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	<title>Amoreconiugale</title>
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	<description>Il sito della coppia religiosa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 09:05:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La famiglia vive la prova</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La coppia nella chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[1.   Un angelo apparve in sogno a Giuseppe. Prima o poi, in vari modi, la vita di famiglia viene messa alla prova. Allora si richiede saggezza, discernimento e speranza, tanta speranza, talvolta oltre ogni umana evidenza. La sofferenza, il limite e il fallimento fanno parte della nostra condizione di creature, segnata dall’esperienza del peccato, rovina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>1.</strong>   <strong><em>Un angelo apparve in sogno a Giuseppe</em></strong><em>.<br />
</em>Prima o poi, in vari modi, <em>la vita di famiglia viene messa alla prova</em>. Allora si richiede saggezza, discernimento e speranza, tanta speranza, talvolta oltre ogni umana evidenza. La sofferenza, il limite e il fallimento fanno parte della nostra condizione di creature, segnata dall’esperienza del peccato, rovina di ogni bellezza, corruzione di ogni bontà. Questo non significa che siamo destinati a soccombere; anzi, l’accettazione di questa condizione ci sprona a confidare nella presenza benevola di Dio che sa far nuove tutte le cose. <strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il brano evangelico descrive con toni drammatici il viaggio di una famiglia, quella di Gesù, apparentemente simile a molte altre: il piccolo è in pericolo, si deve subito, nottetempo, intraprendere il viaggio verso una terra straniera. La giovane famiglia si trova così costretta a incamminarsi per una strada imprevista, complicata, inquietante. È quanto succede anche oggi a molte famiglie, costrette a lasciare le loro abitazioni per poter offrire ai loro piccoli un contesto di vita migliore e per sottrarli ai pericoli del mondo circostante. Forse, però, il racconto della fuga in Egitto allude a una vicenda più universale, che tocca tutte le famiglie: la necessità di <em>intraprendere il viaggio che conduca i genitori verso la loro maturità e i figli all’età adulta, </em>nella consapevolezza della loro vocazione; ciò che, non di rado può avvenire a prezzo di decisioni anche dolorose. È il viaggio del fare famiglia, del generare ed educare i figli, cammino arduo, difficile, impegnativo in cui le tante difficoltà da cui nessuna famiglia è preservata, possono talvolta scoraggiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nel racconto evangelico Gesù parte bambino e, una volta tornato, acquisisce il suo nome di adulto: <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Matteo&amp;capitolo=1#VER_20" target="_blank">«sarà chiamato Nazareno» (v.23)</a>, titolo che prefigura già il suo destino di croce; così dal viaggio di ogni famiglia, in cui anche i genitori maturano, nascono figli adulti, in grado di assumere in prima persona la loro vocazione. Di questo viaggio di famiglia, gli <em>attori principali sono i genitori</em>, specialmente il padre, chiamati a predisporre buone condizioni di vita per i figli. La necessità di partire è riferita a Giuseppe con il linguaggio dei sogni. In sogno <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Matteo&amp;capitolo=1#VER_20" target="_blank">(<em>Mt</em> 1,20-21)</a> già gli era stata annunciata la gravidanza di Maria e gli era giunto l’invito ad accoglierla e prenderla con sé <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Matteo&amp;capitolo=1#VER_20" target="_blank">(cf <em>Mt</em> 1,20-21)</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Di Giuseppe si conosce poco, ma una cosa è certa: <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Matteo&amp;capitolo=1#VER_20" target="_blank">«era giusto» (<em>Mt</em> 1,19)</a>. La giustizia, virtù delle relazioni interpersonali, mette al primo posto la salvaguardia del prossimo; così Giuseppe, essendo giusto, aveva deciso di licenziare Maria in segreto anziché esporla al pubblico giudizio. Nella semplicità del suo cuore egli sa intravvedere il piano di Dio e cogliere negli avvenimenti della vita di famiglia la mano divina. È fondamentale saper «ascoltare gli angeli», <em>discernere spiritualmente gli eventi e i momenti della nostra vita familiare, </em>perché siano sempre curate, favorite, guarite le relazioni. La famiglia, infatti, vive di buone relazioni, di sguardi positivi gli uni per gli altri, di stima e di rassicurazione reciproche, di difesa e protezione: da questo clima derivano l’attento discernimento e la pronta decisione che mette in salvo la vita di un figlio. Ciò vale per ogni famiglia, per quelle che vivono una concreta situazione di pericolo, ma anche per quelle che sono in situazioni apparentemente più sicure: i genitori devono rimanere rivolti alla vita buona dei figli, da sottrarre alle insidie e ai pericoli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’angelo invita a svegliarsi, prendere, accogliere, fuggire… e fidarsi, rimanendo in terra straniera finché lo dice Lui, il Signore. Giuseppe assume le sue responsabilità è protagonista della propria vicenda, ma non si sente solo, perché <em>conta sullo sguardo di Colui che provvede alla vita degli uomini</em>. La fiducia in Dio non esonera dalla riflessione, dalla valutazione delle situazioni, dal complesso percorso della decisione, piuttosto rende possibile vivere in tutte le situazioni, senza mai disperare o rassegnarsi. Giuseppe è sveglio, in grado di far fronte agli eventi e di proteggere la vita della madre e del bambino; ma egli agisce anche nella piena consapevolezza di essere assistito dalla protezione efficace di Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>2.   </strong><strong><em>Prendi con te il bambino e sua madre</em></strong><em>.</em><br />
Giuseppe ubbidisce, prende il bambino e sua madre e li porta lontano dalla situazione di pericolo. Il re Erode, infatti, che doveva essere garante della vita del suo popolo, di fatto si è trasformato nel persecutore da cui fuggire. Anche oggi, la famiglia vive <em>a contatto con pericolose e subdole insidie</em>: sofferenza, povertà, prepotenza, ma anche ritmi lavorativi eccessivi, consumismo, indifferenza, abbandono e solitudine… <em>Il mondo intero può presentarsi come ostile</em>, avversario della vita dei più piccoli in molte forme. Ogni genitore vorrebbe rendere più facile il mondo, più abitabile ai propri figli e mostrare loro che la vita è buona e degna di essere vissuta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Le cure offerte ai figli nella loro prima infanzia sono motivate da questo desiderio: i genitori sono dispiaciuti se i figli piangono, soffrono e fanno di tutto per alleviare il loro dolore. Fanno quello che possono perché la vita per i loro figli sia bella, sia un dono, sia benedetta in nome di Dio. Ecco il significato del viaggio in Egitto: la ricerca di un luogo sicuro oltre la notte, che protegga dalle insidie, preservi dalla violenza, riammetta alla speranza, permetta di <em>conservare una buona idea di Dio e della vita</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">A questa opera sembra chiamato in primo luogo il padre: è lui che si sveglia e prende l’iniziativa. A Giuseppe sono affidati il figlio e la madre; egli sa che dovrà portarli entrambi in Egitto, al sicuro. «Prendi il bambino e sua madre», dice l’angelo ben due volte, e il testo riprende altre due volte queste parole. Esse suonano come un incoraggiamento ai padri a superare le incertezze, a farsi avanti, a prendersi cura del bambino e della madre. Le scienze umane oggi stanno riscoprendo l’importanza decisiva della figura paterna per la crescita integrale dei figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il padre – suggerisce il testo – trova la sua identità e il suo ruolo quando custodisce la madre, ovvero quando si prende cura della relazione di coppia. Sappiamo bene come <em>l’intesa dei genitori sia decisiva per proteggere, custodire, incoraggiare i figli</em>; sappiamo anche come sia difficile per l’uomo custodire la donna dalle mille notti della solitudine, del silenzio e dell’incomunicabilità. Anche queste, a ben guardare, sono insidie che rendono la vita più «difficile» per i figli!</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Bellamore</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[BELLAMORE di Francesco de Gregori Eh, già, l’amore non è tutto rose e fiori. Lo sappiamo noi che lo viviamo ogni giorno, lo sanno gli autori delle canzoni che cercano di interpretare i nostri sentimenti per dar voce a quello che proviamo. Sono i poeti di oggi e meno mane che li abbiamo. Ma quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em><span style="text-decoration: underline;">BELLAMORE di Francesco de Gregori </span></em></span></p>
<p>Eh, già, l’amore non è tutto rose e fiori.</p>
<p>Lo sappiamo noi che lo viviamo ogni giorno, lo sanno gli autori delle canzoni che cercano di interpretare i nostri sentimenti per dar voce a quello che proviamo.</p>
<p>Sono i poeti di oggi e meno mane che li abbiamo.</p>
<p>Ma quello che forse non sanno o che non sempre è chiaro, mentre le visione della fede ce lo dimostra continuamente è che l’amore, quello vero, quello che trova le sue radici nell’Amore divino, ha un inizio, perché proprio prima non c’era e non ha mai una fine.</p>
<p>Il Bene si genera, non si distrugge. Questo è il vero miracolo della vita.</p>
<p>Quindi niente paura, nessun amore vero, vera immagine dell’Amore, può morire.</p>
<p>Attraversa momenti bui, fatiche forse impensabili quanto tutto era sereno, ma non si perderà per nulla e alla fine lo ritroveremo più forte e splendente che mai.<br />
