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	<title>Amoreconiugale</title>
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	<description>Il sito della coppia religiosa</description>
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		<title>Il Lavoro risorsa per la famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La coppia nella chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[1.       Una donna forte chi potrà trovarla? Nel ritratto del libro dei Proverbi, l’attività della donna assume un valore di primaria importanza nell’economia domestica e familiare. La donna, figura della sapienza umana e insieme divina, esprime attraverso il suo lavoro la genialità creativa di tutta l’umanità. Le qualità attribuite alla donna, infatti, possono valere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>1.</strong> <em>      <strong>Una donna forte chi potrà trovarla?<br />
</strong></em>Nel ritratto del libro dei Proverbi, l’attività della donna assume un valore di primaria importanza nell’economia domestica e familiare. La donna, figura della sapienza umana e insieme divina, esprime attraverso il suo lavoro la genialità creativa di tutta l’umanità. Le qualità attribuite alla donna, infatti, possono valere per tutte le persone chiamate al <em>senso di responsabilità verso la famiglia e il lavoro</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Quello delineato è il quadro della donna ideale, che vive relazioni buone all’interno della famiglia. Confidando nell’abilità organizzativa e nell’attività lavorativa della moglie, in Israele il marito poteva dedicarsi alla professione di giudice, ruolo che spettava agli uomini saggi, di norma agli anziani che col tempo avevano acquisito la sapienza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questa divisione dei compiti domestici e professionali illumina l’importanza del comune accordo tra marito e moglie nel pianificare il lavoro di entrambi: a ciascuno è chiesto di <em>adoperarsi affinché l’altro possa meglio esprimere i suoi talenti</em>. A sua volta la società deve dare alla famiglia tutto il sostegno possibile, perché i coniugi siano messi in grado di fare liberamente e responsabilmente le loro scelte lavorative. Anche i figli, insieme al marito, tessono l’elogio della madre, esaltandone le doti. Nei suoi tratti certamente idealizzati, questo quadretto familiare è offerto come un modello da cui trarre ispirazione e stimolo. La famiglia esemplare vive nel timore di Dio e ripone in Lui la sua fiducia. La prosperità di cui gode, riconosciuta come dono divino, viene custodita e valorizzata nella laboriosità quotidiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La donna avverte la responsabilità che le è stata affidata e si adopera senza risparmio per corrispondere al compito che le è stato richiesto. Con il suo atteggiamento, ella invita ogni persona a essere responsabile delle proprie azioni, ma anche a prendersi cura degli altri membri della famiglia e a preoccuparsi della vita sociale contribuendo al bene comune. I doni e le doti personali sono al contempo <em>una responsabilità nei confronti di Dio e del prossimo</em>. Il pensiero corre alla parabola dei talenti, dati a ciascuno affinché siano moltiplicati (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Matteo&amp;capitolo=25#VER_14" target="_blank">cf <em>Mt</em> 25,14-30</a>).</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">            </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>2.       <em>Si alza quando è ancora notte</em></strong><em>.</em><br />
La levata nottetempo della donna e il suo lavoro notturno descrivono uno zelo che elimina ogni forma di pigrizia. La laboriosità della donna, distante da ogni negligenza, viene ulteriormente sottolineata nel corso del testo osservando che ella «sorveglia l’andamento della sua casa e non mangia il pane della pigrizia». Ogni persona è chiamata a <em>vigilare costantemente per non cedere alla tentazione della pigrizia</em>, venendo meno alle proprie responsabilità e trascurando gli impegni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il ritratto della donna ideale, aliena da ogni forma di pigrizia, è l’icona di chi non teme fatica e sacrifici perché sa che il dispendio delle sue energie non è vano ma ha un senso. Con il suo lavoro, infatti, provvede alle necessità della sua famiglia ed è anche in grado di soccorrere il povero e il mendicante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questo esempio, sempre attuale, interpella la vita familiare. Tra le responsabilità della famiglia vi è anche quella di aprirsi ai bisogni degli altri, vicini o lontani che siano. L’attenzione ai poveri è una delle più belle forme di amore del prossimo che una famiglia possa vivere. Sapere che con il proprio lavoro si aiuta chi non ha il necessario per vivere rafforza l’impegno e sostiene nella fatica. D’altro canto, dare ciò che si possiede a chi non ha nulla, condividere con i poveri le proprie ricchezze significa riconoscere che <em>tutto ciò che abbiamo ricevuto è grazia</em>, e che all’origine della nostra prosperità vi è comunque un dono di Dio, che non può essere trattenuto per sé, ma deve essere partecipato ad altri. Con tale atteggiamento si promuove la giustizia sociale e si contribuisce al bene comune, contestando la proprietà egoistica della ricchezza e contrastando l’indifferenza per il bene comune.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>3.       <em>Apre la bocca con saggezza</em>.</strong><br />
Una qualità caratteristica della famiglia ideale è l’astenersi dal pettegolezzo. Di che cosa si parla in famiglia? Qual è il tenore dei discorsi? Il fascino della donna ritratta nel libro dei Proverbi è alimentato anche dal fatto che «apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà». Compito dei genitori è di insegnare ai figli a compiere il bene ed evitare il male e, ulteriormente, ad apprezzare il comandamento dell’amore verso Dio e il prossimo. <em>La coerenza di vita dei genitori rafforza e rende vero il loro insegnamento</em>, tanto più quando esso riguarda il bene da compiere e l’amore da vivere. Il modello di chi vive ciò che insegna resta perennemente valido e, oggi soprattutto, conserva tutta la sua ineguagliabile efficacia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’odierna comunicazione appare spesso distorta: si dicono parole e si lanciano messaggi con la leggerezza di chi non assume alcuna responsabilità per le conseguenze di ciò che afferma. La persona responsabile cerca la verità dei fatti e parla di ciò di cui è convinta. La sapienza biblica invita a rifuggire la menzogna e ad evitare i discorsi vani. La famiglia cristiana, ascoltando la Parola di Dio, ha la grande responsabilità di testimoniarla fedelmente, evitando che sia soffocata da tante parole inutili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">In una società dove la comunicazione distorta e menzognera è all’origine di tante sofferenze e incomprensioni, la famiglia può divenire <em>il contesto propizio per l’educazione alla sincerità e alla verità.</em> Ammettere i propri errori, chiedendo perdono e assumendo coerentemente le proprie responsabilità, è uno stile di vita tutt’altro che spontaneo, al quale educare i figli sin dalla più tenera età.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Parlando con saggezza, la donna ideale «ha solo insegnamenti di bontà». La saggezza della parola consiste nel <em>dar voce al bene</em>, evitando quei discorsi di sola critica che rovinano il dialogo familiare. A tal fine, occorre lasciare che l’ascolto della Parola di Dio, illuminando e arricchendo la qualità della comunicazione, renda la vita familiare più evangelica. </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">          </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>4.       <em>Fiduciosa va incontro all’avvenire</em></strong><em>.<br />
</em>La vita familiare, e della donna dentro la famiglia, non è così facile e a portata di mano, come appare nel ritratto ideale del libro dei Proverbi. Laddove, per esempio, la donna è costretta a un doppio lavoro, dentro e fuori casa. Diviene, per esempio, di decisiva importanza, sia sotto il profilo pratico che affettivo, <em>che i coniugi condividano i compiti educativi e collaborino nelle faccende domestiche</em>. Quanto mai preziosa risulta oggigiorno per molte famiglie la presenza dei nonni, il cui apporto alla vita familiare rischia però di essere troppo poco riconosciuto ed eccessivamente sfruttato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il fascino della donna che fiduciosa va incontro all’avvenire, richiamando così alla speranza per il futuro, è di grande attualità. Seppur nelle fatiche quotidiane, <em>molte famiglie rappresentano un autentico segno di speranza</em> per la nostra società. La virtù della speranza ha origine nel fiducioso affidamento alla provvidenza divina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nei confronti di ogni moglie e madre è più che doverosa la gratitudine: «Siatele riconoscenti – osserva il libro dei Proverbi – per il frutto delle sue mani». Il lavoro domestico di cura della casa, di educazione dei bambini, di assistenza degli anziani e dei malati, ha un valore sociale assai più elevato di molte professioni lavorative, che peraltro sono ben retribuite. L’<em>insostituibile contributo della donna</em> alla formazione della famiglia e allo sviluppo della società attende ancora il dovuto riconoscimento e l’adeguata valorizzazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>La famiglia è contesto per la formazione a molte virtù, è anche scuola di riconoscenza</em> per l’impegno profuso con gratuità e amore dai genitori. Imparare a dire «grazie» è tutt’altro che scontato e, nondimeno, del tutto indispensabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">«<em>Dono e responsabilità</em>» costituiscono il binomio dentro il quale si colloca il lavoro della famiglia e di ciascuno in essa. Tutti sono chiamati a riconoscere i doni ricevuti da Dio, a mettere i propri a disposizione degli altri e a valorizzare quelli degli altri. Ognuno è responsabile della vita degli altri: con il lavoro provvede al bene di tutti in famiglia e può anche contribuire a chi è nel bisogno. Così vivendo, gli affetti e i legami familiari si dilatano sino a riconoscere in ogni uomo e ogni donna un fratello e una sorella, tutti figli dello stesso Padre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Vieni dal Libano</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[VIENI DAL LIBANO di Kiko Arguello   Tutti conosciamo il Cantico dei Cantici, almeno per sentito dire. Molti sanno che si trova nella Bibbia e forse hanno letto dei dotti commenti che ci illustrano la natura simbolica e allegorica dell’amore di Dio per le sue creature. Altre interpretazioni invece ci incoraggiano, pur senza togliere la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em><span style="font-family: verdana,geneva;">VIENI DAL LIBANO di Kiko Arguello</span></em></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutti conosciamo il Cantico dei Cantici, almeno per sentito dire.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Molti sanno che si trova nella Bibbia e forse hanno letto dei dotti commenti che ci illustrano la natura simbolica e allegorica dell’amore di Dio per le sue creature.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Altre interpretazioni invece ci incoraggiano, pur senza togliere la sua valenza teologica, a gustarne la dolcezza e ad apprezzarne il suo messaggio erotico.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Che ci sia un tale libro nella Sacra Scrittura può sembrare un po’ strano a coloro che avessero dimenticato che l’unione sponsale e sessuale è un’invenzione prettamente divina, che nessun peccato è stato in grado di svuotare della sua valenza antropologica.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">L’uomo e la donna, semplici pastori o re e principessa, nel momento dell’amore sono trasfigurati e appaiono in tutta la loro bellezza.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">Ecco che Kiko Arguello, così fedele ai testi biblici, ne ha voluto fare un canto.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Vieni dal Libano mia sposa<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Vieni dal Libano, vieni<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Avrai per corona le vette dei monti<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Le alte cime dell’Ermon</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La sposa viene da lontano, per raggiungere l’amato e la sua avvenenza, la sua grazia e la promessa di felicità che reca con sé sono come una freccia che ha colpito il cuore dell’amato, che non avrà più pace finché non riposerà tra le sue braccia.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">                                   <em>Tu mi hai ferito, ferito il cuore<br />
