ci si trova a confrontarsi su molte cose, le più banali come quelle fondamentali, è quasi normale trovare delle differenze che a prima vista ci sconvolgono e ci fanno soffrire. L’altro non è la fotocopia di noi, questo avremmo dovuto saperlo, ma l’entusiasmo dei primi giorni ci aveva un po’ abbagliato. Così rimaniamo stupiti tutte le volte che non ci capiamo immediatamente e ci spaventiamo. La persona che amiamo ci sembra un’estranea e che non potremo mai più trovare un accordo.

                                   Ti ho detto: “amore” e tu mi hai messo in gabbia
                                   Mi hai scritto: “sempre” ma era scritto sulla sabbia
                                   Ti ho detto: “eccomi” e volevi cambiarmi
                                   Ti ho detto: “basta” e m’hai detto: “non lasciarmi”.

L’incomprensione è dietro l’angolo e nessuna coppia ne è immune. L’importante è non lasciarsi sconfiggere da questo ostacolo e affrontarlo con semplicità e allegria. Appunto come ci invita a fare Jovanotti. Molte volte poi il partner non dice effettivamente quello che pensa o che vorrebbe, ma si esprime inadeguatamente rispetto al suo desiderio di amare e di essere amato.
Non sempre le sue parole vanno prese alla lettera.
Bisogna cercare di capire cosa ci sta dietro, perché si è verificato quel conflitto, che cosa l’altro sta chiedendo attraverso quelle espressioni maldestre. E soprattutto non perdere mai la fiducia.
Guardate come Jovanotti descrive l’epilogo di un litigio, per qualunque motivo sia avvenuto…

                                   … e dopo un po’ mi hai lanciato la solita scarpa col tacco
                                   Gridandomi di andare e di non tornare più
                                   Io ho fatto finta di uscire e tu hai acceso la tv.
                                   E mentre un comico faceva ridere io ti ho sentito che piangevi
                                   Allora sono tornato ma tanto già lo sapevi
                                   Che tornavo da te, senza niente da dire
                                   Senza tante parole
                                   Ma con in mano un raggio di sole.

Visto come è facile? Basta avere il coraggio di tornare e di guardarsi con amore. Senza tante parole. Questo è il trucco. Le spiegazioni, doverose perché non si verifichino altre incomprensioni di lì a poco, sono necessarie, ma per tutto c’è un momento opportuno.
Adesso soltanto è importante esserci. Ed esserci nel momento della difficoltà. Esserci e basta.
Se è amore, sentirà il valore di questa presenza. Se l’amore non abita in quella casa, saranno inutili tutti i discorsi del mondo, per quanto saggi e moralmente validi.
Ma non si deve tornare a mani vuote. Stiamo insieme senza parlarci, ma con un raggio di sole che ci illumina, che fa scomparire il buio della tristezza, che rappresenta la luce di Dio, che ci ama, Lui sì di un amore immenso, indipendente dai nostri errori.
E’ la luce dell’allegria, che ci fa fare una bella risata, che sgonfia la tragedia in cui credevamo di essere caduti. Avete notato come la maggior parte delle nostre angosce siano infondate e ingigantite?

                                   Per te che sei lunatica
                                   Niente teorie con te soltanto pratica
                                   Praticamente amore
                                   Ti porto in dono un raggio di sole per te

Nessun difetto dell’altro, allora sembrerà insormontabile, nessuna controversia incolmabile. Nessuna donna (e viceversa) può resistere di fronte ad un uomo che porta questo dono. Luce, calore, allegria. Semplicemente amore.
Senza tante recriminazioni e rimestolamenti di vecchie minestre. Buttiamole via e facciamoci un bel panino col salame e un gelato.
Le nostre coppie hanno bisogno di freschezza, non dell’applicazione di tante regole per cercare di andare d’accordo, quando ci si intestardisce a cercare la perfezione dove senz’altro non c’è. Dove chi è molto ordinato soffre per le scarpe in giro per la casa, chi è puntuale si vorrebbe uccidere per un ritardo di mezz’ora. Chi è intellettuale non sopporta i film demenziali, chi è sportivo è obbligato a fare la spesa proprio mentre sta giocando la sua squadra preferita.

                                   Siamo andati al mare e mi parlavi di montagna
                                   Abbiamo preso una casa in città e sogni la campagna
                                   Con gli uccellini, le anatre e le oche,
                                   i delfini, i conigli, le api, i papaveri e le foche

Non è meraviglioso che siamo diversi? Non ci è piaciuto, il nostro amore, proprio perché aggiungeva alla vita quel sapore che noi non eravamo in grado di trovare? E allora? Adesso perché ci crea tanto disagio? Non c’è niente di strano, capita a tutti di avere in odio proprio quegli aspetti dell’altro che prima ci avevano attirato. Perché un conto è l’entusiasmo della favola, un conto è la vita quotidiana.
Torniamo allora qualche volta a quello slancio, a cercare la passione per i particolari, per la vita vista da un’angolatura diversa dalla nostra e per questo più ricca e più felice.
E non scappiamo via, per accontentarci della nostra monotonia.

                                   e ogni tanto ti perdo o mi perdo nei miei guai
                                   ho lo zaino già pronto all’ingresso ma poi tanto tu già lo sai
                                   che ritorno da te senza niente da dire
                                   senza tante parole
                                   ma con in mano un raggio di sole

Guardiamo l’altro illuminato dalla luce del sole che, se anche ne mette in luce i più piccoli difetti, ce lo fa vedere con quell’aura dorata (e divina) che ci ha fatto innamorare.
Se manca questa, ahimè, sarà difficile che i problemi di cui la vita è colma fino all’orlo ci risparmino e ci daremo per vinti, perdendo la nostra grande occasione di essere felici

Noi siamo infinito

NOI SIAMO INFINITO di Alessio Bernabei

Questa canzone di Sanremo di quest’anno, 2016, contrariamente a tante altre si lancia in disquisizioni filosofiche che possono passare inosservate ad un pubblico meno attento, ma non certo a chi va a caccia di parole in musica che ci diano qualche messaggio un po’ più profondo che le solite rime: fiore, cuore, amore.
Qui di spunti di riflessione ce ne sono fin troppi, tanto che ci sarebbe da chiedersi da dove sia nata l’esigenza di scomodare concetti tanto alti, forse per emergere per contrasto rispetto alle solite descrizioni semplicistiche dell’esperienza amorosa.