<em>                         Bellamore non mi lasciare,<br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore non mi dimenticare.<br />
<em>                         </em>Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare,<br />
<em>                         </em>lampada nella sera, Stella Polare.</em></p>
<p>Per questo aggiungiamo alla lista delle canzoni d’amore più belle e più significative questa pur malinconica di De Gregori.</p>
<p>Perché è un canto all’amore che non si è dato per vinto.</p>
<p>Anche se c’è una distanza reale o forse solo percepita nella coppia, anche se è notte e l’altro sembra sfuggire alla nostra vista.</p>
<p>Ma se è il nostro amore, è lui o lei la stella polare, la lampada accesa che non va nascosta, ma messa in alto perché faccia luce e perché ci aiuti a ritrovare la strada.</p>
<p><em><br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore, fatti guardare,<br />
<em>                         </em>nella luna e nel sole fatti guardare.<br />
<em>                         </em>Briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere,<br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore, fatti vedere.<br />
<em>                         </em>E vieniti a sedere, vieniti a riposare,<br />
<em>                         </em>su questa poltroncina a forma di fiore.<br />
<em>                         </em>Questa notte che viene non darà dolore,<br />
<em>                         </em>questa notte passerà, senza farti del male.<br />
<em>                         </em>Questa notte passerà, o la faremo passare.</em></p>
<p>Quanta fiducia c’è in questo rivolgersi al proprio partner pregandolo di continuare a stare al nostro fianco!</p>
<p>Solo così non saremo delle anime perse, ma avremo il coraggio di vivere quello che ci sarà riservato, nel bene e nel male, e avremo la costanza di far passare la notte pur dolorosa, perché non siamo sempre e soltanto nella felicità.</p>
<p>La certezza della presenza del nostro amore però ci farà riposare e riprendere le forze.</p>
<p>Le braccia di chi ci vuol bene sono uno spazio di beatitudine anche in mezzo alle tempeste dell’esistenza e la sua tenerezza saprà ridarci tutte le energie necessarie per assolvere al nostro compito che è la vita.</p>
<p><em><br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore, non te ne andare.<br />
<em>                         </em>Tu che conosci le lacrime e le sai consolare.<br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore non mi lasciare,<br />
<em>                         </em>tu che non credi ai miracoli ma li sai fare.</em></p>
<p><em> </em>Chi sa consolare le nostre lacrime se non la persona che abbiamo scelto accanto a noi per la buona e la cattiva sorte, per i giorni di sole e anche per quelli in cui la pioggia si abbatte torrenziale su di noi e sulla nostra casa?</p>
<p>Forse non crede ai miracoli, ci crediamo tutti troppo poco e invece dovremmo, ma è certo che sa trasformare anche una notte interminabile di sofferenza in un lasso di tempo molto più breve e sopportabile.</p>
<p>Basta lasciarlo fare.</p>
<p>E non guardare l’apparenza dei suoi borbottamenti e dei suoi gesti bruschi.</p>
<p>Può darsi che non sempre sarà avvolgente e delicato come sembra essere il protagonista della canzone.</p>
<p>Ma noi, che abbiamo imparato dall’esperienza e dallo Spirito a guardare l’essenza e a cogliere il Bene là dove si trova, sapremo tradurre la sollecitudine e l’affetto che chi ci sta accanto ha nei nostri confronti, nascosti nella ruvidezza e frettolosità del quotidiano.</p>
<p>Ci si vergogna un po’ tutti di comportarci con dolcezza, ci sembra di essere dei sentimentali.</p>
<p>E invece è probabile che, più della nostra efficienza, il nostro amore abbia bisogno della tenerezza con cui tratteremmo un fiore delicato.</p>
<p><em><em>                         </em>Bellamore Bellamore fatti cantare,<br />
<em>                         </em>nella pioggia e nel vento, fatti cantare.<br />
<em>                         </em>Paradiso e veleno, zucchero e sale,<br />
<em>                         </em>Bellamore Bellamore, fatti consumare.</em></p>
<p>Noi che con la stessa disinvoltura possiamo passare dall’essere Paradiso o inferno per il nostro prossimo, dobbiamo avere cura estrema dell’amore che ci è stato affidato.</p>
<p>Non lasciamolo solo, nelle notti scure della vita, neanche per un minuto.</p>
<p>E così non saremo abbandonati, a nostra volta, e quando tornerà il sole del mattino, la luce della speranza che sarà rimasta accesa nell’oscurità, ci troverà consapevoli e più che mai uniti, che tutto è dono e che ogni istante della nostra vita non ci è stato dato invano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Oltre la siepe</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scene da un matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Lui le tese la mano attraverso la siepe, nella quale aveva aperto un passaggio scostando i rami più intricati. “Salta” le disse “non aver paura ti prendo io! Il terreno è solido!” Lei non era molto convinta: non vedeva niente al di là di quella barriera confusa di foglie e forse di spine, ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Lui le tese la mano attraverso la siepe, nella quale aveva aperto un passaggio scostando i rami più intricati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Salta” le disse “non aver paura ti prendo io! Il terreno è solido!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Lei non era molto convinta: non vedeva niente al di là di quella barriera confusa di foglie e forse di spine, ma la sua voce era incoraggiante e persino allegra, perciò decise di fidarsi e saltò.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Di là c’era molta luce, tanto da restare abbagliati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Chiuse gli occhi e strinse più forte la mano che l’aveva guidata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Brava!” le sussurrava ora lui, stringendola vicino a sé e accarezzandole i capelli, mentre vi scostava qualche foglia che vi era rimasta impigliata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Spesso la gente ha molta paura di questo passaggio e fa di tutto per evitarlo; io l’ho scoperto e attraversato da poco e sono contento, ma tu mi mancavi.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Dov’è Dio?” Domandò subito lei, ancora smarrita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Calma!” rispose lui “E’ qui, ci sei dentro!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non lo senti nell’aria buona che si respira?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Mi sembri quel pesciolino curioso che chiedeva a tutti dove fosse il mare e ci stava nuotando dentro!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dio non ci fulmina con la sua apparizione, ma ci si rivela piano piano perché ci conosce e ha compassione di noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Si fa conoscere a poco a poco per abituarci e prepararci meglio alla sua presenza senza restarne folgorati e ci dà, anche qui, la gioia di cercarlo e trovarlo sempre di più.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Un po’ come sulla terra, allora!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Disse lei un po’ delusa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Sì, un po’ come sulla terra” Confermò lui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Anche là, infatti, se gli uomini avessero più fede, godrebbero un anticipo di paradiso, ma qui è un’altra cosa: la fede non è più cieca e i nostri occhi si aprono sempre di più per vedere ciò che di là è invisibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E la cosa più bella è che, come Dio è infinito, così è infinita la nostra corsa verso di Lui, senza mai raggiungere la sazietà e la noia.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“E tu” chiese lei con una punta di invidia “vedi già la sua gloria?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Tanto da esserne felice” rispose lietamente lui “ma ne ho ancora di strada da fare e sarei ancora più felice di farla con te! Abbiamo camminato tanto insieme sulla terra che non potremo fare a meno di camminare insieme anche qui!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“D’accordo!” disse lei “anche questa terra sembra solida sotto i nostri piedi! Avevo sempre temuto che in cielo si galleggiasse in mezzo alle nuvole come astronauti, invece ci si sente tranquilli, come fossimo in un paese familiare, e più forti…”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“E anche più belli” aggiunse lui guardandola intensamente “Come sei bella oggi!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Anche tu! A vederti, finalmente, mi viene una gran voglia di piangere! Ma si può piangere in cielo?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Certamente, siamo sempre persone umane, anche Gesù ha pianto, anche sua Madre qualche volta la vediamo piangere per noi, ma sono sempre lacrime buone, che smuovono e mitigano la durezza dei nostri cuori e li rendono più sensibili all’azione di Dio! Certo che qui c’è molto lavoro da fare: quando arriviamo qui spesso i nostri cuori sono duri come sassi, spauriti e chiusi come ricci in posizione di difesa, poi però si accorgono che non c’è più bisogno di difendersi perché non c’è più nulla da temere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Qui c’è Qualcuno che ci conosce nel profondo, eppure non ci condanna e non ci disprezza, anzi, ci aiuta a conoscerci meglio e a perdonarci.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">In questo senso noi siamo dei privilegiati, perché abbiamo già sperimentato qualcosa di simile quando ci siamo incontrati e innamorati, e ne abbiamo anche provato l’effetto di sofferenza purificatrice.