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I Bambini chiassosi

Dopo aver protestato contro lo zelo dei discepoli :”Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite”, Gesù  pronunzia una dichiarazione solenne che li trasforma in maestri della fede.

Dice infatti: “A chi è come loro appartiene il regno di Dio.

In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’ accoglie un bambino, non entrerà in esso.”

L’esemplarità del piccolo non è da cercare tanto nell’innocenza, a cui non si accenna.

Aveva ragione sant’Agostino quando nelle sue Confessioni affermava che “Innocente è la fragilità delle membra infantili, ma non è innocente l’animo.

Il bambino ha l’impronta del peccato e lo dimostra col suo egoismo, con le sue piccole cattiverie e malizie.

Quello che Gesù esalta in lui è, invece, la fiducia.

Infatti, il bambino mette sereno la sua manina in quella del padre, si abbandona alle braccia della madre, non  calcola e non sospetta come facciamo noi adulti.

Per Cristo il regno di Dio deve essere accolto così, con purezza di cuore, cioè con la fiducia che fa scegliere la strada indicata da Dio stesso.

In questa luce noi adulti dobbiamo spogliarci del nostro modo di vedere, di pensare e di agire sempre proiettato a un interesse, dobbiamo affidarci più spesso al Padre celeste.

Una rappresentazione incisiva di questo atteggiamento di fede è da cercare nel Discorso della montagna, ove per ben sei volte risuona l’appello a “non affannarsi” per le cose e per la stessa vita, ma ad abbandonarsi al “Padre celeste che sa ciò di cui avete necessità.”

Padri Madri Figli

Gianfranco Ravasi
Padri Madri Figli
Edizioni San Paolo, 2010, Cinisello Balsamo (MI)

La Bibbia è molto spesso un racconto di famiglie, confermando la sua qualità “incarnata”, ovvero la caratteristica di presentare una religione fortemente insediata nella storia.
Le famiglie non incontrano Dio, se non raramente, in grandiose epifanie, bensì nelle loro case, nelle vicende quotidiane, nel sorriso e nelle lacrime, negli atti di amore, talora anche riconoscendo la meschinità di egoismi e colpe.
Sulla grande galleria di ritratti proposti dall’autore aleggia un Padre “ricco di misericordia” e giusto.
Così questo volume rivela che, anche per quanto riguarda la famiglia, la Bibbia è il libro della pazienza e della Emisericordia di Dio.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

I Bambini chiassosi

Indice del libro

Prima parte
La casa e la misericordia
La casa della famiglia
Parole come esseri viventi
Le fondamenta della “casa” famiglia
Le pareti di pietre vive
La stanza del dolore
La stanza del lavoro
La stanza della festa

“Siate misericordiosi”
“Beati i misericordiosi”
Il vocabolario della misericordia
I diversi volti della misericordia
Un duplice settenario di opere di misericordia
Dal corpo allo spirito
Lungo la strada della misericordia
Una storia familiare

Seconda parte
Famiglia e misericordia nella Bibbia
Antico Testamento
La violenza sessuale
Misericordia per Caino
Un marito spietato
Un padre ubriaco
La nudità del padre
Liti tra donne
Una madre nel deserto
Senza misericordia
Una morte “materna”
Parenti serpenti
Una tenera principessa
Invidia di fratelli
La misericordia ricompensata
Una donna affranta
Una madre che veglia
Una maestra di misericordia
Una vedova e il profeta
Un padre maestro di carità
La moglie Giuditta
Un’avvocata misericordiosa
Una madre eroica
La prova che divide
Un padre tenero
In braccio a Dio
Lo stare insieme
I proverbi e la famiglia
Graziosa come una gazzella
Una moglie straordinaria
Il vecchio genitore
La moda e il lusso
La bambina esposta
Una moglie insidiata
Tradimento e amore
Le orge di Samaria
La donna che hai tradito

Nuovo Testamento
Una coppia molto speciale
La famiglia degli Apostoli
Gesù e il divorzio
Un banchetto sontuoso
Un padre e la sua ragazzina
Una famiglia ospitale
Tensioni in famiglia
Aggiungi un posto a tavola
La donna e la dracma
Un ricco senza misericordia
Una vedova implacabile
I bambini chiassosi
Uno stato matrimoniale complicato
Un figlio malato
Sulla spianata del tempio
L “altra Maria”
Una coppia avara
Una nubile generosa
Due donne litigiose
Sposi santi
La vedova
La famiglia di Dio
Una galleria di ritratti