                                   Il tuo corpo è la somma
                                   Di tutti i desideri
                                   La tua testa il racconto di ciò che sei
                                   E di quel che eri.

L’introduzione che qualifica il corpo come la somma dei desideri e la mente come il luogo della memoria ci mette sull’onda di un rapporto sentimentale, altrimenti il dialogo che segue potrebbe portarci fuori dalle tematiche che ci aspetteremmo, tanto siamo soliti sentir cantare la relazione di coppia, le sue disavventure, il suo ardore, la sua volontà di potenza che non sempre ha riscontro nel reale.
Qui troviamo sì un accordo d’amore, ma potremmo dire, quasi esclusivamente sul piano metafisico.

                                   Profeti e discepoli di verità e di segreti
                                   E non è mica la fine
                                   Semmai dovessimo sbagliare e perché
                                   Le circostanze fanno la differenza.

Ciò che salva dagli errori, dalla ricerca spesso vana della verità, dal comprendere chi dei due insegni, chi sia discepolo non è altro che la struttura infinita che definisce l’identità della persona.
Tutti noi che ci definiamo “religiosi” crediamo che la nostra realtà non sia definita dall’errore e dalla limitatezza e almeno come prospettiva ci sia un’apertura all’infinito, che calmi ogni nostra esigenza di totalità, così come la sentiamo affacciarsi in tutti gli istanti in cui ci scontriamo con la nostra finitudine.

                                   Noi siamo infinito
                                   Noi siamo infinito
                                   Noi siamo infinito.

Ma questa specificità è raro che venga sottolineata riguardo alla vita di coppia e proprio come appianamento di qualunque problema possa comportare il tentativo della reciprocità.
Forse perché si è tanto concentrati sulla concretezza di ciò che accade, si lascia che sia il sentimento ad essere considerato della sua massima durata, mentre non si pensa abbastanza che non è un’emozione quella che può durare.
Siamo noi che essendo eterni la terremo viva in noi finchè avrà il suo senso attraverso il nostro amore.

                                   La mia pelle è corteccia
                                   Che si può anche scalfire,
                                   La tua giacca s’impiglia ad un ramo

L’uomo può sbagliare, impigliarsi in qualche intoppo che ferma la sua corsa, che sembra mettersi di traverso rispetto alla propria progettualità, ma la sua natura non potrà essere comunque modificata.
Non c’è dubbio, se accettiamo il fatto che esso sia intessuto di quel filo inarrestabile che lo lega al suo Creatore. Non si può capire, al di fuori di una visione religiosa, come potrebbe essere giustificata la certezza di questa proclamazione circa la propria appartenenza ad un destino senza soluzione di continuità.

                                   La differenza tra luce e ombre
                                   Tra il coraggio e l’istinto
                                   E la paura di non fallire
                                   E non è mica la fine

Eppure evidentemente c’è una consapevolezza che non avremmo immaginato, che l’esperienza sola del vivere accende all’interno della realtà umana. I sentimenti aprono al divino, che pur non conosciuto nel suo essere personale, si esprime almeno come tendenzialmente volto al superamento di ogni blocco che si possa incontrare sul nostro cammino.

                                   La tua libertà non è più effimera,
                                   Lei non si misura
                                   Devi solo metterla in pratica
                                   E non è mica la fine
                                   Semmai dovessimo fallire
                                   E perché capovolgo la distanza
                                   Che si azzera e ora e sempre siamo… infinito.

E che dire della valorizzazione della libertà, non tanto come dimensione teoretica, quanto piuttosto come modalità pratica di applicazione della propria capacità di decidere un amore, la sua forma, il suo sviluppo?
Queste parole più che l’espressione di un sentimento sembrano l’indice di un programma di lezioni di antropologia filosofica. Lo diciamo con grande rispetto e ammirazione per chi non teme di esprimersi attraverso questi argomenti messi in musica.
Ne esce una bella canzone, diversa dalle altre, un po’ ermetica, ma piena di armonia.
Ascoltare per credere.

Pregherò

PREGHERO’ di Adriano Celentano

Il mistero della fede, dono o conquista della volontà di affidarsi a Dio per condurre la propria vita secondo un senso che altrimenti non avrebbe orizzonte, coinvolge anche la dimensione della coppia. E come potrebbe essere diversamente?

           Pregherò per te
           Che hai la notte nel cuor
           E se tu lo vorrai crederai.

Se è pur vero che oggi tendiamo a non voler creare una distanza incolmabile tra chi crede e chi fatica a riconoscere Dio, rimane una grande differenza nel modo di approcciarsi alla realtà tutta. E questo appare evidente soprattutto per chi ci sta a stretto contatto.

           Io lo so perché
           Tu la fede non hai
           Ma se tu lo vorrai crederai.

Questa semplice canzone di Celentano, che risale al 1965 (che quindi ha superato il mezzo secolo!!!), esprime bene il pensiero di un autore che non ha mai nascosto la sua estrazione religiosa (che ha i suoi più cari ricordi all’oratorio, tanto per intenderci) e l’idea che la vita intesa come relazione col divino è ben più appagante che rimanere nella solitudine del dubbio.
Egli semplifica questa situazione con due affermazioni teologicamente corrette e molto determinate: io che ti voglio bene e che non voglio che tu debba restare al buio rispetto alla conoscenza della verità, standoti accanto pregherò per te.
Cioè metterò in campo tutte le mie capacità non solo per mostrarti che la vita è illuminata dal sole di Dio, ma mi rivolgerò direttamente a Lui perché scuota la tua coscienza e ti renda consapevole del Suo amore. Ma non basta.
Affinchè la libertà altrui non venga azzerata neppure da un atto benevolo del proprio partner come del proprio Creatore, per avvicinarsi alla fede bisogna volerlo. Allora la si riceverà in dono

           Dal castello del silenzio
           Egli vede anche te
           E già sento che anche tu lo vedrai.