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora abbiamo sentito il dolore di non essere come l’amore dell’altro meritava che fossimo e, sotto il suo sguardo, ci siamo visti nella nostra pochezza, ma anche nella nostra sincera volontà di bene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ora, sotto lo sguardo potente e penetrante di Dio, è avvenuto il nostro giudizio, ma se siamo qui è perché il suo amore ci ha salvati e siamo entrati in quel cielo che Gesù chiama :La Casadel Padre!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“La casa del Padre!”disse lei pensierosa “Quante volte ho sentito questa espressione, e mi è sempre sembrata così misteriosa!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Come è veramente per noi la casa di nostro padre e di nostra madre? E’ un luogo sicuro, dove siamo certi di trovarci sempre accolti e aiutati, dove ci si muove a proprio agio e di cui si sente sempre la nostalgia perché lì è la culla della nostra vita…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ bello sapere che questa casa del Padre non ci sarà più tolta!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Quante volte ho sofferto lo strappo interiore di dover lasciare un luogo dove mi ero sentita protagonista!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sembrava che ormai facesse parte della mia stessa anima, che lì avessi messo le radici e dovessi crescere ed espandermi sicura…e poi, inevitabilmente, lo spazio e il tempo sono cambiati e tutto non ha più avuto lo stesso significato e la stessa realtà di prima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Come se fossa la scena di un teatro che si smonta dopo la fine della commedia!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ora non più” disse lui “perché le cose di prima sono passate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutte le volte che abbiamo sofferto è perché, senza saperlo, sentivamo nostalgia di questa dimora stabile e definitiva a cui eravamo destinati, dove potremo abitare sempre con tutti quelli che amiamo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Vedi,la Casadel Padre è come un centro di gravità che ci attira, attraverso tutte le diverse vicende della nostra vita: lì c’è l’amore di Dio che ci chiama e rende inquieto il nostro cuore, proprio come dice S. Agostino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Una cosa però non è ancora stata messa abbastanza in luce, e cioè che per la coppia l’amore sponsale è la strada maestra di questo Amore, è da lì che passa naturalmente la voce di Dio, quella voce che nasce nel profondo del tuo cuore e qui si fa manifesta, la senti? simile al fragore di grandi acque.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ come una musica che ci accompagna e ci guida, guai quando la si fa tacere…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sulla terra è spesso sopraffatta da tutto il rumore che ci circonda, al punto che può essere ignorata, come se non esistesse, qui invece è una cosa sola con il tuo respiro, è lo Spirito di Dio che ti fa chiamare il Padre Abbà, in uno slancio di amore.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ci fu un lungo silenzio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ difficile dire e ascoltare cose più grandi di noi, anche se si è in cielo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“So che dovrai ritornare sulla terra” riprese a dire lui, improvvisamente serio “dal momento che non mi è permesso venire da te, ho ottenuto che potessi venire tu qui da me, ma non ancora in modo definitivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ogni tanto ti sarà concesso di oltrepassare il confine che ci divide e di respirare un po’ di questa aria buona insieme a me.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">In cielo si sono stancati di quel tuo continuo insistere e, poi, il Signore ha un debole per le vedove che non lo lasciano in pace giorno e notte, come te, così ho ottenuto per te un permesso speciale, dovrai meritartelo però…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sei pronta a staccare tutto quando è il momento, a vedere e imparare qui quello che ti sarà concesso e poi tornare umilmente al tuo posto sulla terra, rispettandone le regole e senza pretendere favoritismi e particolari premonizioni?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Lei non sapeva che cosa rispondere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questo andare e venire tra la terra  il cielo le sembrava più difficile di un passaggio definitivo che chiarisse completamente la sua posizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ma non poteva rifiutare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">In fondo era un grande privilegio avere uno spiraglio da cui affacciarsi sul cielo…e poi non era quello che faceva ormai abitualmente di spostare là la sua attenzione per cogliere ogni minimo elemento che sapesse di trascendente, nel tentativo di unificare ciò che era stato diviso?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Era logico che accettasse, ma voleva anche lei porre delle condizioni…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“No” disse lui in modo gentile ma perentorio “qui non si possono mettere condizioni! Sa Lui quello che dobbiamo fare, noi possiamo chiedere, ma solo se questo è un modo per stargli vicino e confidargli quello che abbiamo nel cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sentiamo: che cosa vorresti chiedere?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Vorrei un po’ più di fede quando sono sulla terra” disse lei sospirando “perché non è facile credere a ciò che non si vede,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">C’è sempre la tentazione di pensare che sia tutto frutto di autosuggestione e che la terribile materialità di un sasso sia più vera e reale di ogni nostro sublime pensiero.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nel sasso si inciampa, si vede, si tocca, si può raccogliere e lanciare lontano; nel pensiero a volte ci si smarrisce…”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora lui la guardò deciso negli occhi e la sua voce era dolce ma autorevole, come quando si vuol fa comprendere qualcosa di difficile a un bambino:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Non capisci che questo è un grande dono che Dio ci fa, chiedendoci la fede?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La cosa più preziosa che possiamo dargli è la nostra fede, la fiducia in Lui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Come da piccoli ci siamo fidati di chi era più grande di noi, così ora dobbiamo fidarci del nostro Padre che ci ha creato per amore e vuole la nostra felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Eva è caduta nell’inganno del serpente perché ha pensato male di Dio, ora il minimo che possiamo fare per rimediare è accettare ad occhi chiusi la sua volontà e la sua parola, che è più reale di tutti i sassi della terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dio potrebbe obbligarci a servirlo con l’evidenza della sua grandezza, ma noi non lo vorremmo, vero?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Noi siamo uomini liberi e, anche se ci pesa la fatica del credere, certamente è più bello così.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Poi si fermò un momento, come sopra pensiero, gli spiaceva non accontentarla, come alla fine aveva sempre fatto. tentò un compromesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Lo so che quando tu vuoi fortemente qualche cosa difficilmente ci rinunci…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ti faccio una proposta: se accetti di buon grado la tua posizione,che, capisco,  è abbastanza ambigua, e la smetti di protestare, io mi darò da fare per passarti, con il Suo permesso, un po’ della mia fede.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Per grazia di Dio io ne ho sempre avuta, l’ho succhiata con il latte materno e mi è sempre rimasta incollata addosso, anche quando non l’avrei meritato, ora, poi, non ne ho più bisogno, almeno nella forma terrena, ora, qui, c’è luce a sufficienza e non c’è più pericolo di smarrirsi perciò “per quantum possum et tu indiges”ti prometto che ti starò vicino per rafforzare la tua fede con la mia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Siamo una cosa sola: è giusto che ti lasci la mia eredità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Quando la tua fede vacillerà, non temere, aggrappati alla mia e usala come fosse tua, vedrai che funziona!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“E ora che cosa succede?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Chiese lei già allarmata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Tranquilla! La casa del Padre, la nostra casa, rimane sempre aperta e io sto qui ad aspettare che mi si faccia un cenno per riportarti qui appena possibile, ma tu non dirlo a nessuno, non vogliamo curiosi in paradiso!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