Vari dialetti

Le parole di rassicurazione costituiscono uno dei cinque linguaggi fondamentali dell’amore.
All’interno di questo linguaggio, tuttavia, ci sono molti dialetti, su cui sono stati scritti volumi interi e numerosi articoli.
Tutti questi dialetti hanno in comune l’uso di parole per rassicurare il proprio coniuge.
Lo psicologo William James disse che forse la necessità più profonda degli esseri umani è sentirsi apprezzati.
Nel caso di molte persone, le parole di rassicurazione soddisfano questa necessità.
Quando leggete un articolo o un libro sull’amore, sottolineate le parole di rassicurazione che trovate.
Quando ascoltate una conferenza sull’amore o cogliete le parole positive che un vostro amico esprime riferendosi a un’altra persona, annotatele.
Con il passare del tempo, raccoglierete una serie abbastanza ampia di parole da usare per comunicare amore al vostro coniuge.
Forse vorrete anche cercare di comunicare indirettamente parole di rassicurazione, cioè di esprimere concetti positivi sul vostro coniuge quando questi non è presente.
Ad un certo punto, qualcuno lo riferirà la vostro coniuge, che riceverà una piena attestazione di amore.
Dite a vostra suocera che vostra moglie è una donna meravigliosa.
Quando vostra moglie se lo sentirà riferire da sua madre, il concetto risulterà amplificato, e ne riceverete un “credito d’amore” ancora maggiore.

i 5 linguaggi dell’Amore

Gary Chapman
i 5 linguaggi dell’Amore
Editrice Elledici, 2002, Torino

“I 5 Linguaggi dell’amore” di Gary Chapman, il testo con cui “Incontro Matrimoniale” inizia il proprio cammino nel campo dell’editoria, è già abbastanza conosciuto nel mondo, tradotto nelle varie lingue.
E’ un libro buono:

  • per chi, avendo deciso di amare il proprio coniuge, vuole scoprire quali sono i gesti e gli atteggiamenti che lo fanno sentire amato;
  • per chi vuole conoscere in se stesso che cosa lo fa sentire amato;
  • per chi ha il coraggio di ammettere che da solo non può farcela e che, per quanto ricco possa essere, ha bisogno di essere amato;
  • per chi vuole sperimentare la forza ricreatrice del perdono;
  • per chi, avendo la fede, vuole lasciarsi coinvolgere dalla potenza rigeneratrice del Vangelo.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Vari dialetti

Indice del libro

Presentazione
Capitolo primo: Che cosa accade all’amore dopo il matrimonio?
Capitolo secondo: Tenere alto il livello dell’amore
Capitolo terzo: Innamorarsi
Capitolo quarto: Il primo linguaggio dell’amore: Parole di rassicurazione
Capitolo quinto: Il secondo linguaggio dell’amore: Momenti speciali
Capitolo sesto: Il terzo linguaggio dell’amore: Ricevere doni
Capitolo settimo: Il quarto linguaggio dell’amore: Gesti di servizio
Capitolo ottavo: il quinto linguaggio dell’amore: il contatto fisico
Capitolo nono: Come scoprire il vostro linguaggio principale
Capitolo decimo: L’ amore è una scelta
Capitolo undicesimo: l’amore fa la differenza
Capitolo dodicesimo: Amare chi non ci ama
Capitolo tredicesimo: I bambini e i linguaggi d’amore
Capitolo quattordicesimo: Considerazioni personali
Guida per gli sposi e per i gruppi di discussione.

E’ proprio tutto finito?

Renzo Bonetti – Emanuele Scotti
E’ proprio tutto finito?
Editrice Porziuncola, 2016, Assisi

In un momento storico in cui la fedeltà è così rara, incompresa e impopolare anche all’interno della comunità ecclesiale, il “per sempre” appare a chi si separa una condanna piuttosto che un dono.
Queste pagine invitano a riscoprire la bellezza e la forza del sacramento del matrimonio e mostrano una strada concretamente percorribile dagli sposi cristiani.
Una strada scelta da uomini e donne che vogliono “giocarsi la vita” sulla parola di Gesù, certi di non restare delusi.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Alberi da ombra o alberi da frutto?