</em></span> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Oh, sorella mia sposa</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutta la natura è un inno al loro amore e li circonda con la propria armonia per essere una dimora accogliente. Le stagioni si alternano, passa il tempo triste e freddo dell’inverno, la primavera si affaccia annunciata dal canto dell’allodola, l’estate porta i suoi frutti e dà cibo e ricchezza agli abitanti della terra fino a che l’autunno coronerà le vigne con i suoi grappoli inebrianti.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">                                   <em>L’inverno ormai è già passato<br />
</em></span> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Il canto dell’allodola si ode<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   I fiori son tornati sulla terra<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Il grande sole è venuto.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutto il creato danza la festa dell’amore e non abbandona i due innamorati nella solitudine del loro sentimento.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">Non si ama mai da soli, ogni espressione d’amore reciproco deve rimbalzare tra i colli, scorrere con l’acqua dei fiumi, aprirsi come fiori nei prati e cantare la benedizione ricevuta dal Signore.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                               Alzati, in fretta mia diletta<br />
</em></span> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                               Vieni, colomba, vieni.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non ci deve essere indugio, né incertezza di fronte all’amore. La paura indietreggia, mentre si fa avanti la fiducia nella promessa dell’alleanza che Dio ha stretto indissolubilmente con l’uomo e con la donna per permettere loro di vivere l’amore e continuare a perpetrare il Suo atto creativo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                               </em>Io appartengo al mio diletto<br />
</em></span> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                              </em>Ed egli è tutto per me.<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em> <em>                                              </em></em>Come sigillo sul tuo cuore<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em> <em>                                              </em></em>Come sigillo sul tuo braccio</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’unione è stata sancita. C’è un sigillo sul braccio, e su ogni azione successiva che entrambi compiranno, e sul cuore, sul centro dei loro sentimenti.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nessuno dei due agirà più solo per se stesso, ma perché l’altro sia felice e senta l’unità che esiste tra loro.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">                                   <em>Che l’amore è forte come la morte<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   E le acque non lo spegneranno.<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Dare per esso tutti i beni della casa<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Sarebbe disprezzarlo.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Forse la morte potrà spezzare questo idillio? Si dimostrerà dunque tutto un inganno che Dio ha perpetrato nei confronti degli esseri umani?<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">No, non sarà così, perché se anche la morte ha una sua innegabile forza oscura, l’amore è almeno forte quanto lei, è un fuoco che arde e non c’è acqua che possa spegnerlo.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Non si baratti l’amore coniugale per niente al mondo.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Non c’è bene che possa valere questa gioia e la fecondità delle sue capacità effettive.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Voi che amate, non siate sciocchi, non disprezzate il vostro sentimento preferendo ad esso altro che non vale così tanto, che non ha minimamente paragone.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Custodite l’amore, abbiate cura, ora che l’avete trovato (e potevate rimanerne privi), Dio ve l’ha donato  e, se sarete forti, nessuno ve lo toglierà.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Cercai l’amore dell’anima mia<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Lo cercai senza trovarlo<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Trovai l’amore dell’anima mia<br />
</em></span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   L’ho abbracciato  e non lo lascerò mai</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
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		<title>La glicine fiorita</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 19:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scene da un matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle piccole vetrate che interrompevano a sprazzi, come feritoie, gli spessi muri della severa chiesa romanica, i colori preziosi colavano lietamente sul grigiore della pietra, sospinti ed esaltati dai raggi di un bel sole amico. Le era sempre piaciuto questo gioco di pennellate colorate che si spostavano a seconda delle ore e delle stagioni, percorrendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dalle piccole vetrate che interrompevano a sprazzi, come feritoie, gli spessi muri della severa chiesa romanica, i colori preziosi colavano lietamente sul grigiore della pietra, sospinti ed esaltati dai raggi di un bel sole amico.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Le era sempre piaciuto questo gioco di pennellate colorate che si spostavano a seconda delle ore e delle stagioni, percorrendo il perimetro interno della cupola e illuminando via via i rilievi e le figure che incontrava sul suo cammino.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Quel giorno però il sole sfolgorava in modo tutto speciale, forse perché era Pasqua, e l’ombra pesante della volta non riusciva a contenere e a vincere la sua forza di penetrazione.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Mano a mano che la luce cresceva sembrava che lo spessore della cupola si facesse più sottile, fino a diventare quasi trasparente e, a un certo punto, le colonne, i capitelli, gli archi della volta gentilmente si fecero da parte, per lasciar passare quella luce che non poteva più essere contenuta e invadeva tutto lo spazio risucchiandolo verso l’alto.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Lei, che se ne stava raccolta in un angolo nascosto della grande chiesa, rimase coinvolta in quella invasione luminosa e si sentì trascinare dall’onda del sole verso cieli aperti, senza confini.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Le Christ est ressuscité !”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Disse lui, abbracciandola, appena la vide, con una pronuncia francese un po’ barbara, valorizzata appena dalla erre moscia che la caratterizzava.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Il est vraiment ressuscité!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Rispose subito lei, e parve loro di risentire le voci dei fratelli di Taizé, che così si scambiavano gli auguri di Pasqua.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Pioveva a dirotto, quel giorno, sulle verdi colline di Taizé, e loro ne erano rimasti inzuppati, ma questo non impediva che si sentisse circolare intorno la fresca gioia della risurrezione, ancora intrisa dell’immenso pianto dei giorni della passione.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Gioia e dolore sono così strettamente legati tra loro nella nostra vita!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Importante però è sapere che l’ultima parola è della gioia e, allora, si può concludere con l’alleluia.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Alleluia! Alleluia!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ripeterono insieme, ma, chissà come, l’alleluia di lei sembrava molto più debole e scolorito di quello di lui.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Lui si fermò a guardarla più attentamente.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Non mi sembri molto convinta del tuo alleluia, non pare proprio un grido di giubilo e di vittoria! Va tutto bene?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Sì”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Mentì lei in fretta.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Lui sorrise: “Non si deve mentire in paradiso, tanto non serve!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“E’ vero”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ammise lei a malincuore.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Nonostante la festa non sempre il cuore è in festa. Anzi a volte è come smarrito mentre ti cerca al di fuori del tempo e dello spazio per condividere con te i momenti forti.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Non è facile coniugare il presente con il futuro, l’effimero con l’eterno, la morte con la vita!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Infatti, non siamo noi a doverlo fare: non ne saremmo comunque capaci.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">C’è una tale sproporzione tra i nostri pensieri e i Suoi !</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Non dobbiamo metterci al suo posto, solo dobbiamo pensare che a Lui niente è impossibile e</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">metterci in atteggiamento di attesa, avere “il coraggio dell’attesa” e stare pronti a stupirci delle cose grandi che ci aspettano. Guarda!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">E, così dicendo, le indicò un cespuglio legnoso davanti a sé i cui rami, desolatamente nudi, portavano diritti, verso il cielo, come una sfida, tanti piccoli pugnali rosati.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ma, ad un tratto, tutta la pianticella fu come percorsa da un fremito sottile e avvolta da una pioggia di caldi raggi di sole.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Allora gli strettissimi boccioli dolcemente si ammorbidirono liberando i loro magnifici petali e trasformandosi in splendide stelle bianche.