Dio illumina tutti, anche chi lo rifiuta, ma non è una condizione che possa bastare all’essere umano che non è una pianta. Il rapporto con Dio deve essere accolto liberamente e consapevolmente, perché possa diventare un rapporto d’amore.
Chi ci sta vicino nella vita ed è più avanti di noi dal punto di vista spirituale non può che soffrire vedendoci abbarbicati a preoccupazioni materiali e distanti dalla pienezza che ci comprende tutti.

           E chissà se lo vedrai
           Solo con gli occhi miei
           Ed il mondo la sua luce riavrà.

Se il nostro partner che ci ama non perde la speranza di vederci illuminati da questo sole di grazia, senz’altro possiamo star certi che Dio con lui (o con lei) è complice di questo attacco alla nostra povertà per ricolmarci di luce e di amore.
Infatti è proprio l’amore il primo segno della realtà divina e l’innamorato consapevole di ciò rende grazie per l’esperienza che vive e attende con trepidazione che l’altro colga altrettanto del loro rapporto.

           Io t’amo, t’amo, t’amo
           Questo è il primo segno
           Che dà la tua fede nel Signor, nel Signor.

Solo così esso prenderà l’aspetto che merita, si rivestirà della grandezza che ha in essere, mentre potrebbe svilirsi e banalizzarsi in una esperienza passeggera e inutile.
Celentano fa questa diretta e verissima assimilazione tra l’amore umano, la fede in Dio e il dono che lega entrambi, potenziando l’un l’altro e rendendo percepibile in modo meraviglioso e profondo la sollecitudine del Padre nei nostri confronti, così come quella di chi ci ama sulla terra e che desidera soltanto (e per questo ci ama davvero) essere specchio dell’amore che proviene dal cielo.

Cercami

CERCAMI di Renato Zero

L’uomo è un essere in ricerca.
Perché imperfetto e se ha un po’ di buonsenso sa di esserlo.
Perché figlio di Dio e fatto a sua immagine e per questo anela a quella totalità di bene e a quella perfezione di cui ha nostalgia.
Normalmente la gente si accontenta di qualche sicurezza, di un po’ di banalità, poche volte si ricorda di essere destinato a ben altre altezze.
Ma nell’amore sente di poter prendere il volo.
E per questo le delusioni possono essere le più cocenti.

Cercami,
come quando e dove vuoi
cercami
è più facile che mai.
Cercami
Non soltanto nel bisogno
Tu cercami
Con la volontà e l’impegno…reinventami

Questa canzone di Renato Zero, nella sua semplicità e immediatezza, esprime un rapporto in termini di ricerca l’uno dell’altro.
Ed è esattamente l’unico modo perché chi ama possa mantenere questo amore nella limpidezza e nella bellezza della prima intuizione.
Dare l’altro per scontato è la cosa peggiore ( e purtroppo la più frequente) che possiamo fare.
Crediamo di sapere tutto di lui o di lei, di non avere più niente da aspettarci, che potrebbe solo deluderci o annoiarci.
Invece il suggerimento di questa ricerca dice che nel nostro partner c’è molto di più di quello che già sappiamo e che c’è ancora tanto è da scoprire.

Se mi vuoi
Allora cercami di più
Tornerò solo se ritorni tu

L’incontro è il frutto di una ricerca reciproca, di due persone che magari vivono a fianco a fianco da parecchi anni, ma troppo spesso ci si aspetta che sia l’altro a tornare.
“Non mi cerca più”: è una frase che le coppie in crisi ripetono spesso, non considerando che quello che l’altro non fa tu puoi continuare a proporlo.

Oggi che fatica che si fa
Come è finita l’allegria
Quanto amaro disincanto…

L’essere umano, dicevamo all’inizio, è fatto per il bene perfetto e la sua realizzazione nell’amore.
Ma non per le favole.
Nessuno di noi ha sposato il principe azzurro che continuerà a dire paroline dolci e a riempirci di rose e di cioccolatini, nè la principessa all’apice del suo splendore che ci guarda ogni giorno con occhi incantati.
Siamo uomini e donne veri ed è questa la meraviglia.
Con molti difetti, è vero, ma neanche tanti come ci sembra, quando siamo stanchi e stressati dalla vita quotidiana.
Ci stiamo abituando troppo a vedere il bicchiere mezzo vuoto invece di coltivare in noi l’altruismo e la caparbietà nel cercare il bene.
Ce n’è tanto di bene al mondo in noi, negli altri, nelle cose, che se stessimo un po’ più attenti avremmo molto più da ringraziare che da lamentarci.

Fidati
Che hanno un peso gli anni miei
Fidati
E sorprese non avrai
Sono quello che vedi
Io pretese non ne ho
Se davvero mi credi
Di cercarmi non smettere, no

E’ davvero il caso di allenarsi ad avere un po’ più di fiducia, senza la quale è proprio inutile pretendere di poter vivere felici.
Siamo molto fortunati: stiamo vivendo una storia che andrà a finire bene, non capisco perché invece passiamo il tempo ad angustiarci ipotizzando dei finali tragici.
Dio c’è ( e a chi non lo sa non bisogna stancarci di dirlo), ci ha dato tutti gli strumenti per poterne gioire e ci ha circondato da persone con cui condividere questa certezza nell’amore.
Io non so che cosa potremmo desiderare di più.

Questa vita ci ha puniti già
L’insoddisfazione è qua
Ci ha raggiunti facilmente
Così poco abili anche noi
A non dubitare mai
Di una libertà indecente

Ecco dov’è l’inghippo: sta tutto in questa libertà indecente di cui il nostro Autore ha voluto impastarci.
Ci avesse fatto un po’ più stupidi e più inquadrati sarebbe stato per lui più facile governarci e per noi vivere senza troppi problemi.
Invece ha voluto che ad ogni passo ci potessimo cimentare con una scelta.
Un vero disastro!
Però, quando decidiamo noi, e decidiamo per il meglio, ci sentiamo veri uomini e vere donne, degni figli dell’Altissimo, e non dei topolini ammaestrati.