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		<title>La fedeltà del dono</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Battezzate in virtù del sacramento nella morte e nella resurrezione di Cristo, le nozze varcano la morte che tuttavia non le cancella. Esse sono irrevocabili. Operatrici di eternità, raggiungono il loro esaudimento totale nell&#8217;eternità. Il consenso che le fonda trova là il loro esito supremo. Non ci si sposa per un tempo, fosse pure quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Battezzate in virtù del sacramento nella morte e nella resurrezione di Cristo, le nozze varcano la morte che tuttavia non le cancella. Esse sono irrevocabili. Operatrici di eternità, raggiungono il loro esaudimento totale nell&#8217;eternità. Il consenso che le fonda trova là il loro esito supremo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non ci si sposa per un tempo, fosse pure quello di un&#8217;intera storia terrestre completata la quale gli abiti nuziali non servirebbero più e sarebbero confinati al guardaroba. Come tutte le nostre opere, le nostre nozze ci seguono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">&#8220;Con chi si sarà sposati, se si sono avute legittimamente diverse spose successive?&#8221;: così chiedono nel vangelo i sadducei che non credono nella resurrezione. Gesù risponde che non ci sarà più matrimonio in ciclo e che coloro che sono stati sposati vivranno come angeli (cf. Mt 22,23-33).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Si può pensare che scomparirà il matrimonio nato sotto il regime del peccato, legato alla concupiscenza e votato alla riproduzione. Ma come immaginare che Adamo ed Eva siano stati creati uomo e donna con un fine diverso da quello del restare uniti per l&#8217;eternità? La pasqua del Signore fa appunto ritrovare alle nozze il regime inizialmente previsto e finalmente realizzato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La coppia primordiale non era una coppia di angeli. Ci si è spesso preoccupati del sesso degli angeli, attraverso i secoli. Le Scritture non ne parlano mai. In tutta la scala delle creature d&#8217;altronde gli angeli non sono i soli a essere asessuati. Non si vede perché gli uomini dovrebbero alla fine dei tempi diventare simili a loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">&#8220;Il mistero delle nozze è grande&#8221;, dice l&#8217;Apostolo (Ef 5,32). Forse ci si può entrare maggiormente paragonando la fedeltà nell&#8217;amore coniugale con la fedeltà nell&#8217;amore per Dio. Ogni fedeltà è gelosa, esclusiva nel proprio ambito. Tuttavia esse sono fra loro compatibili. Non si smette di amare Dio quando si ama il proprio coniuge. Gli sposi non sono infedeli l&#8217;uno all&#8217;altro quando amano il Signore. Più in generale, secondo il vangelo l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore del prossimo sono un tutt&#8217;uno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il prossimo è indubbiamente multiplo, e le relazioni che noi stabiliamo con esso differiscono fra loro. A diverse situazioni, amori diversi. Ma lo stesso amore unisce a Dio e alle diverse persone che ci sono prossime. Questo amore non potrebbe forse unire le coppie successive fra di loro come le unisce a Dio? La mia preferenza va tuttavia al matrimonio unico, quando è autentico e non si presenta come un semplice impegno fattuale o peggio ancora come un errore. Faccio fatica a credere che sia possibile fra un uomo e una donna un dono assoluto il cui destinatario muti nel tempo e in cui le coppie successive si addizionano nell&#8217;eternità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non concepisco un politeismo nell&#8217;unione coniugale, anche se il frazionamento e la rottura di cui soffre il corso del tempo suggeriscono una possibile pluralità degli impegni nuziali. L&#8217;unione di Cristo e della sua chiesa, proposta come esempio, non mi sembra ammettere altro che l&#8217;irrevocabile unicità del dono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Al di là dei più oscuri rischi dell&#8217;esistenza, quale gioia perfetta procurano agli sposi queste prospettive di alleanza eterna! Questa sorta di gemellaggio indissolubile generato dall&#8217;erotismo umano, troppo umano, corrotto dal peccato ma sanato dal sacramento, è una delle glorie più alte del regno di Dio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Gemellaggio perché si tratta di un rapporto ancora più intimo della normale fraternità carnale. Da intendere non come un&#8217;identità duplicata in cui ogni sposo è un doppio dell&#8217;altro, ma come una similitudine plurale in cui i due si raggiungono in una figura comune.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Le nozze creano una sola carne senza diminuire l&#8217;alterità delle persone. Mentre la normale fraternità attesta una somiglianza di partenza, lo sposalizio ne testimonia una di arrivo. E il risultato di una scelta e si costruisce. Tesse una prossimità simile a nessun&#8217;altra che arriva fin dove la fraternità non arriva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La vita degli sposi nel Regno a venire sarà il compimento assoluto, sempre nuovo e sempre maturo, del loro voto iniziale di creare insieme qualcosa che li superi e che esprima la fecondità di Dio in essi e attraverso di essi. Dopo l&#8217;esultanza, la sofferenza e la morte vissute quaggiù perché da essi esca un&#8217;opera salutare, non smetteranno più di nutrirla in ciclo e di riferirne la gloria allo Spirito in una lode che rallegrerà l&#8217;universo riconciliato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Matrimonio: amore senza fine</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il libro del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean Bastaire Matrimonio: amore senza fine Ed. Qiqajon, 2011, Magnano (BI) L’autore, che ha collaborato per molti anni alla rivista francese “Esprit”, sviluppa in questo libro la tesi per la quale le nozze, non avendo il loro centro di gravità in se stesse, non costituiscono un circolo chiuso in cui ricondurre tutto agli sposi, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana,geneva; text-decoration: underline;">Jean Bastaire<br />
Matrimonio: amore senza fine<br />
Ed. Qiqajon, 2011, Magnano (BI)</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><a href="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/02/matrimonio_amore_senza_fine11.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1784" style="margin: 10px; border: black 1px solid;" title="matrimonio_amore_senza_fine" src="http://www.amoreconiugale.it/wp-content/uploads/2012/02/matrimonio_amore_senza_fine11-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>L’autore, che ha collaborato per molti anni alla rivista francese “Esprit”, sviluppa in questo libro la tesi per la quale le nozze, non avendo il loro centro di gravità in se stesse, non costituiscono un circolo chiuso in cui ricondurre tutto agli sposi, ma fanno di essi una sorgente di gioia e di fecondità che si estende al resto del mondo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Attraverso le diverse interpretazioni che si sono susseguite nei confronti dell’erotismo e della fecondità coniugale si fa strada una visione unitaria, che attribuisce alla carne il luogo dello spirito e la sua glorificazione.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">L’erotismo, ordinato nel matrimonio al bene della coppia, non è che l’altra faccia della medaglia della fecondità, in una logica trinitaria, per l’intervento dello Spirito d’Amore che ne sta all’origine e ne garantisce la validità e l’eternità.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>E&#8217; disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><a href="http://www.amoreconiugale.it/?p=1790" target="_blank">La fedeltà del dono</a></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva; font-size: medium;"><strong>Indice del libro</strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">La tirannia del piacere<br />
L&#8217;idolatria della passione<br />
La fedeltà della passione</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VII Incontro Mondiale delle Famiglie &#8211; Catechesi biblica</title>
		<link>http://www.amoreconiugale.it/vii-incontro-mondiale-delle-famiglie-catechesi-biblica/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 21:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La coppia nella chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[1.       Maschio e femmina li creò. Perché Dio ha creato l’uomo e la donna? Perché ha voluto che nella coppia umana, più che in ogni altra creatura, brillasse la sua immagine? L’uomo e la donna che si amano, con tutto se stessi, sono la culla che Dio ha scelto per deporvi il Suo amore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>1.</strong>       <strong><em>Maschio e femmina li creò</em>.</strong><br />
Perché Dio ha creato l’uomo e la donna? Perché ha voluto che nella coppia umana, più che in ogni altra creatura, brillasse la sua immagine? L’uomo e la donna che si amano, con tutto se stessi, sono la culla che Dio ha scelto per deporvi il Suo amore, affinché ogni figlio e ogni figlia che nascono al mondo possano conoscerlo, accoglierlo e viverlo, di generazione in generazione, dando lode al Creatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nelle prime pagine della Bibbia si illustra il bene che Dio ha pensato per le sue creature. Dio ha creato l’uomo e la donna <em>pari nella dignità eppure differenti</em>: maschio l’uno, femmina l’altra. La somiglianza unita alla differenza sessuale permette ai due di entrare in dialogo creativo, stringendo un’alleanza di vita. Nella Bibbia l’alleanza con il Signore è ciò che dà vita al popolo, in rapporto con il mondo e la storia dell’umanità intera. Ciò che la Bibbia insegna a proposito dell’umanità e di Dio ha radice nella vicenda dell’Esodo, in cui Israele sperimenta la vicinanza benevola del Signore e diviene suo popolo, acconsentendo a quell’alleanza da cui soltanto proviene la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La storia dell’alleanza del Signore con il suo popolo illumina il racconto della creazione dell’uomo e della donna. Essi sono creati per <em>un’alleanza che non riguarda solo loro stessi, ma coinvolge il Creatore</em>: «A immagine e somiglianza di Dio lo creò: maschio e femmina li creò».