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“E’ la magnolia stellata!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Esclamò, commossa, lei, che si intendeva di fiori.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Vista così sembra un miracolo!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Tutto è un miracolo!” affermò lui “dobbiamo lasciarci convincere di questo e non finiremo mai di scoprirlo e di contemplarlo.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Invece, dopo i primi momenti di stupore che ci colgono da bambini, ci abituiamo a una realtà fatta sulla nostra misura e ci rifiutiamo di sperare al di là della nostra piccola ragione.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Eppure, le provocazioni dello Spirito non mancano: la faccia che devono aver fatto gli Apostoli quando hanno visto Gesù risorto, che credevano un fantasma, chiedere e mangiare davanti a loro una porzione di pesce arrostito! Dopo di che non hanno più avuto paura di niente e si sono lasciati torturare e ammazzare con la fiducia di ritrovarsi con Lui, come Lui , al banchetto celeste!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Anche tu devi avere fiducia nella vita comune che ci aspetta in cielo, che sarà più reale e felice di quella sperimentata sulla terra, che pure non era da disprezzare!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">E’ bello pensare che ci è dato di diventare, in un certo senso, genitori di noi stessi.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Come nostro padre e nostra madre ci hanno dato alla luce sulla terra, così possiamo scegliere di rinascere dall’alto per entrare in un progetto che ci apre all’infinito, con la sua grazia e la nostra libertà.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dobbiamo però vigilare e pregare per non cadere nella tentazione di addormentarci nel banale, privo di speranza.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Essere vigili! Ricordi quante esortazioni e quante parabole sulla vigilanza si trovano nel vangelo?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Lei provò ad enumerarle:</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Dunque, vengono subito in mente le dodici vergini, di cui solo la metà erano sagge (ed anche un po’ egoiste!) e l’altra metà stolte, poi il portinaio che deve vegliare sulla casa del suo padrone e non sa quando questi ritornerà, poi il padrone di casa che non sa premunirsi dall’arrivo dei ladri…ma come si fa a mantenere nel tempo questa vigilanza e poi su che cosa si deve vigilare?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Non è facile” ammise lui “ma mi sembra che la risposta stia nelle parole stesse di Gesù che ci dice: “Vegliate e pregate!” Dunque la preghiera è lo strumento primo della vigilanza, è quella che tiene il cuore sveglio e pronto sia all’ascolto che all’ubbidienza. La preghiera è innanzi tutto presenza, presenza dell’uomo a Dio, che è poi una risposta alla precedente, fondamentale presenza di Dio all’uomo, in ogni momento.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Dio guarda la terra e la fa sussultare” dice il salmo, può far sussultare anche noi, se non siamo troppo distratti e lontani.”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Mi ricordo” disse lei “ di una discussione che avevamo avuto quando eravamo in FUCI con il nostro assistente.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Lui ci aveva chiesto a bruciapelo: “secondo voi qual è la grazia più grande?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Silenzio, e timidi tentativi di risposta.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Io avevo detto: conoscere la propria vocazione (ero allora in crisi vocazionale), ma lui mi aveva fatto notare che non bastava per chi, come lui, aveva già fatto la sua scelta di vita.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Qualcuna aveva proposto: evitare il peccato mortale, una (la più pia) aveva detto persino: fare una buona morte!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Nessuno aveva detto: trovare un buon marito, ma forse lo avevano pensato.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dopo un po’ di sospensione il don ci disse: “ La grazia più grande è quella del momento presente!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">E, pensandoci bene, credo proprio che sia vero.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Non si può rimandare continuamente la propria realizzazione a un domani, sia pure il domani eterno.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Prendere coscienza, qui e ora, del nostro bene che si riassume in Dio, è la migliore forma di preghiera e, nello stesso tempo, è la visione più realistica della nostra esistenza.”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Qui e ora” ripetè lui lietamente “qui e ora noi siamo realmente insieme in Dio, sotto il suo sguardo, quindi siamo in paradiso qui e ora, dovunque ci troviamo, qualsiasi cosa ci succeda!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Allora dobbiamo essere sempre vestiti a festa!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Osservò lei colpita da tale pensiero.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Non possiamo lasciarci andare…eppure certe angosce, certi stati d’animo che rasentano la depressione e anche la disperazione sono lì, pronti ad assalirci alle spalle in ogni momento.”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Ecco perché dobbiamo chiedere di non abbandonarci nella tentazione, ecco da che cosa ci dobbiamo guardare: da noi stessi, come fossimo il centro del mondo.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dobbiamo uscire per la tangente e gettarci in Dio!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Qualcuno ci riesce?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Domandò lei , dubbiosa.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Certamente!”rispose lui “Non sempre e non perfettamente, ma i santi ci riescono, dunque anche noi.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ci vuole tempo e perseveranza…e fiducia nella grazia di Dio!”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Hai presente la pianta di glicine del nostro orto?”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Disse lei improvvisamente.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Ti ricordi da quanto tempo aspettavamo che fiorisse?</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ogni anno speravamo di vedere i bei grappoli azzurri che ci piacevano tanto, ma invano.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ormai avevamo deposto ogni speranza.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Qualcuno ci aveva persino detto che certe piante di glicine non fioriscono affatto e la nostra era una di quelle.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ebbene, l’altro giorno, alzando gli occhi, ho avuto la sorpresa di scoprire tutto in tripudio azzurro di grappoli che si erano arrampicati, indisturbati, sugli alberi vicini e vi si erano distesi drappeggiandone bellamente i rami.”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Ho visto” disse lui compiaciuto “vuol dire che c’è sempre speranza !</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Anche noi siamo fatti per fiorire, quando dove e come non lo sappiamo ancora, ma la nostra fioritura ci sarà, abbondante e felice come non avremmo mai immaginato!”</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I due piloni che sostengono il ponte dell&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 19:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pilone dell&#8217;eros Cerchiamo di mostrare la nostra tesi: l&#8217;eros, da solo, mi dice che l&#8217;altro è bene per me, l&#8217;altro è la fonte del mio piacere, dell&#8217;esaltazione del mio godimento, dell&#8217;ebbrezza prodotta dalla perdita dei miei confini, del ritrovarmi totalmente in lui, della vittoria sulla mia solitudine e del sentirmi uno con lui. L&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: medium;"><strong>Il pilone dell&#8217;eros</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Cerchiamo di mostrare la nostra tesi: l&#8217;eros, da solo, mi dice che l&#8217;altro è bene per me, l&#8217;altro è la fonte del mio piacere, dell&#8217;esaltazione del mio godimento, dell&#8217;ebbrezza prodotta dalla perdita dei miei confini, del ritrovarmi totalmente in lui, della vittoria sulla mia solitudine e del sentirmi uno con lui. L&#8217;altro è carne per me. «Cosa sto insieme a lui a fare, se non mi fa felice?», diceva coerentemente una giovane moglie che aveva delegato all&#8217;ebbrezza dell&#8217;eros la sua ragione per vivere con l&#8217;altro. L&#8217;eros in questo senso ha una dignità altissima (e non è certo confondibile con l&#8217;erotismo, la sex addiction, la perversa strumentalizzazione dell&#8217;altro): mi dice che la vita ha un aspetto di piacere-gioia-forza vitale-pulsione-felicità; mi dice che è possibile non sentirsi soli, tristi e deprivati; mi porta a sperare e sperimentare un bene per me. Naturalmente l&#8217;eros così vissuto incontra il piacere dell&#8217;altro, esige che anche l&#8217;altro goda, perché proprio il godimento dell&#8217;altro è la prova della mia capacità di amare e di godere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Le spinte imperialistiche dell&#8217;eros</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ma proprio qui la coppia trova il passaggio segreto all&#8217;agape, come volto dell&#8217;eros pienamente realizzato per l&#8217;altro. Noi coppie conosciamo bene gli inganni che ci autotendiamo quando ciascuno concepisce l&#8217;eros per sé; sul piano dell&#8217;eros si incontrano inevitabilmente spinte&#8230; imperialistiche, anche in buona fede; ad esempio, quando due affermano di essere così uniti che quello che piace all&#8217;uno piace simultaneamente anche all&#8217;altro. Ma quanto più esplode l&#8217;eros, tanto più uno dei due è portato dalla spinta del godimento a percepire il proprio piacere come piacere dell&#8217;altro&#8230; fino a non avere nemmeno l&#8217;umiltà di chiederglielo. «Come? &#8211; mi diceva allibito un giovane marito &#8211; devo chiedere a mia moglie: &#8220;Posso&#8221; nei gesti dell&#8217;intimità? Ma se è mia moglie! E poi abbiamo sempre fatto benissimo l&#8217;amore, ambedue soddisfatti». Peccato che la giovane moglie, dopo il parto, avesse modificazioni e paure che da sola non era in grado né aveva il coraggio di consegnargli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">È qui il punto: o questa coppia trova il passaggio segreto nell&#8217;agàpe oppure inevitabilmente ciascuno si isolerà, negli infiniti modi che la delusione induce.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Il passaggio segreto</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il passaggio segreto è propriamente questo: mi interessa il piacere dell&#8217;altro più che il mio proprio piacere; e questo non per masochismo e/o rassegnazione poiché grazie all&#8217;agape &#8211; l&#8217;autentico amore per l&#8217;altro indipendentemente da me &#8211; mi concedo la sicurezza (che talora è semplicemente, per lo meno all&#8217;inizio, una sorta di scommessa il cui esito è incerto) che è proprio l&#8217;appagamento dell&#8217;altro che porterà gioia e piacere a me. È qui il segreto del non fallimento di coppia; ed è una cifra che conosciamo bene: «Chi perde la sua vita, la troverà».