Adesso sai
Senza un movente non vivrei comunque
Cercami…cercami…non smettere

Siamo persone di cui non dovremmo mai stancarci di ammirare le potenzialità ricevute e di considerare la responsabilità che abbiamo di metterle in atto.
Per trovare quel movente, che incarna lo Spirito di Dio nelle nostre azioni, nessuno, neppure Dio, è disposto a farlo al nostro posto.
Né a compiere il bene, né a intestardirci a cercare chi amiamo per sollecitare quell’incontro che ci fa pienamente umani.
Non è che Dio ci lasci in balia delle nostre incertezze, sia chiaro, ma vuole a tutti i costi vedere, confrontarsi Lui, nel pieno della sua grandezza, con la nostra fragile testardaggine.
Perché alla fine siamo figli suoi e qualcosa da nostro Padre avremo ben preso!

Come una favola

COME UNA FAVOLA di Raf

La domanda è seria: l’amore è una favola o una realtà?
Se è una favola facciamo bene a sognare, ad aspettarci cose sorprendentemente piacevoli, a disdegnare ogni riduzione del nostro sogno alla banalità quotidiana, mettendo sempre davanti la prospettiva del meglio che deve accaderci.
Se è una realtà allora non vale la pena illuderci troppo, tanto vale prendere quello che arriva e accontentarci. Non è forse quello che alla fine facciamo capire ai nostri figli, quando vogliamo che smettano di essere dei bambini che credono a Babbo Natale e cerchiamo di metterli davanti alla nuda oggettività delle cose?
Beh, a proposito dell’amore dobbiamo capire bene a che punto ci possiamo ragionevolmente collocare rispetto a queste due posizioni, per non andare incontro a delle delusioni troppo amare, né vivere tutta la vita senza aspettarci qualcosa di bello che invece potremmo avere.

Tu sei tutta per me
Non c’è niente di simile
Un giorno sei entrata nei miei sogni
E hai reso tutto possibile.

Questa canzone, molto sanremese, per intenderci, ci trasporta oltre ogni nostra delusione, direttamente tra le braccia di un sentimento appagante e … ahimè inesistente.
Non credete a chi vi dice che l’innamoramento è quel periodo in cui si vede tutto rosa ( e a cui si riferisce la maggior parte delle canzoni!) e che poi a un certo punto sparisce per lasciare il posto alle vere difficoltà e agli inciampi che ogni persona incontra nella vita.
L’amore, quello vero, comincia sempre fin dall’inizio a spandere in giro la propria poesia, ma con gli occhi ben aperti sulla realtà.
Chi crede di aver trovato la soluzione di ogni problema e lo identifica in un altro essere umano, per quanto splendido, intelligente e amoroso nei nostri confronti, è un illuso.

Sei tutto quello che voglio
Anzi sei molto di più
E a quanti dei miei problemi
La soluzione sei tu.

Eppure chi può negare che dopo aver trovato il nostro unico e vero amore la vita ha preso una piega tutta diversa?
Dove sta la verità? Nelle mani di Dio, naturalmente.
Che non ha creato né sciocchi, né depressi.
Ma uomini (e donne) felici e consapevoli dei doni ricevuti e della forza che bisogna metterci per farli fruttare.

Come una favola
A cui non crede nessuno
Soltanto io e te
C’è sempre una strada sai
Davanti a noi.

Bisogna essere furbi e non perderci dentro i meandri di sogni che una volta infranti ci tagliano con i loro cocci. Come accade continuamente, altrimenti non saremmo circondati da persone deluse e disperate che seminano in giro altra delusione e altra disperazione.
Ma il nostro desiderio rimane e allora, se è dentro di noi, possibile che sia tutto un inganno.
No, certamente, ma a condizione che non ci si accontenti di una ubriacatura passeggera.

L’amore risplenderà per sempre se ha messo delle radici sane e profonde.

Stringimi forte perché
Ti farò girare girare girare volare
E splenderemo per sempre
Milioni di anni luce come pianeti
Oltre la gente oltre l’invidia
Di chi questo mai avrà

Queste radici dovranno penetrare nello spirito e nella carne degli amanti tanto da permettere loro di raggiungere quel terreno solido dell’amore che è Dio.
Allora potranno uniti insieme girare e volare nello spazio e nel tempo che li aspetta, senza temere le vertigini e le cadute delle delusioni.

Stammi vicino

STAMMI VICINO di Vasco Rossi

Capita a tutti di non sapere dove andare.
Momenti di difficoltà, di crisi, come siamo abituati a chiamarli, pensando che si tratti di un baratro entro cui siamo caduti per qualche volontà superiore e cattiva.
Vasco Rossi è un cantautore molto amato, soprattutto perché interpreta l’inquietudine che spesso ci prende.
Le sue canzoni sono poesie davvero apprezzabili, anche se a volte preferiremmo, per lui e per noi, vederlo arrivare da qualche parte, vederlo passare dall’incertezza più totale a qualche punto fermo, che lo aiuti a raggiungere una maggior serenità.
Prendiamo però il suo contributo così come ce lo consegna e ci accorgeremo che le sue parole hanno da dirci qualcosa di importante.

Non lo so dove andrò
Ancora no
Vado dove vai tu
E ti seguirò tanto non
Ho altro da fare più.

Nella confusione che sperimentiamo nella nostra vita, quando ci sentiamo senza punti di riferimento, capita a volte di accorgerci che la persona che ci sta accanto può essere la nostra guida.
Lei vede quello che noi non sappiamo vedere e troviamo in lei quel valore e quella sicurezza che vorremmo tanto avere anche noi, perché siamo stanchi di vivere senza saperne il motivo.