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La famiglia nasce dalla coppia pensata, nella sua stessa differenza sessuata, <em>a immagine del Dio dell’alleanza</em>. In essa il linguaggio del corpo ha grande rilievo, racconta qualcosa di Dio stesso. L’alleanza che un uomo e una donna, nella loro differenza e complementarietà, sono chiamati vivere è a immagine e somiglianza del Dio alleato del suo popolo. Il corpo femminile è predisposto per desiderare e accogliere il corpo maschile e viceversa, ma lo stesso, prima ancora, vale per la «mente» e il «cuore». L’incontro con una persona dell’altro sesso suscita sempre curiosità, apprezzamento, desiderio di farsi notare, di dare il meglio di sé, di mostrare il proprio valore, di prendersi cura, di proteggere…; è un incontro sempre dinamico, carico di <em>energia positiva</em>, poiché nella relazione con l’altro/a scopriamo e sviluppiamo noi stessi. L’identità maschile e femminile risalta specialmente quando tra lui e lei sorge la meraviglia per l’incontro e il desiderio di stabilire un legame.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nel racconto di <em>Gen</em> 2, Adamo si scopre maschio proprio nel momento in cui riconosce la femmina: l’incontro con la donna gli fa percepire e nominare il suo essere uomo. Il reciproco riconoscimento dell’uomo e della donna sconfigge il male della solitudine e rivela la bontà dell’alleanza coniugale. Contrariamente a quello che sostiene l’ideologia del gender, <em>la differenza dei due sessi è molto importante</em>. È il presupposto perché ognuno possa sviluppare la propria umanità nella relazione e nell’interazione con l’altro. Mentre i due coniugi si donano totalmente l’uno all’altro, insieme si donano anche ai figli che potrebbero nascere. Tale dinamica del dono viene impoverita ogni qual volta si fa un uso egoistico della sessualità, escludendo ogni apertura alla vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>2.       </strong><strong><em>Non è bene che l’uomo sia solo</em>.</strong><br />
Per colmare la solitudine di Adamo, Dio crea per lui «un aiuto che gli corrisponda». Nella Bibbia il termine «aiuto» ha per lo più Dio come soggetto, fino a diventare un titolo divino (<a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Salmi&amp;capitolo=118#VER_7;" target="_blank">«Il Signore è per me, è il mio aiuto» <em>Sal </em>118,7</a>) con «aiuto», inoltre, non si intende un generico intervento, ma il soccorso portato a fronte di un pericolo mortale. Creando la donna quale aiuto che gli corrisponde, Dio sottrae l’uomo alla cattiva solitudine che mortifica, e lo inserisce nell’alleanza che dà vita: l’alleanza coniugale, in cui l’uomo e la donna si donano reciprocamente la vita; l’alleanza genitoriale, in cui padre e madre trasmettono la vita ai figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La donna e l’uomo sono <em>l’una per l’altro un «aiuto»</em> che «sta di fronte», sostiene, condivide, comunica, escludendo qualsiasi forma di inferiorità o di superiorità. La pari dignità tra uomo e donna non ammette alcuna gerarchia e, nello stesso tempo, non esclude la differenza. La differenza consente a uomo e donna di stringersi in alleanza e l’alleanza li rende saldi. Lo insegna il libro del Siracide: <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Siracide&amp;capitolo=36#VER_26" target="_blank">«Chi si procura una sposa possiede il primo dei beni, un aiuto adatto a lui e una colonna d’appoggio. Dove non esiste siepe la proprietà è saccheggiata, ove non c’è donna l’uomo geme randagio» (36, 26-27)</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’uomo e la donna che si amano nel desiderio e nella tenerezza dei corpi, come pure nella profondità del dialogo, divengono alleati che <em>si riconoscono l’uno grazie all’altra</em>, mantengono la parola data e sono fedeli al patto, si sostengono per realizzare quella somiglianza con Dio a cui, come maschio e femmina, sono chiamati fin dalla fondazione del mondo. Lungo il cammino della vita approfondiscono il linguaggio del corpo e della parola, poiché di entrambi c’è bisogno quanto dell’aria e dell’acqua. Uomo e donna devono evitare le insidie del silenzio, della distanza e dell’incomprensione. Non di rado i ritmi lavorativi, quando divengono estenuanti, sottraggono tempo ed energie alla cura della relazione tra gli sposi: <em>c’è bisogno allora del tempo della festa che celebra l’alleanza e la vita</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La creazione della donna avviene mentre l’uomo dorme profondamente. Il torpore che Dio fa scendere su di lui esprime il suo abbandonarsi a un mistero che gli è impossibile comprendere. L’origine della donna rimane avvolta nel mistero di Dio, come misteriosa rimane per ogni coppia l’origine del proprio amore, il motivo dell’incontro e della reciproca attrazione che ha condotto alla comunione di vita. Una cosa appare tuttavia certa: <em>nella relazione di coppia Dio ha inscritto la «logica» del suo amore</em>, per la quale il bene della propria vita consiste nel donarsi all’altro/a.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’amore di coppia, fatto di attrazione, compagnia, dialogo, amicizia, cura… affonda le sue radici nell’amore di Dio, che fin dall’origine ha pensato l’uomo e la donna quali creature che si amassero del suo stesso amore, benché l’insidia del peccato possa rendere faticosa e ambigua la loro relazione. Purtroppo <em>il peccato sostituisce la logica dell’amore</em>, del dono di sé con la logica del potere, del dominio, della propria affermazione egoistica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>3.         <em>I due saranno un’unica carne</em>.</strong><br />
Creata dalla costola dell’uomo, la donna è «carne dalla sua carne e osso dalle sue ossa». Per tale motivo, <em>la donna partecipa della debolezza</em> – la carne – dell’uomo, <em>ma anche della sua struttura portante</em> – l’osso –. Un commento del Talmud osserva che «Dio non ha creato la donna dalla testa dell’uomo perché dominasse l’uomo; non l’ha creata dai piedi perché fosse soggetta all’uomo, ma l’ha creata dalla costola perché fosse vicina al suo cuore». A queste parole fanno eco quelle dell’«amata» del Cantico dei Cantici: <a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/labibbia/GestBibbia09.Ricerca?Libro=Cantico_Dei_Cantici&amp;capitolo=8#VER_6" target="_blank">«Mettimi come sigillo sul tuo cuore&#8230;» (8,6)</a>. In esse si esprime l’unione profonda e intensa cui aspira e alla quale è destinato l’amore di coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">«Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne»:l’uomo pronuncia queste sue prime parole di fronte alla donna. Fino a questo momento egli aveva «lavorato» dando nome agli animali, rimanendo però ancora solo, incapace di parole di comunione. Quando invece vede davanti a sé la donna, l’uomo pronuncia parole di meraviglia, riconoscendo in lei la grandezza di Dio e la bellezza degli affetti. Alla comunione ricca di stupore, gratitudine e solidarietà di un uomo e di una donna Dio affida la sua creazione<em>. Alleandosi nell’amore essi diventeranno nel tempo un’«unica carne».</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L’espressione «unica carne» allude certamente al figlio, ma ancor prima evoca la comunione interpersonale che coinvolge totalmente l’uomo e la donna, al punto da costituire una nuova realtà. Così uniti, l’uomo e la donna potranno e dovranno disporsi alla trasmissione della vita, all’accoglienza, generando i figli ma anche aprendosi alle forme dell’affido e dell’adozione. L’intimità coniugale, infatti, è il luogo originario predisposto e voluto da Dio dove la vita umana non solo viene generata e nasce, ma anche viene accolta e apprende tutta la costellazione degli affetti e dei legami personali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Nella coppia vi è meraviglia, accoglienza, dedizione, sollievo all’infelicità e alla solitudine, alleanza e gratitudine per le opere meravigliose di Dio. E così essa si fa terreno buono dove la vita umana viene seminata, germoglia e viene alla luce. <em>Luogo di vita, luogo di Dio</em>: la coppia umana, accogliendo insieme l’una e l’Altro, realizza il suo destino a servizio della creazione e, divenendo sempre più simile al suo Creatore, percorre il cammino verso la santità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Io ti prendo come mia sposa</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 20:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[IO TI PRENDO COME MIA SPOSA di Claudio Baglioni                          Che silenzio, qui dentro,                         Quanto tempo che non metto più piede in chiesa.                         Dio, è proprio da tanto                         Che io non vado d’accordo con te,                         Ma è a te che chiedo una cosa:                         Benedici qui in chiesa me suo sposo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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</p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="text-decoration: underline;">IO TI PRENDO COME MIA SPOSA di Claudio Baglioni </span></em></p>
<p> <em>                        Che silenzio, qui dentro,</em></p>
<p><em>                        Quanto tempo che non metto più piede in chiesa.</em></p>
<p><em>                        Dio, è proprio da tanto</em></p>
<p><em>                        Che io non vado d’accordo con te,</em></p>
<p><em>                        Ma è a te che chiedo una cosa:</em></p>
<p><em>                        Benedici qui in chiesa me suo sposo e lei mia sposa.</em></p>
<p>Questa canzone, di un’attualità sconcertante, prima di perdersi in bellissime e romantiche immagini che forse tutti conosceranno, fa una premessa doverosa, che non sempre viene riproposta nell’esposizione del testo.</p>
<p>Si tratta del classico caso in cui la religione è rimasta sullo sfondo di una vita, eccettuato forse Natale (che Pasqua, purtroppo, è una festa ancora meno sentita).</p>
<p>Capita che uno si ritrovi in chiesa per il proprio matrimonio senza che ci sia stata una continuità di fede e di rapporto con Dio.</p>
<p>Qui le posizioni si dividono: c’è chi dice che è uno scandalo che ci si ricordi del Signore solo quando ci fa comodo e che non si dovrebbe sposare in chiesa quelle coppie che non la frequentano abitualmente e chi dice invece che è meglio che niente, almeno ogni tanto farci una capatina, che qualcosa di buono se ne ricava.</p>