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Il pilone dell&#8217;agape</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;agape, cioè, rinsalda l&#8217;eros, gli permette di non implodere nelle acque morte dell&#8217;esclusivo riferimento a sé. La certezza che il mio proprio piacere e la mia propria gioia saranno l&#8217;esito non calcolato e non preteso della mia dedizione all&#8217;altro, rende umano e duraturo proprio quell&#8217;eros che altrimenti sarebbe autocentrato e porterebbe al proprio naufragio, renderebbe cioè impossibile proprio ciò che sta bramando e cercando. D&#8217;altro canto l&#8217;agape che non sia riempita, incarnata dall&#8217;eros &#8211; ci riferiamo sempre all&#8217;esperienza di coppia &#8211; prima o poi tradisce la coniugalità. Abbiamo visto tutti coppie che &#8211; pur continuando a condurre insieme la loro stanca vita &#8211; non sanno più toccarsi, prendersi per mano, gustare i gesti dell&#8217;intimità che, ovviamente, hanno i loro tempi e la loro evoluzione. Si vogliono bene, sì, si servono reciprocamente, l&#8217;uno magari difende l&#8217;altro se qualcuno lo attacca, ma si dimenticano di guardarsi negli occhi, di farsi sorprese, di inventare nuovi gesti; non si può nemmeno dire che sono fratello e sorella (quando Tobia nella notte d&#8217;amore chiama sorella Sara non è perché è spento l&#8217;eros, anzi! Ma perché da voce alla storia che essi d&#8217;ora in poi vivranno insieme), piuttosto sono due compiacenti colleghi che hanno imparato a rispettarsi: ma l&#8217;agape, in totale assenza dell&#8217;eros, è diventata vuota, disincarnata, spenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Così lontani, così vicini</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 19:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariateresa Zattoni, Gilberto Gillini Così lontani, così vicini Ed. Porziuncola, 2009, Assisi (PG) Gli sposi si sentono spesso “lontani” tra loro e percepiscono tutta la distanza, la paura e l’isolamento all’interno di un cammino a due. Il moderno contesto culturale non li aiuta a vivere il momento di crisi come un percorso di crescita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Mariateresa Zattoni, Gilberto Gillini</span></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Così lontani, così vicini</span></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ed. Porziuncola, 2009, Assisi (PG)</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/05/lontani-vicini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1893" style="margin: 10px; border: black 1px solid;" title="lontani-vicini" src="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/05/lontani-vicini-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a><span style="font-family: verdana,geneva;">Gli sposi si sentono spesso “lontani” tra loro e percepiscono tutta la distanza, la paura e l’isolamento all’interno di un cammino a due.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il moderno contesto culturale non li aiuta a vivere il momento di crisi come un percorso di crescita e come un’occasione propizia per giungere alla pienezza d’amore.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Come superare le lontananze, le incomprensioni e le difficoltà?<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Come gestire il conflitto?<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">In queste pagine gli Autori si propongono di offrire risposte concrete per risvegliare la fiducia in tutte le coppie che, quotidianamente, vivono la fatica del loro cammino.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Attraverso un’analisi della vita quotidiana e un’ampia serie di situazioni reali, l’esperienza del matrimonio viene riletta nell’ottica della Speranza.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Per riscoprire con gioia che è possibile sentirsi di nuovo “vicini”.</span></p>
<p> <span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>E&#8217; disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:</strong></span></p>
<p><a href="http://www.amoreconiugale.it/?p=1899" target="_blank"> <span style="font-family: verdana,geneva;">I due piloni che sostengono il ponte dell&#8217;amore</span></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: medium;"><strong>Indice del libro</strong> </span></p>
<p> <strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Prefazione</span></strong></p>
<p> <strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Introduzione<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">UNO SGUARDO COMPLESSIVO</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo I<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">LA CONIUGAZIONE DELVERBO AMARE NELLA COPPIA</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Io amo<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Tu ami<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Egli ama<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Noi amiamo<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Voi amate<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Essi amano</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo II<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;AMORE È IL LIBERO LUOGO DELLE PULSIONI O IL LUOGO IN CUI VINCERE LE PULSIONI?</span></p>
<p> <span style="font-family: verdana,geneva;">Il digiuno della mente          <br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Tramutare le pulsioni in desideri<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il tu necessario</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo III<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">LA CONDIZIONE MATRIMONIALE</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Una provocazione<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Un&#8217;affermazione della &#8220;psicologia fondata sui luoghi comuni&#8221;  <br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La soluzione catastrofica dell&#8217;onnipotenza<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La soluzione relazionale sistemica</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo IV<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">SESSUALITÀ &amp; AFFETTIVITÀ</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Tenere insieme sessualità e affettività<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla teoria ad un caso concreto<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Per tenere acceso l&#8217;eros occorre l&#8217;agape e per animare l&#8217;agape occorre il calore dell&#8217;eros<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">I due piloni che sostengono il ponte dell&#8217;amore<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il ministero della coppia     </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo V<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;AMATO E L&#8217;AMATA IN A. GORZ, LETTERA A D., STORIA DI UN AMORE</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Il libro<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Come noi due siamo un essere solo<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Tracce di marca diversa<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il primo sospetto<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il secondo sospetto<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;esperienza della &#8220;sola carne&#8221; come alternativa</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo VI<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;AMATO E L&#8217;AMATA NEL CANTICO DEI CANTICI</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">La lealtà orizzontale richiede una nuova verticalità<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La celebrazione del coniuge<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Che cosa c&#8217;entra il timore nell&#8217;amore di coppia?        </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo VII<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">I FATTORI DI STABILITÀ NELLA COPPIA</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Per quali motivi una coppia riesce a durare a lungo nel tempo?<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;amicizia di coppia primo fattore di stabilità L&#8217;idea di dover far durare il matrimonio, secondo fattore di stabilità<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il non-calcolo, terzo fattore di stabilità<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La capacità di fronteggiare il cambiamento<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">I punti di snodo nel corso della vita di coppia<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;economia della gioia</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo VIII<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">E QUANDOLA RELAZIONE DICOPPIA PRESENTA DELLE DIFFICOLTÀ?</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">&#8220;La coppia cristiana vive sempre nella pace&#8221;<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La curiosità esplorativa<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Sapere di non sapere<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Che cosa ho chiesto?<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Realtà di primo e di secondo ordine<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Un vestito strano per la narrazione</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo IX<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;IMMAGINARIO DELLA DELUSIONE</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;immaginario di coppia<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La delusione nelle scienze umane<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La grazia di superare i dati di fatto con cui </span><span style="font-family: verdana,geneva;">la coppia si ingabbia<br />
Le cose non vanno sempre così!<br />
L&#8217;immaginario evangelico</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo X<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">IL CONFLITTO NELLA COPPIA</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Il problema dello smaltimento dei rifiuti<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il sistema della discarica<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il sistema dell&#8217;inceneritore<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Il sistema della raccolta differenziata affidata ai tecnici  </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Il sistema della raccolta differenziata come primo compito della coppia   </span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">Capitolo XI<br />
</span></strong><span style="font-family: verdana,geneva;">DAL CONFLITTO ALLA COMPLICITÀ</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Una pista teologica<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Avere occhi per le piccole scintille di luce<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Non ascoltare il canto delle sirene<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">La regola d&#8217;oro della coppia</span></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">BIBLIOGRAFIA<br />
</span></strong></p>
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		<title>Il Lavoro e la festa nella famiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La coppia nella chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[1.         Dio disse: facciamo l’uomo. Il racconto biblico delle origini presenta la creazione dell’uomo, maschio e femmina, come opera di Dio, frutto del suo lavoro. Dio crea l’uomo lavorando come il vasaio che plasma l’argilla (Gen 2,7). E anche quando darà vita al suo popolo Israele, liberandolo dalla schiavitù d’Egitto e conducendolo verso la terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>1.</strong>         <strong><em>Dio disse: facciamo l’uomo.<br />