Aspettando te, da tanto tempo ormai
Che quasi non ci credevo
Che arrivassi più

Ritroviamo la fiducia, quel sentimento che ci pone nelle condizioni di non vedere più la realtà come una nemica, ma nella sua dimensione più positiva.
Sembra strano che basti un’altra persona perché questo accada, ma è l’esperienza che fa chi si innamora, soprattutto se viene da una situazione di scoraggiamento.
L’attesa sembra compiuta.
Il tempo senza significato sembra passato perché ora, seguendo l’altro, ogni cosa sembra riottenere il suo splendore.

Non lo so che cos’hai
So cosa sei
Quella che fa per me.

E’ inevitabile che ci si senta felice perché tutto il mondo viene visto sotto un’altra luce.
La domanda è: sarà l’altro in grado di sostenere tutto questo peso, tutta questa responsabilità?
Solo Dio lo è e se non lo conosciamo, se non aspettiamo la sua venuta, il suo erompere nella nostra vita, finirà che getteremo su un’altra persona, quella che amiamo o che crediamo di amare perché ci dà tutto questo, la responsabilità di farci da guida, di indicarci che cosa dobbiamo fare.
Dio si serve di ognuno che incontriamo e verso cui proviamo sentimenti di amore per farci capire che non bastiamo a noi stessi e che da soli non andremo da nessuna parte, ma dobbiamo ricordarci che il nostro partner, per quanto possa essere grande e capace di amare, ha come noi le stesse incertezze e lo stesso bisogno fi essere guidato.

Stammi vicino e ogni cosa
Vedrai, col tempo, tutto arriverà.

L’aiuto, il sostegno, deve essere reciproco.
Troppo spesso nella coppia capita che uno dei due si affidi completamente all’altro, mentre c’è chi si prende la briga di fare da guida, come se sapesse esattamente dove andare, per tutti e due.
Il rapporto tra due persone crea sicurezza, ma non può sostituirsi alla relazione che ognuno per sé e tutti e due insieme devono avere con Dio e con la ricerca di verità e del destino che ci riguarda.

E’ destino ormai che io diventi
Quello che fa per te…
Non lo so dove andrò
Ancora no,
Vado dove vai tu.

E’ difficile mantenere un equilibrio tra la sicurezza che si prova stando sempre più vicino all’altro e la consapevolezza  di non poter idolatrare il proprio amato, confondendo  un essere umano con il suo Creatore, che ce l’ha donato perché insieme fossimo una realtà bella e grande di fronte a lui, illuminati dalla sua luce, il cui riverbero possiamo sperimentare attraverso l’altro senza mai dimenticarne la fonte.
Il bisogno di stare insieme ci fa credere che sia sufficiente la vicinanza dell’altro perchè tutto si risolva.

Stammi vicino ed ogni cosa
Vedrai col tempo tutto si aggiusterà

La verità che sta dietro a questo desiderio di unità deve guidarci verso la sua realizzazione sotto lo sguardo amoroso di Dio.

L’universo tranne noi

L’UNIVERSO TRANNE NOI di Max Pezzali

                                   Ti ho incontrata ma tu non mi hai visto
                                   Eri in macchina è stato un attimo
                                   Ma il mio cuore si è come bloccato
                                   O era fermo prima e ha ripreso a battere

Il tema dell’incontro è ricorrente nelle canzoni d’amore.
Tutto era grigio e inutile, poi uno scambio di sguardi ha trasformato la realtà l’ha fatta nuova bella e gradevole
Vale la pena di vivere, non si capisce come non ce ne si sia accorti prima.
Ogni ostacolo è superabile, siamo all’altezza di ogni sforzo purché l’altro sia con noi e ci dia il suo sostegno.
Poi, altrettanto numerose sono le canzoni d’amore che parlano di abbandono di disperazione, lontananza incolmabile, tristezza infinita entro cui piomba insieme al nostro amore tutto il resto.
Che cosa ci pare che valga la pena di fare, ora?
Anche se non lo ammettiamo sprofonderemmo volentieri nella nostra depressione e manderemmo tutto il resto a quel paese.
Poi invece capita che, per qualche fortuito motivo, per chi crede nel caso, o perché era proprio la nostra occasione, e a quella è meglio non sfuggire altrimenti sono guai seri, il nostro amore ricompaia e ci venga letteralmente un colpo.
Il cuore si ferma per l’emozione o meglio riprende il suo vero corso.
Non è detto che tutto riprenda esattamente dal punto in cui si era bloccato, però la perdita dell’amato bene era certo un bello shock.

                                   Tante volte io l’ho immaginato
                                   Rivedere te che effetto mi farà
                                   Però adesso che è capitato
                                   Non importa più se sia stata colpa tua o mia

I motivi della rottura col tempo si stemperano e, se non siamo tipi da coltivare il rancore per gioco o la disperazione per hobby (e ce ne sono tanti che, pur potendo fare qualcosa per distrarsi, preferiscono stare concentrati sul proprio dolore) possiamo avere delle belle sorprese.
Se l’altro è l’amore della nostra vita, quello che ci è destinato, che è stato pensato per noi, prima o poi lo rincontreremo.

                                   I ricordi che sembrano lame fanno male ma
                                   Forse li cerco io per vivere per ricordare
                                   Ogni istante accanto a te
                                   Una vita accanto a te

I ricordi sono una faccenda complicata, funzionano in modo strano, a volte sono poco fedeli e realizzano a poco a poco una visione che è sempre più lontana dalla realtà.
Sembra che ci coccolino, soprattutto se soffriamo, ma in realtà stiamo riprendendo sensazioni ed emozioni più soggettive che oggettive, deformate nel tempo e poco utili per restituirci la verità.