<p>Io penso che Dio, da Padre, stia sempre in attesa dei suoi figli e che quando questi gli si rivolgano con sincerità di cuore sia tutto contento e non faccia tanto lo schizzinoso.</p>
<p>Poi diciamoci la verità: sposarsi è un atto solenne, tutti sperano che duri tutta la vita e quindi mettersi di fronte alla sacralità di Dio non sembra mai male.</p>
<p>                         <em>Io ti prendo come mia sposa </em></p>
<p><em>                        Davanti a Dio e ai verdi prati …</em></p>
<p>Dopo aver parlato a tu per tu con il Creatore, viene spontaneo rivolgersi alla Sue creature. E infatti questa canzone celebra, quasi un Cantico dei Cantici, le bellezze della natura e non solo, di fronte a cui questi sposi si pongono come un tutt’uno e stanno in contemplazione.</p>
<p>                        <em>Ai mattini colmi di nebbia</em></p>
<p><em>                        Ai marciapiedi addormentati.</em></p>
<p>Tutto è bello, anche la nebbia mattutina ha il suo fascino, a patto di non dover prendere la macchina per andare a lavorare, il silenzio dei marciapiedi su cui nessuno ha ancora cominciato a camminare.<br />
Poi un tripudio di colori: il giallo delle foglie d’autunno, il rosso del fuoco, il bianco della luna, l’azzurro del cielo, tutte le sfumature del sole al tramonto.<br />
Poi di nuovo il giallo delle mimose, il bianco della neve sul verde degli abeti, il blu scuro del mare di sera.<br />
Perché si sente il bisogno di porsi di fronte a tutte queste meraviglie per proclamare il proprio amore?<br />
Perché l’amore non è un sentimento che può rimanere nascosto, se è troppo chiuso nell’intimità o peggio nella segretezza rischia di soffocare.<br />
Ha bisogno degli spazi aperti e della partecipazione di tutti.<br />
Sì, ma se si guarda bene qui le persone sono solo tre: lui, lei e Dio. E il resto del mondo?<br />
Dove sono questi innamorati, in un parco incantato, nel giardino dell’Eden (ma non ci sono neppure gli animali)?<br />
La natura è una splendida cornice all’amore, ma è un testimone muto.</p>
<p>Dio parla, ma per sapere cosa dice bisogna ascoltare con molta attenzione.</p>
<p>Dove sono gli altri, i parenti, gli amici, i vicini di casa, i curiosi, quelli che verranno al matrimonio con i vestiti (secondo loro) più eleganti e i cappellini più strani?</p>
<p>L’amore va condiviso.</p>
<p>Non saranno gli abeti carichi di neve, né i tetti delle vecchie case che ci diranno una buona parola quando saremo stanchi e il nostro legame sembrerà svanito nel nulla.<br />
Non sarà la luna che farà l’occhiolino a nostro marito se lo lasceremo troppo solo e in balia della prima maliarda che se lo volesse accalappiare.</p>
<p>Eh, no, miei cari, non siamo soli con il nostro sentimento e ci si sposa in chiesa e non in solitudine di fronte a un tramonto proprio per questo.<br />
Perché Dio ci chiama ad essere una coppia dentro una comunità di fratelli che si voglio bene, che si fanno dei dispetti, che si perdonano e si aiutano  fino a che non saremo tutti insieme a Dio, in vera compagnia.<br />
Non basta l’amore di un uomo e di una donna per essere felici e per costruire il mondo secondo il disegno divino.</p>
<p>Lui lo sa e, se ci pensiamo bene, anche noi!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I tre classici voti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 20:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scene da un matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ora, per essere riconosciute dalla Chiesa come persone consacrate, non ci resta che fare i voto di povertà!” Affermò lei con aria rassegnata. “Ma questo non mi spaventa affatto!” Disse tranquillamente lui. “Come ottavo di nove figli non ho mai avuto un vestito nuovo: mi mettevano sempre quelli smessi dai miei fratelli maggiori e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ora, per essere riconosciute dalla Chiesa come persone consacrate, non ci resta che fare i voto di povertà!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Affermò lei con aria rassegnata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ma questo non mi spaventa affatto!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Disse tranquillamente lui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Come ottavo di nove figli non ho mai avuto un vestito nuovo: mi mettevano sempre quelli smessi dai miei fratelli maggiori e non mi ha mai fatto problema.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Anch’io”disse lei convita</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Non ho mai provato invidia verso quelle mie compagne di scuola che, si vedeva, erano più ricche di me, vestite all’ultima moda, e poi venivano da me a farsi aiutare a studiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ma la questione è un’altra: uno può essere distaccato dal denaro quando è solo, ma quando ha una famiglia da mantenere e dei figli da crescere?  Le cose cambiano!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Sì” ammise lui “ma solo se crede di dover essere solo lui a dover provvedere, se invece pensa che tutti siamo figli di Dio e che in verità è Lui che ci nutre e ci sostiene la situazione non dovrebbe essere tanto diversa!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">C’erano molti uccelli nel cielo e molti fiori nei campi, intorno a loro, in quella bella giornata di primavera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questo poteva bastare ad indicare la soluzione di un problema, che si profilava così essenziale per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">una giovane coppia  come la loro?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La saggezza del mondo è tutta un invito alla prudenza, alla oculatezza, per cui la priorità viene data al benessere economico, come base di una famiglia stabile, in evidente contrasto con l’amore alla povertà evangelica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ma che cosa significa, davvero essere poveri?” si chiese lui</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Io credo che non voglia dire tanto non avere niente,quanto non trattenere niente per sé.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora, vedi?, se uno è solo facilmente diventa egoista, ma se si è in coppia, subito, si comincia a dover dividere tutto in due e si diventa subito più poveri, anche se in realtà spiritualmente si è più ricchi, non parliamo poi se c’è di mezzo tutta una famiglia!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Vuoi dire che la povertà coniugale è la totale devozione all’altro, quella che ti fa pronto a rinunciare a tutto: beni, tempo e libertà, per restare unito all’altro nella buona e nella cattiva sorte? Non ti sembra una cosa terribile?” sospirò lei “Questa è una spoliazione più grande di quella dei propri vestiti fatta da Francesco davanti al padre e al Vescovo di Assisi!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Sì, è terribile” confermò lui “e va fatta una sola volta nella vita, perciò il matrimonio è indissolubile e si dovrebbe celebrare come una professione di voti solenne e definitiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Solo chi ne ha capito la grandezza e la bellezza può decidersi a farlo e poi, capisci?, questo è un trucco, un’astuzia della pedagogia di Dio, perché ci insegna la felicità che si trova nella donazione piena di sé, senza riserve, quella stessa di Cristo che, da ricco che era…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Poi, una volta sperimentato tutto questo, uno non può più essere lo stesso di prima, non può più difendere il suo piccolo territorio dall’invasione degli altri, perché ormai si è aperta in lui una breccia da cui possono passare prima di tutto i figli, con prepotenza, e poi i parenti, gli amici e i nemici e tutti quelli che gli diventano, in qualsiasi modo, prossimi. Uno capisce che è molto più bello e conveniente pensare agli altri che a sé.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Posso comperarmi un paio di scarpe nuove?” disse lei perplessa “Queste mi si stanno rompendo, le ho consumate a furia di camminare con te!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Posso regalarti un braccialetto d’oro?” disse lui dolcemente “Ho fatto uno scambio con mia madre che è la mia economa: le ho passato i soldi della borsa di studio che ho vinto e lei mi ha passato un cimelio di famiglia..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Le è sembrato un affare conveniente, però, prima di darmelo mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ma tu sei sicuro di sposarla?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Sicuro”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Ho risposto io”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Allora prendilo!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Guarda! Mancano alcune perline, ma il disegno è bello e antico, ti piace?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Se le piaceva! Era un gentile intreccio d’oro con piccole perle alternate a piccole pietre verdi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Lei non aveva l’abitudine di portare braccialetti, ma quello non l’avrebbe più abbandonata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Bello!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Le dicevano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Sì” diceva lei modestamente orgogliosa “è antico, è un gioiello di famiglia!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Dunque si può anche essere poveri e portare gioielli!