</em></strong>Il racconto biblico delle origini presenta la creazione dell’uomo, maschio e femmina, come opera di Dio, frutto del suo lavoro. Dio crea l’uomo lavorando come il vasaio che plasma l’argilla (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Genesi&amp;capitolo=2#VER_7" target="_blank"><em>Gen</em> 2,7</a>). E anche quando darà vita al suo popolo Israele, liberandolo dalla schiavitù d’Egitto e conducendolo verso la terra promessa, l’opera di Dio assomiglierà a quella del pastore, che lavora conducendo il suo gregge al pascolo (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Salmi&amp;capitolo=77#VER_21" target="_blank">cf <em>Sal</em> 77,21</a>).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’opera creatrice di Dio è accompagnata dalla sua parola, si realizza anzi mediante la sua parola: «Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”… E Dio creò l’uomo a sua immagine…». <em>Ciò che Dio opera non viene anzitutto «usato», ma contemplato.</em> Egli guarda ciò che ha fatto sino a coglierne lo splendore, gioisce per la bellezza del bene che ha creato. Ai suoi occhi, il lavoro appare come un capolavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Chi ancora sa stupirsi delle meraviglie del mondo rivive in qualche modo la gioia di Dio. Oggi ancora, per chi sa guardare con semplicità e fede, la bellezza dell’universo invita a riconoscere la mano di Dio e a comprendere che esso non è un prodotto del caso, ma l’opera amorevole del Creatore per la creatura umana che, non solo è «buona» come tutte le altre, ma «molto buona».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La parola che accompagna la creazione di Dio non può mancare neanche all’uomo che lavora: non dovrebbe mai accadere che il lavoro soffochi l’uomo al punto da ridurlo al silenzio! Privato del diritto di parola, il lavoratore precipita nella condizione dello schiavo, al quale è impedito di gioire del suo lavoro perché ogni frutto gli è sequestrato dal padrone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’uomo deve lavorare, per poter vivere, ma <em>le condizioni di lavoro debbono salvaguardare e anzi promuovere la sua dignità di persona. </em>Il mercato del lavoro costringe oggi non poche persone, soprattutto se giovani e donne, a situazioni di costante incertezza, impedendo loro di lavorare con quella stabilità e quelle sicurezze di ordine economico e sociale che sole possono garantire alle giovani generazioni di formare una famiglia e alle famiglie di generare e crescere i figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’opportuna «flessibilità» del lavoro richiesta dalla cosiddetta «<em>globalizzazione</em>» non giustifica la permanente «<em>precarietà</em>» di chi ha nella sua sola «forza lavoro» la risorsa per assicurare a sé e alla sua famiglia il necessario per vivere. Adeguate previdenze sociali e meccanismi di protezione devono integrare l’economia del lavoro, affinché soprattutto le famiglie che vivono i momenti più delicati, come la maternità, o più difficili, come la malattia e la disoccupazione, possano contare su una ragionevole sicurezza economica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>2.</strong><em>         <strong>Dio disse loro… riempite la terra e soggiogatela.</strong></em><br />
La creazione «molto buona» non deve essere solo contemplata dall’uomo, ma è anche un appello alla collaborazione. Il lavoro è, infatti, per ogni uomo una chiamata a partecipare all’opera di Dio e, per questo,  vero e proprio luogo di santificazione. Trasformando la realtà, egli riconosce che il mondo viene da Dio, il quale lo coinvolge a portare a compimento l’opera buona da lui iniziata. Ciò significa, ad esempio, che la grave disoccupazione frutto dell’attuale crisi economica mondiale, non solo priva le famiglie dei mezzi di sostentamento necessari, ma, negando o riducendo l’esperienza lavorativa, impedisce all’uomo di sviluppare pienamente se stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non il lavoro deve sottomettere l’uomo, ma l’uomo, attraverso il lavoro, è chiamato a <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Genesi&amp;capitolo=1#VER_28" target="_blank">«soggiogare» la terra (<em>Gen</em> 1,28)</a>. L’intero globo terrestre è a disposizione dell’uomo affinché egli, mediante il suo ingegno e impegno, scopra le risorse necessarie per vivere e ne faccia il debito uso. A tal fine, oggi assai più che in passato, non dobbiamo dimenticare che <em>la terra ci è stata affidata da Dio come un giardino da apprezzare e coltivare</em> (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Genesi&amp;capitolo=2#VER_7" target="_blank">Gen 2,7</a>).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’uso responsabile delle risorse della terra, in ordine a uno sviluppo sostenibile, è oggi divenuto una questione di primo piano, la <em>«questione ecologica»</em>. Il degrado ambientale di molte zone del pianeta, la crescita dei livelli d’inquinamento e altri fattori negativi come il surriscaldamento della terra suonano come campanelli d’allarme rispetto a una conduzione del progresso tecno-scientifico che trascura gli effetti collaterali delle sue imprese. Studiare politiche industriali, agricole e urbanistiche che mettano al centro l’uomo e la salvaguardia del creato è la condizione imprescindibile per garantire alle famiglie, già oggi e specialmente in futuro, un mondo abitabile e accogliente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dopo aver lavorato per sei giorni alla creazione del mondo e dell’uomo, il settimo giorno Dio si riposa. Il riposo di Dio ricorda all’uomo la necessità di sospendere il lavoro, perchéla vita religiosa personale, familiare, comunitaria non sia sacrificata agli idoli dell’accumulo della ricchezza, dell’avanzamento della carriera, dell’incremento del potere. Non si vive solo di rapporti di lavoro, funzionali all’economia. Ci vuole tempo per coltivare le relazioni gratuite degli affetti familiari e dei legami di amicizia e parentela.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Purtroppo in Occidente la cultura dominante tende a considerare l’individuo solo più funzionale alla società della produzione e dei consumi: maggiormente produttivo perché più disponibile alla mobilità e alla flessibilità degli orari, egli consuma, in percentuale, più di coloro che vivono in famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>3.       <em>Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza</em></strong>.<br />
Creato a immagine e somiglianza di Dio (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Genesi&amp;capitolo=1#VER_26" target="_blank"><em>Gen</em> 1,26</a>), l’uomo, come Dio, lavora e riposa. Il tempo sereno del riposo e gioioso della festa è anche lo spazio per rendere grazie a Dio, creatore e salvatore. Sospendendo il lavoro, gli uomini ricordano e sperimentano che all’origine della loro attività lavorativa vi è l’azione creativa di Dio. <em>La creatività umana affonda le sue radici nel Dio creatore</em>: solo Lui crea dal nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Riposando in Dio, gli uomini ritrovano anche la giusta misura del loro lavoro rispetto alla relazione con il prossimo. L’attività lavorativa è a servizio dei legami più profondi che Dio ha voluto per la creatura umana. Il pane guadagnato lavorando non è solo per se stessi, ma dona sostentamento agli altri con cui si vive. Tramite il lavoro i coniugi nutrono la loro relazione e la vita dei loro figli. Il lavoro, inoltre, è anche <em>l’atto di giustizia con cui le persone partecipano al bene della società e contribuiscono al bene comune</em>.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Tempo di gratuità per le relazioni interpersonali e sociali, il riposo lavorativo è un’occasione propizia per alimentare gli affetti familiari, nonché per stringere legami di amicizia con altre famiglie. Di fatto, gli odierni ritmi di lavoro dettati dall’economia dei consumi limitano sino quasi ad annullare, specie per certe professioni, gli spazi della vita comune, soprattutto in famiglia. Le condizioni attuali di vita sembrano smentire ciò che sino a qualche tempo fa si immaginava. Ci si aspettava che il progresso tecnologico avrebbe aumentato il tempo libero. I frenetici ritmi lavorativi, i viaggi per recarsi al lavoro e tornare a casa, riducono drasticamente lo spazio di confronto e condivisione tra i coniugi e la possibilità di stare coi figli. Tra le sfide più ardue dei paesi economicamente sviluppati, vi è quella di <em>equilibrare i tempi della famiglia con quelli del lavoro</em>. Invece, il compito difficile dei paesi in via di sviluppo è quello di aumentare la produttività senza perdere la ricchezza dei rapporti umani, familiari e comunitari, risolvere e conciliare il rapporto famiglia-lavoro nel contesto delle migrazioni esterne come pure interne nello steso paese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>4.</strong> <em>      <strong>Dio li benedisse…</strong></em><strong>.</strong><br />
Dal racconto della creazione emerge una stretta connessione tra l’amore coniugale e l’attività lavorativa: la benedizione di Dio, infatti, riguarda la fecondità della coppia e il dominio sulla terra. La duplice benedizione invita a <em>riconoscere la bontà della vita familiare e della vita lavorativa</em>. Incoraggia perciò a trovare modo di vivere in modo equilibrato e armonico la famiglia e il lavoro. Non mancano oggi tentativi che vanno in questa direzione come, per esempio, laddove è possibile e opportuno, l’orario part-time di lavoro o i permessi e i congedi compatibili con i doveri lavorativi, ma corrispondenti ai bisogni della famiglia. Anche la flessibilità degli orari può favorire il giusto equilibrio tra le esigenze familiari, legate soprattutto alla cura dei figli, e quelle del lavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La benedizione è data ai coniugi <em>affinché siano fecondi e traggano frutto dalla fecondità della terra</em>. La famiglia, benedetta da Dio, è chiamata a riconoscere i doni che da Dio riceve. Un modo concreto per far memoria dell’azione benefica di Dio, origine di ogni bene, è la preghiera di benedizione che la famiglia recita ai pasti. Il raccogliersi insieme per lodare Dio e ringraziarlo del cibo è un gesto tanto semplice quanto profondo: è l’espressione della gratitudine al Padre dei cieli che provvede ai suoi figli sulla terra, elargendo loro la grazia di amarsi e il pane per vivere.<strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Anna e Marco</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[ANNA E MARCO di Lucio Dalla Ci sono tanti modi per raccontare il miracolo dell’incontro tra due persone. Questa è una. Due ragazzi normali, troppo normali, con qualche pregio e molti difetti                                     Anna come sono tante                                     Anna permalosa                                     Anna bello sguardo                                     Sguardo che ogni giorno perde qualcosa                                       Marco grosse scarpe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em><span style="font-family: verdana,geneva;">ANNA E MARCO di Lucio Dalla</span></em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ci sono tanti modi per raccontare il miracolo dell’incontro tra due persone. Questa è una.