                                   Eravamo quel che tutti sognano
                                   Quell’amore che i cantanti cantano
                                   Tanto forte, potente, immenso
                                   Che sembra esagerato e impossibile
                                   Con il petto che sembra esplodere
                                   Che non serve altro in più per vivere
                                   Che potrebbe scomparire l’universo tranne noi
                                   Tranne noi

Ripensando al passato tutto si ingigantisce (prima di rimpicciolirsi o sparire del tutto, guardare indietro è sempre come usare un cannocchiale da un lato o dall’altro) e si dilata e ci sembra che la nostra storia d’amore sia stata la più perfetta del mondo.
Dimentichiamo i difetti nostri e dell’altro, i problemi vissuti, le incomprensioni che inevitabilmente ci sono state.
Ma perché abbiamo questa tendenza ad enfatizzare l’amore?
Perché quello a cui ci riferiamo, bene idealistico e fantomatico, non nasce dalle nostre frustrazioni e speranze disilluse.
Ha una radice ben più profonda e reale.
E’ qualcosa che abbiamo dentro perché Qualcuno ce l’ha messa.
Siamo pronti a credere a banalità assolute e non a concedere la fede nel positivo che all’origine è stata depositata dentro di noi, alla base delle nostre azioni e dei nostri pensieri.
Riguardo all’amore questo slancio verso l’infinito, il valore assoluto che esso dovrebbe ricoprire al di là di tutte le esperienze negative che noi tutti abbiamo fatto e faremo non ci dice qualcosa?
Non basta a farci capire che il fuoco che divampa anche solo per un attimo dentro di noi ha una scintilla divina che lo anima?
Non c’è nulla di completamente profano in ciò che l’uomo vive.
La sacralità del bene che ricerca, che prova, che rimpiange, se stiamo attenti e non ci disperdiamo nelle nostre superficialità di ogni giorno, ci dice la pasta di cui siamo fatti, giustifica lo slancio che ci contraddistingue, sostiene il desiderio che ci anima, anche quando lo percepiamo, appunto, sotto forma di rimpianto.

                                   E  il cervello sa che è complicato
                                   Ciò che è rotto ormai non si riparerà
                                   Però il cuore, sai, me ha giurato
                                   Sa che un giorno tornerai
                                   Sììì

Qui si dovrebbe aprire un contenzioso molto serio, ma non c’è lo spazio sufficiente.
la differenza tra cervello e cuore, tra razionalità e passione, tra logica e sentimento è ciò che spesso ci inganna e ci impedisce di comprendere appieno la nostra realtà umana protesa verso il divino, perché da Dio creata a sua imitazione e a Lui destinata.
Così senza affaticarci a scegliere tra la fredda razionalità e l’illogica emozione, dovremmo felicemente sapere che entrambe le modalità di approccio a ciò che ci accade, e, nel caso specifico all’amore, sono strumenti  di cui Dio ci fornisce per raggiungere la verità.
Che riguardo a Dio è che Lui ci ama e pazientemente ci aspetta.
Riguardo all’amore umano è che nessuna forma di bene, neppure la più piccola e misera, potrà andare perduta, quando la gloria di Dio ricapitolerà in sé ogni cosa, salvandoci da tutte le nostre paure.

Almeno tu nell’universo

ALMENO TU NELL’UNIVERSO di Mia Martini

                                   Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo
                                   Un punto sei, che non ruota mai intorno a me
                                   Un sole che splende per me soltanto
                                   Come un diamante in mezzo al cuore

Questa canzone, famosissima per la bravura della sua interprete, è ricordata soprattutto per  il suo ritornello.
L’amore vissuto dalla protagonista sembra finalmente aver trovato la sua pace, il suo porto sicuro, lo splendore di un calore che non smetterà mai di scaldarla per tutta la vita.
Non è forse il sogno di tutti, essere amati con tale intensità e sicurezza?
Qui sembra davvero che si sia realizzato.
Non è forse quello che si crede quando incontriamo una persona che ricambia il nostro amore e ci appare disposta a condividere con noi la vita?
Allora qual è l’obiezione? (perché un’obiezione ci deve essere, le storie dove vivono tutti felici e contenti non ci convincono, perché sappiamo fin troppo bene che, a questo mondo, sono destinate, prima o poi, a trovare un intoppo che fa crollare il nostro castello di carte).
L’obiezione è questa: per quanto meraviglioso e sublime il nostro partner, non bisogna dimenticarlo,  è … un essere umano.
Ci ama, è vero, è sinceramente disposto (nelle situazioni migliori che ci possono capitare) a far di tutto per renderci felici e appagati, ma si può star certi al 100% che per qualche motivo ci deluderà.
Se noi continueremo a guardarlo come la soluzione di tutti i nostri problemi e l’eccezione rispetto alla regola di incomprensione che affligge tutto il resto del genere umano.

                                   Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama
                                   Cambia idea improvvisamente
                                   Prima la verità poi mentirà lui
                                   Senza serietà, come fosse niente…

No, non abbiamo scoperto l’unico che miracolosamente è giunto fino a noi, come un dono insperato (e probabilmente immeritato).
E non ci fa neanche bene crederlo.
Invece è fondamentale, in un rapporto di coppia, tener ben presente che l’amore è scoccato tra due persone con tanti lati positivi, virtù e pregi, ma anche tanti difetti, imperfezioni, peccati, che a un certo punto affioreranno.
Nessuno è perfetto, cioè solo Dio lo è.
Credere di essere Dio è già piuttosto disastroso (e ci capita più spesso di quanto sarebbe auspicabile), ma credere che l’altro sia Dio porta inevitabilmente alla rovina della relazione.
Infatti la prima volta che quello che è stato sovraccaricato di un ruolo che neanche con tutta la buona volontà del mondo potrebbe ricoprire, si discosta anche di poco dall’ideale in cui l’abbiamo trasformato, diventa altro rispetto alle nostre aspettative.
E visto che l’amore si basa in buona parte sul riconoscimento, non ci vuole molto a disorientarci.