Indice del libro

Prefazione
Introduzione
Capitolo I
Dalla comunione con il coniuge alla solitudine
Con chi e come condividere
Capitolo II
Il cammino del separato
Cercare la propria pienezza di umanità in Cristo
Capitolo III
Separati: destino di incompiutezza
Ricerca di compensazione o possibilità di realizzazione pasquale
Capitolo IV
Alla morte della separazione al crescere:
La sfida della grazia del sacramento delle nozze
Capitolo V
Fedeltà’ a Colui che è l’Amore
Capitolo VI
L’Eucarestia forza del consacrato
Capitolo VII
Stabat Mater
Capitolo VIII
La genitorialità nel separato che non si risposa
Capitolo IX
Sposi per sempre: una fraternità

Appendici
Estratto dello statuto della Fraternità: Sposi per sempre
Testimonianze

Alberi da ombra o alberi da frutto?

Il matrimonio non è fatto per la conservazione, ma per la crescita dell’amore.
Non è il punto di arrivo di un amore pienamente realizzato, a partire dal quale l’unico obiettivo sia la conservazione di quanto raggiunto.
E’ la “palestra” che spingendo ad “esercizi” sempre più grandi di amore nella reciprocità, nel perdono, nella sopportazione vicendevole, prepara nel tempo una capacità di amare che ci fa incontrare Dio.
Quindi è dall’amore “piccolo” del matrimonio iniziato che si può passare all’amore grande che ci conduce in Paradiso
L’amore è fatto per crescere, perché l’amore è vita e noi sperimentiamo che tutta la vita ha una crescita; quando una vita non cresce è morta, è finita, è un fossile,
E non c’è dubbio che siano tanti i matrimoni fossili: si condivide ancora tutto, si va in ferie, a teatro insieme, ma non c’è più la crescita della vita.
L’amore come tale non è una pianta stagionale che dura un tempo limitato, e poi, senza fiori e profumo, debba accontentarsi di qualche ultimo frutto e poi rimanere accartocciata dentro una ruvida corteccia.
Al di là dei fiori e dei frutti, al di là delle stagioni, dentro l’albero sano c’è una vita che scorre e questa vita può crescere se l’albero viene coltivato.
E’ proprio questa vita dentro che, col passare del tempo, non solo lo fa crescere, ma produce fioriture sempre diverse, nuovi frutti che non sono quelli delle prime stagioni, perché l’amore è vivo, e quell’albero cresce, diventa forte e bello e capace di affrontare tutte le intemperie e tutte le stagioni.

Prendersi cura dell’amore

Domenico Cravero
Prendersi cura dell’amore
Ed. Elledici, 2015, Torino

Ci è chiesto di affrontare il compito difficile ma affascinante di tentare forme inedite di umanità fondate sulla centralità dell’amore, prendendo coscienza del valore inestimabile delle relazioni affettive primarie, dell’originalità della famiglia rispetto ad altre forme di vita.

In queste schede per la formazione attiva degli adulti gli stimoli per la ricerca in gruppo si intrecciano agli spunti della “Relazione” del Sinodo sulla famiglia.

L’esperienza dell’amore sponsale e familiare, infatti, ha da dire su Dio tracce di verità che non possono essere trovate altrimenti.

L’amore è quindi una questione vitale per la Chiesa e la società.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

L’amore è sempre lo stesso, se cambia ogni giorno

Indice del libro

L’amore un’arte da imparare
Prima parte
Che cos’è l’amore
Che cos’è la sessualità
Che cos’è il piacere
Che cos’è il desiderio
Che cos’è la differenza di genere
Che cos’è la coniugalità
Che cos’è la genitorialità
Che cos’è la famiglia
Seconda parte
Eros, filia, agape
Il codice materno, paterno, filiale, fraterno
Come cambia l’amore di coppia
Buon gusto, disgusto e pudore
“Custodite il soffio vitale”
Terza parte
Matrimonio, coppia di fatto, coppia omosessuale
Quando la famiglia genera futuro
L’arte della fedeltà
Miserie sessualità
L’inestimabile valore dell’agape

L’amore è sempre lo stesso, se cambia ogni giorno

Oggi non si passa più dalla famiglia d’origine alla fondazione di un nuovo nucleo attraverso il rito del matrimonio. La coppia si forma per tappe e ciascuno conserva il proprio spazio.