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Due ragazzi normali, troppo normali, con qualche pregio e molti difetti</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                    Anna come sono tante </em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Anna permalosa</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Anna bello sguardo</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Sguardo che ogni giorno perde qualcosa</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> </em></span> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Marco grosse scarpe e  poca carne</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Marco cuore in allarme</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Con sua madre e una sorella</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Poca vita, sempre quella</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non si conoscono, ma qualcosa in comune ce l’hanno. Sono annoiati. Di più, sono nauseati dalla monotonia della vita che tocca loro condurre e vorrebbero scappare per trovare da qualche altra parte un buon motivo per essere felici.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">                                    <em>Se chiude gli occhi lei lo sa</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Stella di periferia</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Anna con le amiche</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Anna che vorrebbe andar via</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Se chiude gli occhi lui lo sa</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Lupo di periferia</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Marco col branco</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Marco che vorrebbe andar via</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non sono proprio soli, hanno famiglia e amici, ma nessuno attraverso cui riconoscersi, nessuno che dica loro che vivere è un dono, che è bello, che ha un senso.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Che non sono asini legati a una macina, costretti a girarla faticosamente senza andare da nessuna parte. Eppure è indubbio che spesso ci si sente così.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;">                                  <em>E la luna è una palla </em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Ed il cielo un biliardo</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Quante stelle nei flipper </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Sono più di un miliardo</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il cielo è lontano. Ci sovrasta con il suo bagliore, ma ci sembra così estraneo…</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La terra è brutalmente silenziosa e non riesce a parlare ai nostri cuori per consolarci e indicare il perché di quello che stiamo facendo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non resta che fuggire da questa prigione senza sbarre, dove tutto è uguale a se stesso e si può essere morti pur continuando ad alzarsi al mattino, uscire di casa, andare al lavoro, tornare, rimettersi a dormire in attesa del giorno dopo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Anna e Marco sono giovani eppure sono già vecchi e sfiduciati.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non hanno ancora incominciato ad annusare la vita, ma già pensano che non ne valga la pena.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora Dio, che li tiene d’occhio nascondendosi dietro alla luna, compie un piccolo miracolo. Un miracolo che sembra da poco, un fatto banale come tutto il contesto in cui la nostra storia si svolge: li fa incontrare.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E la noia, il desiderio di qualcosa di diverso si specchia nello sguardo dell’altro, leggendoci dentro emozioni che sono tali e quali o almeno che lo erano fino a qualche minuto prima.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E poi, con altre parole, si fanno a vicenda la domanda fondamentale:</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Ma dimmi tu dove sarà</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                  Dov’è la strada per le stelle?</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ognuno sente nell’altro la stessa esigenza di nuovo rispetto alla solita , ormai insopportabile routine, di vero rispetto all’inganno diabolico della inconcludenza del vivere.</span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"> </span><span style="font-family: verdana,geneva;">                                   <em>Mentre parlano</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   Si guardano e si scambiano la pelle.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                                   E cominciano a volare</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Qualcosa è cambiato. Tutto l’orizzonte è stato attraversato da una luce che un attimo prima non c’era.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La solitudine è stata spezzata dall’incontro. Non sembra vero, tanto improvvisamente le coordinate spazio temporali si sono trasformate .</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sembra un sogno.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">I due sono diversi da prima. Forse altre volte si sono incontrati senza vedersi, mentre ora si guardano con stupore.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ora sono pronti a cominciare davvero, a fare progetti, a sentirsi capaci di grandi cose.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Come finirà la nostra storia? Naufragherà come capita a tanti amorazzi da una sera, finirà in pianti e tradimenti o sarà coronata da un bel matrimonio, qualche bambino e una vecchiaia serena condivisa?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non possiamo saperlo. Sappiamo però cosa preferirebbe Dio che ci ha fatti per stare felici insieme e non per vederci disperati, arrabattarci di qua e di là, senza gioia, né coraggio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Come ogni favola che si rispetti,  noi ci fermiamo al lieto fine. Con la certezza che nessun bene andrà perso e che ogni speranza umana sarà compiuta.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                   </em>Anna avrebbe voluto morire</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                   </em>Marco voleva andarsene lontano</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                   </em>Qualcuno li ha visti tornare</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> <em>                                   </em>Tenendosi per mano.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"> <span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amore e altri sport estremi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Paolo Curtaz L&#8217;amore e altri sport estremi Ed. San Paolo s.r.l., 2012, Cinisello Balsamo (MI) Lasciamo all’autore stesso la presentazione del suo lavoro, frutto di un impegno tutto personale, teorico e pratico, sull’argomento: “Io, come voi, insieme a voi, come cercatore di Dio, come padre e ora anche come sposo, cerco da anni il senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Paolo Curtaz</span></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;amore e altri sport estremi</span></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ed. San Paolo s.r.l., 2012, Cinisello Balsamo (MI)</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><a href="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/04/l_amore_e_altri_sport_estremi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1867" style="margin: 10px; border: black 1px solid;" title="l_amore_e_altri_sport_estremi" src="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/04/l_amore_e_altri_sport_estremi-187x300.jpg" alt="" width="187" height="300" /></a>Lasciamo all’autore stesso la presentazione del suo lavoro, frutto di un impegno tutto personale, teorico e pratico, sull’argomento:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Io, come voi, insieme a voi, come cercatore di Dio, come padre e ora anche come sposo, cerco da anni il senso della vita, il grande disegno che giustifichi l’esistenza.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Io, come voi, cerco risposte alle troppe domande che porto nel cuore da sempre.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Fra le molte, mi interrogo sull’amore.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">L’amore che deriva dall’Amore, l’amore che è emozione e forza, ma anche fatica e delusione.<br />
</span><span style="font-family: verdana,geneva;">Così ho ripreso in mano il tema dell’affettività, della coppia e della genitorialità a partire dalla parola di Dio che continuo a condividere con chi pensa di essere ancora in ricerca.”</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>E&#8217; disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><a href="http://www.amoreconiugale.it/?p=1868" target="_blank">Per capire la parola di Dio</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: medium;"><strong>Indice del libro</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Per conoscerci</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Precisazioni</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>In un mondo sempre più fragile</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Requiescat in pace</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Foto di famiglia</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Carta canta</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Schizofrenia affettiva</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>In una Chiesa in affanno</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Una religione sociale</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Matrimonio in chiesa o in Chiesa?</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Convinzioni</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Adamo ed Eva, dall&#8217;innamoramento all&#8217;amore </strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">In principio la coppia   </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio      </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La disobbedienza, la fragilità dell&#8217;amore          </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Dalla parola di Dio alla vita    </strong> </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La scelta fra due mondi           </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Peso lieve       </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Adamo ed Eva, versione extra strong</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Avvertenze al lettore</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Chirurgia dell&#8217;anima</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Tonfi</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Perciò</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La fusione</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Missing</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Isacco e Rebecca, la fatica di essere genitori   </strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio      </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita     </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Padri e madri  </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Prima coppia, poi genitori       </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Giacobbe, Rachele e il desiderio     </strong>    </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio      </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita     </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">&#8220;Femme fatale&#8221; </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Crescere costa fatica</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Osare</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Giuseppe e la moglie di Potifar, la parte oscura dell&#8217;amore</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Forza creativa e devastante</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La visione cristiana</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Da sposati</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Leggerezza</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Cambiamenti</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Fratture</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Sansone e Datila, la seduzione malsana</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Il terribile gioco del sé-durre</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;inganno</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">E non parliamone più!