                                   Sai, la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta
                                   Segue il mondo ciecamente
                                   Quando la moda cambia lei pure cambia
                                   Continuamente e scioccamente…                                    

Altro errore gravissimo che si tende a fare, ma che non porta a niente di buono è pensare che noi siamo un discorso a parte rispetto a tutto il resto del mondo che ha tutte quelle carenze di cui noi per fortuna siamo immuni.
Gli altri non sono come noi che, per la nostra bella faccia, siamo dei miracolati.
Non funziona così. Il sottile disprezzo che a volte sentiamo per il resto dell’umanità è proprio una brutta cosa, oltre che un misero inganno.
Siamo tutti  nella stessa barca, abbiamo aspetti negativi, ma per tutti si apre la speranza di riuscire a seguire un progetto lieto e positivo che dà senso alla nostra vita, purchè siamo sinceri e facciamo riferimento al Signore che questo senso è pronto a donarlo a piene mani a chi si rivolge a Lui per riceverlo.
Allora anche il nostro amore diventerà stabile, non per la bravura di uno o di entrambi i componenti della coppia, ma per la loro capacità di affidarsi a Chi dà stabilità, a Chi ci sa difendere dalle calamità e dalle intemperie della vita.
A Chi ci ha già salvati e aspetta solo che ce ne accorgiamo e che ci apriamo a questo dono.

                                    Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo
                                   Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
                                   E che mi amerai davvero, di più, di più, di più.       

Con questa consapevolezza, che solo Dio salva ed è fedele nell’amore, non ci perderemo d’animo di fronte alle delusioni, grandi o piccole, che irrimediabilmente un amore umano porta con sé, sapremo perdonare le povertà (e quante ne abbiamo noi!) dell’altro senza stupircene troppo, anzi considerarle uno stimolo per non chiuderci in un cerchio impermeabile, ma per rivolgersi insieme a Chi può sostenerci entrambi nel Bene.
E i cambiamenti a cui le circostanze dell’esistenza spesso ci portano saranno visti (o rivisti) con la Grazia di Dio come indicazioni che ci vengono date per la nostra crescita nell’amore vicendevole e verso gli altri.

                                    Sai, la gente è sola, come può lei si consola
                                   E non far sì che la mia mente
                                   Si perde in congetture, in paure
                                   Inutilmente e poi per niente…

Stando vicini al Signore né la paura, né la solitudine, né le false consolazioni potranno confonderci, anzi saremo incentivati a sollevare da questo stato d’animo negativo chiunque ci vedessimo impantanato.
Finchè impareremo a vivere al servizio del prossimo, matto o strano che sia, fratello nostro che ci è dato in dono perché il nostro amore cresca e diventi fecondo, per la gioia nostra e di tutti.
Senza illusioni, né delusioni sterili e inutili.

                        

Senza parole

SENZA PAROLE  di Vasco Rossi

Noi tutti speriamo che le nostre relazioni d’amore siano sane e felici. Invece a volte, spesso o di rado, a seconda delle situazioni, nascono dei problemi che, se non vengono presi in tempo, si sviluppano esageratamente e rischiano di intaccare tutta la vita coniugale, anche in modo irreparabile.

                                   Ho guardato dentro un bugia
                                   E ho capito che è una malattia
                                   Dalla quale non si può guarire mai
                                   E ho cercato di convincermi
                                   … che tu non ce l’hai.

Così ci facciamo coraggio e proviamo a prendere in considerazione anche una canzone non proprio a lieto fine.
Il bello è che invece il lieto fine, alle nostre vicende amorose, con il nostro impegno, con la nostra forza d’animo e con la grazia di Dio siamo noi a determinarlo.
Senza chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà, illudendoci che tutto vada automaticamente bene.

                                   E ho guardato dentro casa tua
                                   E ho capito che era una follia
                                   Avere pensato che fossi soltanto mia
                                   E ho cercato di dimenticare
                                   Di non guardare.

Il primo guaio della storia che Vasco Rossi, notoriamente capace di fotografare la realtà senza fare troppi complimenti, è la mancanza di sincerità.
La coppia è il luogo privilegiato dove due persone possono dirsi la verità senza aver bisogno di nascondersi perché l’amore dell’altro sa accogliere anche le nostre mancanze.
Se cominciamo a non essere sinceri, tutto il resto andrà a rotoli.
In genere noi diamo fiducia a chi amiamo e non ci aspettiamo che ci nasconda o peggio che ci racconti una cosa per l’altra.
Quando lo scopriamo, quando per una serie di casi ci troviamo a dover riconoscere che la nostra fiducia è mal riposta, ci crolla il mondo addosso.
Per lo meno quel mondo che, nel momento in cui abbiamo conosciuto il nostro amore, credevamo di aver cominciato a vivere.
Ci sembra che tutto sia finito, anche quando non è vero, ma certo è una sensazione spiacevolissima.
In ogni caso è un serio campanello d’allarme che non è affatto il caso di ignorare.

                                   Ma poi ho camminato tanto e fuori
                                   C’era un gran rumore…
                                   Che non ho più pensato a tutte queste cose.

Non vale sprofondare nella banalità del quotidiano, cercare distrazione nel rumore della vita invece che soffermarsi sulla musica, magari un po’ stonata, che stiamo suonando col nostro partner.

                                   E ho guardato la televisione
                                   E mi è venuta come l’impressione
                                   Che mi stessero rubando il tempo e che tu …
                                   … che tu mi rubi l’amore.

Non serve guardare la tele riempiendosi la testa di storie altrui o di sport, di politica, di ricette di cucina.
Abbiamo ben altro di cui occuparci, se non vogliamo, appunto, che il nostro amore ci venga rubato.
Non è il caso neppure di soprassedere, lasciandoci cullare dall’emozione, sperando che essa sia più forte delle difficoltà e che ci sostenga nel momento del bisogno.

                                   E ho guardato dentro un’emozione
                                   E ci ho visto dentro tanto amore
                                   Che ho capito perché non si comanda al cuore.

Non sarà così. E’ l’amore “vero” quello che salva, connotato dalla verità della sua Fonte.
Dio non ci ha ingannati quando ci ha voluti e amati e salvati.
Certo non vuole che, gli uni con gli altri, si usi l’inganno, il mezzuccio, le piccole falsità per non affrontare la vita pienamente.
Se, come accade nella canzone, ci accontentiamo di ciò, oltre che perdere l’amore a cui teniamo tanto, ci accadrà di rimanere senza parole.

                                   E va bene così…
                                   Senza parole … senza parole
                                   E va bene così, senza parole
                                   E va bene così, senza parole.