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Gesù indossava delle bellissime tuniche inconsutili, tessute da sua Madre o dalle Pie donne del suo seguito e non disprezzava i profumi e i balsami preziosi, ma poi si è lasciato, per noi , spogliare di tutto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Perché la spoliazione mi fa paura?” Sospirò lei</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Dare agli altri è bello e anche facile, ma che mi si possa portare via quello che mi è essenziale, mi angoscia!”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Tutto sta nel capire quello che è davvero essenziale”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Rispose lui</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Se noi leggiamo attentamente il vangelo, troviamo che in sostanza Gesù ci propone uno scambio: da una parte c’è il regno dei cieli e dall’altra c’è tutto il resto, che può essere importante, ma non essenziale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il regno dei cieli è proprio quello che è dato in eredità ai poveri ed è così bello che basta a farli definire beati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Cercate per prima cosa il regno di Dio e la sua giustizia” ci viene detto “e tutto il resto vi sarà dato in più”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Non è detto che tutti gli altri beni non ci saranno concessi, anzi a volte saranno centuplicati, ma non avranno il primo posto e perciò ci libereremo dall’angoscia di perderli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Mi ha sempre lasciata perplessa” disse lei “quel passo del vangelo di Luca che dice molto duramente: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli e le sorelle…non può essere mio discepolo.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutte queste cose sono la mia vita, pensavo, ma poi ho letto tra le cose da odiare: “anche la propria vita” e allora sono rimasta spiazzata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Solo Chi può dire di esserela Vitapuò chiedere all’uomo una simile rinuncia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Solo Chi può garantirti che ti restituirà tutto può chiederti tutto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Alla fine la questione si risolve in un atto di fede senza riserve.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Questa credo sia l’essenza della povertà, che ha però la dolcezza della rassicurazione di Chi ti fa sapere che perfino i tuoi capelli sono contati.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Intanto i loro passi li avevano portati a sbucare davanti a una piccola chiesa, posta ai confini tra le ultime case della città e i primi campi coltivati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Era una chiesetta dal tetto a capanna, di stile romanico, tutta chiusa in se stessa e tra le altre case, quasi mimetizzata con esse, ma rappresentava, ai loro occhi, tutta la forza della spiritualità medievale</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il portale era chiuso, forse la chiesa era sconsacrata e sul breve sagrato giocavano alcuni bambini</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> del posto, come in un luogo familiare e sicuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">I due si sedettero vicini, sul bordo di pietra alla base dei muri perimetrali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Stavano con le spalle appoggiate alla parete, ancora calda di sole,e si sentivano come in casa di amici, una casa secolare preparata anche per loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutto l’ambiente era così “naturale” e nello stesso tempo, così semplicemente sacro!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Mi sembra” disse lui “che camminando, camminando, abbiamo fatto un bel percorso nel campo della vita consacrata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ un campo riservato finora ai religiosi di professione, ma che si sta aprendo ora anche a noi laici, non so se per effetto dei tempi che cambiano, o, in particolare del Concilio Vaticano II e della “Lumen gentium”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora, come parlando tra sé, lei si mise a recitare sottovoce dei versi che le erano nati dentro sull’onda di tali pensieri:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Se le maniche della mia tunica</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Arrivassero fino a terra</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> E portassi la testa rasata</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> E i piedi nudi nei sandali,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Forse ti sarei più gradita,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> O Signore?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> O non ti è più cara</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> La mia anima nuda</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Senza maschera o difesa</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Alcuna?”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">“Questa si chiama domanda retorica” commentò lui “Ma il Signore ascolta tutte le domande, anche quelle retoriche!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ora, però, dovremmo tirare le conclusioni e passare alla fase operativa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Quando scriveremo il nostro libro sulla vita consacrata nel matrimonio, dovremo poter parlare di qualcosa di sperimentato e di vissuto, di cui saremo testimoni, e che abbia delle forme visibili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Io ho in mente una bella professione dei voti di povertà, castità e obbedienza, da farsi al momento del matrimonio e da rinnovarsi ad ogni  anniversario, con lo stesso contenuto, ma con formule diverse, che si adattino alla storia di ogni coppia e ne accompagnino il percorso di maturazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Sarebbe anche un modo più intelligente di festeggiare gli anniversari: non preoccuparsi di regalare delle cose, ma di perfezionare l’ideale intravisto all’inizio di ogni vera storia d’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E poi ci sono le tappe più importanti e significative da ricordare: nozze d’argento, nozze d’oro, nozze di diamante…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Già i nomi sono preziosi, pensa se corrispondessero a gradini di perfezione coniugale!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E’ un gioco che può durare tutta la vita e oltre…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Si videro vecchi, seduti, come allora, uno vicino all’altro, a prendere l’ultimo sole del tramonto, con uno strano pulviscolo d’oro che li circondava, e non si sapeva se era la polvere sollevata dai bambini che giocavano intorno a loro o se era uno sfavillio che scendeva direttamente dalle nuvole attraversate dai raggi del sole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">E si sentivano in pace, come fossero la versione cristiana di Filemone e Bauci, in attesa della meritata metamorfosi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per creare i suoi occhi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 21:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e musica]]></category>

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		<description><![CDATA[PER CREARE I SUOI OCCHI di Angelo Branduardi Tutti sanno la storia della creazione. Soprattutto quella più nota. Prima Dio crea Adamo, ma lui trova da ridire sul fatto che tutti gli animali della terra non riescono a toglierlo dalla solitudine. Allora la Provvidenza divina lo completa facendogli trovare al suo fianco esattamente quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><em><span style="text-decoration: underline;">PER CREARE I SUOI OCCHI di Angelo Branduardi </span></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutti sanno la storia della creazione. Soprattutto quella più nota.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Prima Dio crea Adamo, ma lui trova da ridire sul fatto che tutti gli animali della terra non riescono a toglierlo dalla solitudine.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Allora la Provvidenza divina lo completa facendogli trovare al suo fianco esattamente quella di cui ha bisogno: la donna.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">E già che c’è la fa uno splendore. Almeno così appare agli occhi di Adamo che non può fare a meno di innamorarsi al primo sguardo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Perché Dio nel creare la donna ci ha pensato bene e l’ha fatta con tutti i particolari adeguati alla vita felice che le si prospetta. Perché solo essendo felice potrà rendere felice gli altri.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Per creare i suoi occhi camminò fino al mare</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         E al soffio del vento si fermò per pensare</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         “I capelli” Lui disse “con la sabbia farò</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Oro e argento prezioso per vederli brillare, </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         quando poi sulla spiaggia lei volesse danzare</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         con due ciottoli bianchi a lei piedi farò”</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Mentre il vento portava lontano le nubi</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         “La sua bocca”  pensò “la farò con il fiore</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Che su terre lontane tempo fa ho seminato</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Quarzo e perle preziose per crearle un sorriso</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Quando poi il suo mondo lei volesse abbracciare</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Con le onde del mare a lei mani farò”.