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Moloch</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Elkana e Anna, la fecondità negata</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dolori per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Responsabilità</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Fratture</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Rut e Noemi, il riscatto della suocera</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">A chi &#8220;straniero&#8221;?</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla vedovanza alla rinascita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Il rifacimento di una vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Davide e Betsabea, il tradimento</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Strategia</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Fallimenti</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Tobi e Anna, Tobia e Sara, la coppia in cammino</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Disperazioni</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Guarigione e “happy end”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Regole del buon litigio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Voler morire</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La castità in cammino</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Giobbe, quando irrompe il dolore nella vita di coppia</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Portarsi nel dolore</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Ostacoli</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Assuero, Ester e la diversità</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;innamoramento</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Il pericolo</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;harem</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Evento pubblico</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Il dono di sé</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Per capire la parola di Dio</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Dalla parola di Dio alla vita</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Incomprensioni</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">“Sacrum facere”</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Allora</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">La parola di Dio e noi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per capire la parola di Dio</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora il Signore Dio fece cadere un sonno profondo sull&#8217;uomo, che si addormentò, poi gli tolse una delle costale e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio costruì la costala, che aveva tolto all&#8217;uomo, formandone una donna. L&#8217;umano ora è scisso in due parti: ish e isha, che potremmo tradurre con uomo/uoma o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>Allora il Signore Dio fece cadere un sonno profondo sull&#8217;uomo, che si addormentò, poi gli tolse una delle costale e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio costruì la costala, che aveva tolto all&#8217;uomo, formandone una donna.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;umano ora è scisso in due parti: ish e isha, che potremmo tradurre con uomo/uoma o donno/donna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La donna (isbà) viene creata come risposta al bisogno di corrispondenza, di parità dell&#8217;umano diventato uomo (ish).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ecco una prima, straordinaria intuizione: la coppia è la risposta alla solitudine dell&#8217;umano, e la diversità sessuale rappresenta le due facce di una stessa medaglia. L&#8217;essere umano, l&#8217;umano, è scisso in uomo e donna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;essere umano è diviso in due facce complementari, che formano un&#8217;unicità, se unite.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Noi non ci innamoriamo di una persona identica a noi e se così accade bisogna fare molta attenzione!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non mi innamoro di te perché mi sei specchio, o perché in te vedo riflesso il mio egocentrismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Diffido delle coppie che condividono tutto: interessi, passioni, sport, cultura, musica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Certo: è bene avere delle affinità, ma guai a tentare di compiacere il partner assumendone acriticamente gli stessi stili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La bellezza della coppia sta proprio nella diversità come opportunità di conoscere un mondo nuovo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il maschile e il femminile sono due maniere di vedere il mondo in modi molto diversi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">A volte è faticoso accettare la prospettiva dell&#8217;altro: richiede l&#8217;uscire da se stessi, il dialogo e il confronto, la capacità di mettersi in discussione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;obiettivo nella coppia non è convincere l&#8217;altro/a a diventare come me, ma, insieme noi due, diventare qualcosa di diverso dalla somma di due unità!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La divisione avviene durante il sonno: l&#8217;uomo non assiste alla creazione della donna, è un mistero quello che accade.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ognuno di noi è mistero all&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Possiamo vivere insieme da decenni, ma ognuno è mistero a se stesso (cambiarne con gli anni, io non sono la persona che ero vent&#8217;anni fa e nessuno lo è!) e all&#8217;altro. Non riconoscere questo aspetto eccedente dell&#8217;altro, la sua componente sconosciuta, misterica, significa negare la realtà, compromettere la possibilità di crescere insieme, rifugiarsi nel comodo stereotipo di sapere tutto del coniuge, del figlio, dell&#8217;amico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Molti amori muoiono perché ci si convince di non avere più nulla da scoprire dell&#8217;altro quando, invece, è proprio il cambiamento continuo che viviamo, come singoli e come coppia, a mettere pepe nella relazione!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>Poi la condusse all&#8217;uomo.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">È sempre Dio che conduce, che la/lo conduce, che ci (conduce: anche se pensiamo di essere noi a gestire il gioco, in realtà è Dio a condurre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ci siamo incontrati e innamorati: le coppie si conoscono in mille modi diversi, certo, mala Genesiafferma che dietro la &#8220;casualità&#8221; di un incontro c&#8217;è sempre la volontà di Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dio non agisce puntualmente nelle nostre vicende, non fa partire il treno in ritardo affinché io possa conoscere il mio futuro sposo, ovvio, ma possiamo riconoscere, magari a distanza di tempo, una sua presenza benevola nello svolgersi degli eventi che ci hanno fatto diventare coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sposarsi nel Signore significa riconoscere questo primato, riconoscere non soltanto che l&#8217;amore che proviamo proviene da Dio, ma che Dio interviene delicatamente negli eventi perché si realizzi un progetto di coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>Allora l&#8217;uomo disse: «Questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne! Costei si chiamerà donna perché dall&#8217;uomo fu. tratta».</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">È la prima volta che Adamo parla! È la prima volta che (comunica, che dice qualcosa ad un suo pari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questa volta: l&#8217;amore arriva dopo vari tentativi. Possiamo avere avuto diverse storie nella nostra vita ma, alla fine, sperimentiamo che un solo amore è quello giusto, quello su cui vogliamo investire, quello che ci toglie dalla solitudine e ci proietta verso la pienezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;affermazione di Adamo indica lo stupore: nemmeno noi sappiamo perché ci siamo innamorati di una persona e non di un&#8217;altra, magari migliore. L&#8217;innamoramento è dono inatteso, provocato da qualcun altro, si riconosce l&#8217;amato come parte di sé, è il momento dell&#8217;euforia, della gioia intensa, sono due parti della stessa creatura (ish/isha) che si riuniscono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non possiamo programmare un innamoramento, è qualcosa che sfugge completamente alla nostra volontà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">È un momento talmente intenso e forte che rischia di essere totalizzante, di fagocitare ogni altra emozione, ogni altra considerazione. E un evento folle che ci inebria, che ci stordisce, che raddoppia le nostre energie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per questo l&#8217;uomo abbandona suo padre e sua madre e si attacca alla sua donna e i due diventano una sola carne.