“Sia il vostro parlare sì sì, no, no” dice Gesù.
Dì una parola franca affinché chi ti è vicino si possa fidare.
Il Signore sa che la parola crea e distrugge, Egli è il Verbo che porta la salvezza.
Noi non siamo Dio, ma da Lui abbiamo conosciuto il valore del detto, del taciuto, di ciò che viene mentito.
Solo il serpente, il maligno, dice il falso con voce suadente. E divide l’uomo e la donna dal loro Creatore, ponendo l’inimicizia tra loro stessi.
Non va bene, quando tra chi si ama mancano le parole perché quelle dette sono state ingannevole e amare.
Non basta alzare le spalle sperando in un giorno migliore. Siamo noi che ci costruiamo la vita, a piccoli passi.
Ricordiamoci di dire la verità, alla base dell’amore che ci siamo promessi e che Dio ha pensato per noi, per vederci felici!

L’amore possiede il bene

L’AMORE POSSIEDE IL BENE di Giusy Ferreri

Milioni di canzoni hanno immortalato il primo slancio dell’innamoramento, la magia di quando tutto cambia e appare trasformato dalla presenza dell’altro, che magari proprio non ci aspettavamo nella nostra vita eppure è arrivato e vuole proprio noi.

                                    Trattengo il respiro
                                   E conto fino a settembre
                                   Perché all’improvviso tu irrompi e mi baci

Però come in tutte le favole, poi bisogna andare oltre quel “vissero tutti felici e contenti”.
Raggiunto il desiderio d’amore che avevamo solo intuito, ma che subito c’era sembrato meritevole di tutte le nostre speranze ed energie, ora che si fa?
Ora che abbiamo una casa (con un affitto o un mutuo da pagare), ora che si deve cucinare ogni giorno (se non vogliamo svenarci tra cibi pronti e pizzerie), ora che abbiamo scoperto che le stanze non sono autopulenti, che i letti non si cambiano le lenzuola da soli, che i panni fuori dalla lavatrice vanno stesi, stirati e riposti nei relativi cassetti.
Ora che la vita ha preso la piega ordinaria, che la sera siamo stanchi dal lavoro, che l’entusiasmo ha i suoi alti e bassi, che a volte le difficoltà più serie ci fanno vedere tutto nero.
Ecco che arriva questa canzone di Giusy Ferreri, che è stata proposta al festival di Sanremo 2014, ma che è stata subito messa da parte, forse rischiava di farci riflettere troppo, a rassicurarci da ogni paura.

                                    E’ l’amore che possiede il bene,
                                   dunque tu possiedi me
                                   e io te, e io te.
                                   Disegno a parole
                                   Il mondo che ho dentro
                                   La vita risponde ad ogni quesito.

E’ l’amore che possiede il bene, e non c’è modo, a meno che noi non gli giochiamo contro con tutte le nostre forze, di perdere l’uno e l’altro.
L’amore che ci è stato dato ha in sé una forza che ci supera, che dice la fonte e la direzione di questo sentimento che non è solo una parentesi inebriante nella monotonia della vita.
L’amore è forte perché ha un’impalcatura molto più resistente del ferro e dell’acciaio.
Ci vuole più tempo però per rendersene conto, non basta dare un morsino alla torta per capire tutti i suoi ingredienti.
Bisogna avere la pazienza di permettere agli anni di plasmarci secondo questa vita a due che abbiamo scelto, anche con un po’ di incoscienza perché non si è mai del tutto consapevoli del dono che si riceve quando nella nostra solitudine irrompe la grazia della condivisione.

                                   Sorridere fa bene, rimpiangere fa male
                                   Dopo tutti questi anni che ho passato con te
                                   Ho capito che non posso allontanarmi perché…

Naturalmente per perseverare nel bene bisogna usare qualche accorgimento e ad esempio sorridere a sé e all’altro, piuttosto che recriminare su tutto ciò che non abbiamo e che non siamo risulta molto più utile.
Allontanarsi dal proprio partner, magari neppure senza abbandonarlo fisicamente, ma solo chiudendosi in se stessi, preferendo seguire i propri pensieri piuttosto che i suoi, le nostre esigenze e ciò che ci piace piuttosto che continuare a cercare quello che fa bene ad entrambi, sembra un peccato veniale mentre in realtà scava dei solchi infidi entro cui, se poi cadiamo, non possiamo lamentare.

                                   E nel momento in cui vado avanti
                                   Lascio dietro di me i tuoi occhi spenti
                                   E’ l’amore che possiede il bene

Se invece siamo fiduciosi che nell’amore il bene c’è, allora non smetteremo di cercarlo soprattutto nel possesso reciproco, che è meglio chiamare appartenenza, perché sa meno di atteggiamento egoistico e ci orienta di più verso una donazione vicendevole, piuttosto che nel voler tenere l’altro al proprio servizio.
Dopo tanti anni molti sentono la stanchezza di un rapporto e sono tentati di cercare altrove la soluzione dei propri problemi, senza rendersi conto che la conoscenza profonda, invece che essere un vincolo pesante che ci impedisce di essere felici, è ciò che ci fa maggiormente sentire amati davvero e ci rende capaci di amare davvero.
Perché il bene che fin dall’inizio c’era nel nostro amore, ora è più chiaro, anche se spoglio di tanti fronzoli un po’ troppo sentimentali.

                                   Lontani da sempre
                                   Dai luoghi comuni
                                   Inutili come sassi i nostri rancori

I luoghi comuni sull’amore sono stati spazzati via dalla vita vera che abbiamo trascorso a lungo, l’uno vicino all’altra.
Scoprire ogni giorno il bene che questo amore contiene è un dono e un compito ai quali non ci possiamo sottrarre.
Se non vogliamo spegnerci nella tristezza di non aver costruito nulla, solo egoismo e superficialità.
Per fortuna, se appena glielo chiediamo, Dio è pronto a illuminarci per farci vedere da quanto bene siamo circondati, e quanto amore abbiamo ricevuto e continuiamo ad avere e a dare, senza perderci d’animo.