</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Secondo questa poeticissima canzone sulla nascita del femminile, la materia di cui è composta è leggiadra e preziosa, delicata e solida come una roccia, morbida e avvolgente come il punto massimo della relazione, una relazione che non può che essere d’amore.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">                        <em>Ed agli uccelli in volo prenderò le piume</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                         Per crearle la pelle del viso e dei polsi.</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Certo, ben sappiamo quando il peccato, l’errore accaduto per sbaglio o voluto, possa deformare queste bellissime immagini, ma siamo grati a questa lirica che ci riconduce a ciò che senz’altro non si distanzia dall’intuizione originaria.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Per quanto la donna non sia stata pensata da Dio né come una fata, né come una strega, è capacissima di assumere entrambi gli aspetti, sapendo, col proprio tocco, trasformare in bene il quotidiano più anonimo, in casa muri che da soli non avrebbero significato, come in terribile monotonia il miracolo della vita e in tragedia le banalità più superabili.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Non è perfetta, no, la donna, né Dio l’ha posta accanto all’uomo per aiutarlo credendo che lo fosse.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Porta in se stessa le contraddizioni più forti</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">                        <em>E della gazzella avrà la dolcezza</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                        E la paura della lepre</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                        E il coraggio della tigre </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">E forse per questo è in grado di ricorrere alle risorse più estreme.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Per quanto bella, buona e capace, la donna da sola non ha molto senso, come l’uomo del resto.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Si perde, si deprime, si avvilisce, si confonde.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Diventa sciocca o troppo rigida, cerca disperatamente, anche se non lo sa, quella parte maschile di cui nessuna può affermare coscientemente di poter fare a meno.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Dato che la coppia è un’invenzione di Dio, una delle migliori direi, non vedo dunque motivo per sforzarsi tanto, come spesso oggi si fa, a dimostrare che se ne può fare a meno.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">                        <em>Ed io so bene che incontrando l’amore</em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                        Che per lei ho pensato </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>                        Senza esitare lo riconoscerà                    </em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Tutto sta qui, in questa parola magica: riconoscimento. Che ha la stessa radice di riconoscenza.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Per Chi non ci ha pensato da soli, perché non è da solo Lui, Dio amore trinitario, perché convinto che è molto meglio stare in compagnia.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Ma non è uguale se con questo o con quello.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Dio sa con chi. Perché è lui/lei che fa proprio per noi, che illumina il nostro esistere in un modo speciale.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Che ci fa capace di tutto ciò che di buono e santo (e allegro e frizzante) facciamo ogni giorno.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Un altro sarebbe uguale? Non credo! Anzi, è sicurissimo di no!</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Perché è una questione di DNA, di particelle che combaciano esattamente.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Di incontrare chi ti capisce e ti ama e sopporta i tuoi difetti perché alla fine gli sembrano quasi dei pregi.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">E allora spesso, in parte o del tutto, lo diventano davvero perché sotto il suo sguardo benevolo (che assomiglia così tanto incredibilmente a quello di Dio) diventiamo più belli, di dentro e di fuori.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;">Ma se gli uomini sono sinceri del tutto ammettano che il più delle volte devono questo punto d’arrivo (e sempre di assoluta partenza) alla capacità di una donna che ha visto giusto e che non era disposta a rischiare di perdere il grande tesoro che, un giorno, aiutata dagli occhi del suo Creatore, aveva scoperto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VII Incontro Mondiale delle Famiglie</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 21:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La coppia nella chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[La Famiglia: Il Lavoro e la Festa Il segreto di Nazareth. In questo villaggio della Galilea, Gesù vive il periodo più lungo della sua vita. Gesù diventa uomo: con il trascorrere degli anni attraversa molte delle esperienze umane per salvarle tutte: si fa uno di noi, entra in una famiglia umana, vive trent’anni di assoluto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: verdana,geneva;">La Famiglia: Il Lavoro e la Festa</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong><em>Il segreto di Nazareth</em>.</strong> </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">In questo villaggio della Galilea, Gesù vive il periodo più lungo della sua vita. Gesù diventa uomo: con il trascorrere degli anni attraversa molte delle esperienze umane per salvarle tutte: si fa uno di noi, entra in una famiglia umana, vive trent’anni di assoluto silenzio che diventano rivelazione del mistero dell’umiltà di Nazareth.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Il ritornello che apre il brano delinea con pochi tratti <em>il </em>«<em>segreto di Nazareth</em>». <em>È il luogo</em> <em>per crescere in sapienza e grazia di Dio</em>, nel contesto di una famiglia che accoglie e genera. «Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui». Il mistero di Nazareth ci dice in modo semplice che Gesù, <em>la Parola</em><em> che viene dall’alto</em>, il Figlio del Padre, si fa bambino, assume la nostra umanità, cresce come un ragazzo in una famiglia, vive l’esperienza della religiosità e della legge, la vita quotidiana scandita dai giorni di lavoro e dal riposo del sabato, il calendario delle feste. <em>Il «figlio dell’Altissimo» veste i panni della fragilità e della povertà</em>, è accompagnato dai pastori e da persone che esprimono la speranza di Israele. Il mistero di Nazareth, però, è molto di più: è il segreto che ha affascinato grandi santi, come Teresa di Lisieux e Charles de Foucauld.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Infatti, il ritornello di chiusura dell’episodio dice che Gesù «scese con loro e venne a Nazareth e stava loro sottomes­so. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età (maturità) e grazia davanti a Dio e agli uomini». Ecco il mistero profondo di Nazareth: Gesù, la Parola di Dio in persona, si <em>è immerso nella nostra umanità</em> per trent’anni. Le parole degli uomini, le relazioni familiari, l’esperienza dell’amicizia e della conflittualità, della salute e della malattia, della gioia e del dolore sono diventati linguaggi che Gesù impara per dire la<em> Parola</em><em> di Dio</em>. Donde vengono, se non dalla famiglia e dall’ambiente di Nazareth, le parole di Gesù, le sue immagini, la sua capacità di guardare i campi, il contadino che semina, la messe che biondeggia, la donna che impasta la farina, il pastore che ha perso la pecora, il padre con i suoi due figli. Dove ha imparato Gesù la sua sorprendente capacità di raccontare, immaginare, paragonare, pregare nella e con la vita? Non vengono forse dall’im­mersione di Gesù nella vita di Nazareth? Per questo diciamo che <em>Nazareth è il luogo dell’umiltà e del nascondimento</em>. La parola si nasconde, il seme scende nel grembo della terra e muore per portare come dono l’amore stesso di Dio, anzi il volto paterno di Dio. Questo è il mistero di Nazareth.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong><em>I legami familiari.</em></strong> </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;">Gesù vive in una <em>famiglia segnata dalla spiritualità giudaica e dalla fedeltà alla legge</em>: «I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa». La famiglia e la legge sono il contesto dove Gesù cresce in sapienza e grazia. La famiglia ebraica e la religiosità giudaica, una famiglia patriarcale e una religione domestica, con le sue feste annuali, con il senso del sabato, con la preghiera e il lavoro quotidiano, con lo stile di un amore di coppia puro e tenero, fanno comprendere come Gesù abbia vissuto a fondo la sua famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Anche noi cresciamo in una famiglia umana, dentro legami di accoglienza che ci fanno crescere e rispondere alla vita e a Dio. Anche noi diventiamo ciò che abbiamo ricevuto. Il <em>mistero di Nazareth è l’insieme di tutti questi legami</em>: la famiglia e la religiosità, le nostre radici e la nostra gente, la vita quotidiana e i sogni per il domani. L’avventura della vita umana parte da ciò che abbiamo ricevuto: la vita, la casa, l’affetto, la lingua, la fede. La nostra umanità è forgiata da una famiglia, <em>con le sue ricchezze e le sue povertà</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Tratto dal sito:</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva;"><a title="www.family2012.com" href="http://www.family2012.com/it/catechesi.php" target="_blank">http://www.family2012.com/it/catechesi.php</a></span></p>
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