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">È una logica conseguenza: l&#8217;innamoramento produce l&#8217;abbandono delle proprie origini, un superamento della propria esperienza familiare (gioiosa o dolorante che sia), suscita attaccamento (!), desiderio di stare con l&#8217;altro, si diventa una sola carne, una sola entità, non solo nel senso fisico, ma soprattutto in senso interiore: sento che l&#8217;altro mi completa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">A partire dall&#8217;innamoramento costruisco una coppia, immagino il futuro, a partire dall&#8217;emozione di conoscerti desidero condividere con te il resto della mia vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il volo del fagiano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scene da un matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una fresca mattina di marzo, quelle mattine quando l’aria è così trasparente e leggera e la terra è così buona, piena di promesse, dopo che la pioggia l’ha lavata e benedetta, che uno si meraviglia che non succeda qualche cosa di completamente nuovo e si prepara al miracolo. L’ orto si stava muovendo: appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Era una fresca mattina di marzo, quelle mattine quando l’aria è così trasparente e leggera e la terra è così buona, piena di promesse, dopo che la pioggia l’ha lavata e benedetta, che uno si meraviglia che non succeda qualche cosa di completamente nuovo e si prepara al miracolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">L’ orto si stava muovendo: appena uscito dal rigore dell’inverno e dal battesimo delle piogge di primavera, era impaziente di dare alla luce tutti i suoi semi pieni di vita, ancora nascosti nella terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Lei aspettava, facendo finta di zappettare un’aiuola piena di erbacce, attenta ad ogni possibile sorpresa, mentre sentiva che il cielo premeva sulla terra con una dolce provocazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Che cosa si può fare per spiritualizzare i propri sensi? si chiedeva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">In certi momenti sembra che sia più facile, quasi “naturale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">La natura, così come ci è data, non è forse la base di partenza per una evoluzione i cui non conosciamo i confini?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Come il piccolissimo seme di senape che può diventare un albero su cui vengono a posarsi gli uccelli per fare il loro nido…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Il silenzio fu rotto all’improvviso dal roco verso di un fagiano, che si era alzato a volo dai bassi cespugli del confine, sbattendo le ali e facendo balenare nella luce pallida del mattino lo splendore dorato delle sue piume.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Bello!” commentò lui allegramente “Ma nel giardino dell’Eden i fagiani non sono così spaventati e si è fatta qualche modifica per addolcirne la voce!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Ma esiste davvero il giardino dell’Eden?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Chiese subito lei, ansiosa di intrattenerlo e trattenerlo vicino a sé con qualsiasi discorso plausibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Certo che esiste! Non hai letto che quando Dio ha creato l’uomo lo ha collocato in un giardino, come suo ambiente naturale?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Poi l’uomo ( e la donna) hanno rovinato tutto, ma la nostalgia del giardino è rimasta in noi per ricordarci la bellezza e la felicità dell’origine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Forse per questo coltivare la terra mi è sempre piaciuto, penso che faccia parte dell’istintiva ubbidienza al comando del Creatore, molto esplicito all’inizio dei giorni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Vieni a vedere che cosa siamo capaci di fare in paradiso!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Ma è bello anche qui!” Protestò lei debolmente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Allora lui la prese per mano e lei sarebbe andata dovunque la volesse portare, figurarsi in paradiso!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Si trovarono sulla sponda di un fiume, voltandosi videro che sulla sponda del fiume vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Lui disse:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Queste acque escono di nuovo dalla regione orientale, scendono nell’Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare ne risanano le acque.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume vivrà; il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Lungo il fiume, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno; i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Non vale!” Rise lei penetrata da una sottile felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Questa è una citazione di Ezechiele! La conosco bene perchè mi ritorna alla mente come un miraggio tutte le volte che distribuisco qualche secchio d’acqua al nostro povero orto assetato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Qui è tutto così facile!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Ma non sarebbe così facile e piacevole se prima non avessimo fatto tanta fatica per coltivare noi e insieme la terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">E’ stato, vedi, una specie di apprendistato di cui non capivamo bene il come e il perché, ma ci ha formato e tutte le volte che abbiamo fallito in qualche cosa e poi ci abbiamo pazientemente riprovato è stato un passo avanti verso questo stato di grazia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Anche il nostro amore, all’inizio, era così segnato da incertezze e da difficoltà, ma poi lo abbiamo coltivato bene e vederlo crescere e fiorire è stato anche per noi una continua scoperta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Ora vorremmo gridarlo a tutti, perché gli sposi non si perdano d’animo e non si accontentino di una vita grama quando possono godere di un immenso tesoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">C’è molto da fare in questo campo: quante coppie non sono riuscite, in tanti anni che sono vissute insieme, a scoprire i doni che il loro stato comportava!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">E quando tutto è andato bene, quando hanno raggiunto una certa armonia nella vecchiaia, c’è spesso lo strazio della morte che “separa” le due persone, che vengono consolate  solamente con un generico rimando alla vita eterna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Come è triste e falsa l’espressione a cui si fa ricorso per augurare una vita lunga e felice agli sposi: “finchè morte non vi separi!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Sembra il massimo del romanticismo e invece è il massimo dell’equivoco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Niente può separare due persone che sono unite dall’amore, perché l’amore è Dio, e tanto meno la morte che è una tappa sul sentiero della vera vita.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Che cosa possiamo fare” chiese lei pensierosa “per superare questo inganno, per passare ad una visione che sia non solo più bella, ma anche più vera?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Ora la luce intorno a loro si era fatta più intensa, più calda e avvolgente, come un abbraccio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“E’ la presenza di Dio che ci circonda”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Disse lui pieno di gioia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“E’ la realtà di Cristo vivo che è venuto a stare in mezzo a noi con il mistero dell’incarnazione!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Tutti i cristiani lo sanno, ma non lo vivono davvero perché sembra un’utopia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Chi ci separerà dall’amore di Dio? Diceva Paolo :niente ci può separare, ma se l’amore di Dio ci unisce a Lui e contemporaneamente tra di noi non abbiamo più nulla da temere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">La sorgente di acqua viva che fa zampillare dai nostri cuori è come l’acqua che eternamente circola e dà vita a questo fertile giardino, che è tutto intriso di Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Quando ti chini sulla terra per lavorarla ricordati che non sei tu che hai inventato la vita, non sarà il tuo lavoro che spiega e produce la nascita di una pianta da un piccolo, insignificante seme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Eppure ti accorgi che anche tu partecipi di quella circolazione di vita che ti impegni a diffondere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Perché c’è tanta gioia nel vedere che la terra si apre, in primavera, come un grembo fecondo, per lasciar passare una nuova pianta che vuole vedere la luce?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Perché lo scoprire una gemma verde sul ramo nudo dell’inverno rallegra tanto lo spirito? Perché ci rassicura della vittoria della vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Vieni!” disse lui “Voglio farti vedere una cosa!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">E la portò su un’alta montagna dove, al centro, sorgeva un grande cedro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Ascolta quello che Dio ha detto per bocca del suo profeta:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">“Io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">e lo pianterò sopra un monte alto, massiccio;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">lo pianterò sul monte alto di Israele.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Metterà rami e farà frutti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">E diventerà un cedro magnifico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Sapranno tutti gli alberi della foresta</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">che io sono il Signore.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Questo è un esempio di moltiplicazione della vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Dio è bravissimo a moltiplicarla, partendo dalle nostre poche risorse che formano l’elemento di base.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Il ramoscello di cedro che diventa una pianta vigorosa, rifugio di tutti gli uccelli, gli alberi tutti della foresta che riconosceranno il Signore, raccontano il dilatarsi del regno di Dio, che nascerà dalle nostre deboli forze sospinte dallo Spirito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">E’ un simbolismo efficace: niente può parlarci meglio della onnipotenza buona di Dio che l’osservazione della natura nel suo meraviglioso riprodursi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Supera la nostra fantasia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Gli uomini hanno cessato di stupirsi di fronte a questo continuo miracolo, ma, se ci fermiamo un momento a pensarci siamo sulla strada per comprendere, o meglio, intuire l’enorme possibilità che si apre a chi lascia operare Dio nelle sue creature.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Che cosa sappiamo noi di quello che l’umanità,e la coppia in particolare, diventeranno in futuro?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Allora i monti saltelleranno come arieti e le colline come agnelli di un gregge perché si farà festa davanti ai grandi prodigi di Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Come per l’incarnazione lo Spirito si è servito della famiglia di Nazaret, così si manifesterà attraverso il mistero dell’amore sponsale per una nuova corrente di santità fortemente caratterizzata dal suo specifico carisma.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Si accorsero che il Signore passeggiava benevolmente nel suo giardino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Seduti l’uno vicino all’altro, su di un prato di incedibile erba verde e fina, videro allora sfilare davanti a sé le coppie del futuro, in un lungo corteo di santi, risplendenti come mosaici bizantini, in una festa di angeli musicanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">Videro coppie missionarie, coppie sacerdotali, coppie contemplative…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: small;">A piccoli passi, cauto, tra l’erba alta, venne anche a quietarsi, vicino a loro, il bellissimo fagiano dorato dell’orto, e si lasciava docilmente accarezzare su collo, senza paura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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