Frammenti


Presentazione del testo

Presentiamo questo mese il primo dei libri che il dottor Gabriele Bonomi scrisse all’inizio della sua carriera, quando era ancora un giovane medico.
Allora non era ancora orientato, come accadrà ben presto, allo studio dei problemi legati alla sessualità coniugale e alla regolazione delle nascite.
La sua prima pubblicazione nasce dalla attenzione al malato, dalla consapevolezza del contrasto tra ciò che il medico vorrebbe e può fare per lui, dall’interrogarsi sul significato più profondo della malattia.
I suoi interessi si sono poi spostati, in risposta alle domande più urgenti che i suoi clienti e la società contemporanea gli ponevano, alla valorizzazione di tutto ciò che riguarda la vita , e la vita di amore in particolare.
Il legame che unisce questo testo alle successive pubblicazioni sta appunto nella ricerca di una vita nella sua pienezza, che riconosce in Dio la sua origine e la sua speranza.
Essendo questo libro ormai esaurito ne riporteremo mensilmente le pagine più interessanti, quelle che ci possono far riflettere specialmente sulla nostra identità di pellegrini in cammino, attraverso gioie e dolori, verso una pienezza di amore che “salga per la via della speranza fino alla sommità  dell’incontro amoroso con il Dio della salvezza.”
INTRODUZIONE

Avvicinare il malato, il sofferente, è avvicinare anzitutto un uomo – e questi è un mistero -, un uomo che nel suo intimo, più o meno coscientemente, è impegnato in un oscuro combattimento per il trionfo della vita e del bene.
Questo uomo è inoltre per vari motivi solo davanti al male, al suo male, che vive come se fosse parte integrante del suo essere.
Come aiutarlo? Tenendo presente quanto sia difficile un aiuto umano efficace, poiché il malato, o il sofferente, più di ogni altro, ha questa coscienza che, quando si tratta della sua vita, nessuno altro che lui può conoscerla, giudicare, dire una parola vera, mi è parso che la cosa migliore da farsi fosse di aprire il sofferente al colloquio con Dio, offrendogli una preghiera ispirata, la preghiera dell’«uomo universale» : i Salmi.
In essi ciascuno si ritroverà con i suoi timori, le sue tristezze, i suoi dolori, le sue speranze. Qui, a caratteri indelebili, ciascuno potrà trovare descritta tutta la sua grandezza e miseria di uomo, creato ad immagine di Dio e nello stesso tempo essere di carne, fragile, effimero, peccatore e sofferente.
I Salmi sono le più belle preghiere della Bibbia, il libro ispirato da Dio per rivelare agli uomini l’immensità del suo amore e della sua misericordia; sono soprattutto le preghiere che il Padre vuoi mettere sulle labbra dei suoi figli, le più espressive e le più efficaci, perché destinate ad essere esaudite.
Non ho però riportato i Salmi per intero, ma solo i versetti che a mio parere esprimono meglio le invocazioni a Dio di un’anima che soffre, lotta e domanda forza e soccorso, un’anima che vuoi vivere, combattere contro il male ma conosce per esperienza la propria incapacità e si rivolge quindi a Dio e s’affida totalmente a Lui.
Accanto alle preghiere sono stati posti anche dei pensieri che non vogliono essere un commento ai Salmi, anche se, a volte, possono aiutare a comprenderli e a penetrarli maggiormente, ma solo toccare alcuni temi cari ed utili per chi soffre.
Esposti in forma schematica e scarna, questi pensieri vogliono proporsi senza imporsi, suggerire, porre i problemi senza pretesa di esaurirli; vogliono infine come raggi di un sole primaverile poter essere per ciascuno un motivo di gioia, di speranza, di forza, di bene.
Queste pagine siano come tracce che indicano un cammino; esso dalle profondità e dal nulla della miseria umana ferita dal male, salga per la via della speranza fino alla sommità dell’incontro amoroso con il Dio della salvezza. È qui che si trova la gioia, unico frutto del distacco di sé e del possesso di Dio che empie tutta l’anima.
Se queste pagine saranno occasione alla grazia per muovere le nostre anime verso Dio, avranno realizzato il loro compito, perché «Se l’anima cerca Dio molto più il suo amato Signore cerca Lei; e se ella gli dirige i suoi desideri amorosi, Egli pure da parte sua le invia le sue divine ispirazioni e tocchi con cui l’attrae e la fa correre verso di Lui» (s. Giovanni della Croce).

Gabriele Bonomi

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