Si può dire che, proprio nella fedeltà dell’amore che continua, «ci si sposa più volte»; in giovinezza l’amore appassionato, la responsabilità condivisa per crescere i figli; più tardi l’amore come compagnia che continua. A ogni tappa l’interiorità emozionale e la pazienza del dialogo fanno progredire il percorso coniugale.

L’innamoramento è uno stato nascente che riempie di entusiasmo. È all’origine della coppia e contribuisce alla sua concretizzazione. Pur essendo inevitabilmente precario e transitorio, ci si attende che non tramonti mai. La fedeltà è un valore essenziale per tutti gli innamorati. Non comporta solo l’impegno di non tradire, anche il desiderio rinnovato ogni giorno di una relazione di lunga durata, amorosa in tutti i sensi.

Le persone si attendono molto dalla coniugalità. Il matrimonio è in crisi non per un difetto di credito ma un eccesso di attese. Dall’amore fedele ci si aspetta sia rivelatore di se stessi e dell’Altro. Compito di sviluppo di questa prima tappa è che il sentire innamorato da stato nascente si trasformi in condizione evolutiva, che non finisca mai di svilupparsi e di compiersi. Gli innamorati immaginano il loro legame inattaccabile e tenace, un attaccamento totale: passionale, spirituale, affettivo, sessuale. Vero amante è la persona preveniente e assidua, due aggettivi oggi molto apprezzati, soprattutto dalle donne.

L’innamoramento corrisponde alla gestazione: per sua natura essa è a temine, ma culmina nella nascita, dove la gestazione è inglobata e completata. Nella coniugalità l’innamoramento si trasforma in amore, la cui natura intima è la stabilità e la continuità.

Riconoscere che l’amore è un dono

Nello sposarsi in chiesa si riconosce pubblicamente il valore del dono dell’amore e ci si impegna a dare a esso il primato su ogni altro impegno o su ogni altra occupazione. Prima del lavoro c’è l’amore di coppia, prima del denaro o della carriera c’è la relazione con la sposa o lo sposo, prima dell’attività pastorale c’è il “vegliare sul proprio amore”. L’amore è una realtà viva e, come ogni realtà viva, può crescere e può morire. Si afferma che l’amore è un’impresa difficile e, come ogni cosa difficile, va curata con sollecitudine. Si afferma, inoltre, che l’amore è fragile e quindi la sua forza va costruita progressivamente.

La coppia, sposandosi in chiesa, vuole affermare che l’amore è la perla preziosa, il tesoro nascosto e si premura di coltivare il “sano timore” di perderlo, cercando tempi, luoghi, modi per rimotivarlo e rinnovarlo. Da dove viene questo dono? E’ un dono che ci precede. Il risveglio dell’amore avviene nel rapporto con le persone, con una persona in particolare. La sorgente è al di fuori di noi. Anche la cultura greca identificava questa sorgente in una divinità: il dio dell’amore chiamato Eros. Per i greci l’amore era un’esperienza talmente esaltante che solo la divinità poteva esserne la fonte.

Pure per noi credenti, in maniera diversa, Dio è l’origine dell’amore perché ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. E Dio si è progressivamente svelato come amore, anzi, come l’Amore.

Questo messaggio non è lontano dall’intuizione di Platone che definiva l’amore “un delirio divino”. Allora la celebrazione esprime il senso della riconoscenza e della lode a Dio, datore di questo esaltante dono.

Immaginare il Matrimonio

Battista Borsato
Immaginare il Matrimonio
Ed. Centro editoriale dehoniano, 2000, Bologna

Nei vari capitoli di questa pubblicazione l’autore dice di aver tentato di scrutare e disegnare l’intreccio nel quale le varie realtà: amore umano, fede, Chiesa, mondo, si illuminano reciprocamente, quasi a prospettare che nessuna di esse può chiarirsi e crescere senza le altre.
Certamente, questo pensiero più che compiuto è intuito, ma anche sommesse intuizioni possono dare adito a futuri e più ampi arrivi.
E’ su questo orizzonte e sfondo che prende significato il titolo: Immaginare il matrimonio.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Riconoscere che l’amore è un dono

Indice del libro

Prefazione

Perché sposarsi?

Lo sposarsi in chiesa?

E’ già vivere la fede

Dalla vita di Gesù

Natura sponsale

E impegno nel mondo

La comunicazione

Sessualità e spiritualità

La promozione della donna

Amore

Vivere la pace

Crisi di coppia