Fratello fuoco

Non era mai stata molto brava ad accendere il fuoco nel piccolo camino della loro casa in collina.
L’aveva fortemente voluto, perché da sempre simbolo di intimità e di calore, ma farlo funzionare era tutto un altro discorso!
Eppure ci si metteva di impegno.
Sovrapponeva con cura prima i legnetti più sottili e secchi, poi quelli più grossi, vicini ma non troppo, perché ci potesse passare l’aria, poi dava fuoco al tutto e soffiava, ma quasi sempre il tutto si spegneva miseramente riempiendo di fumo la stanza.
Ci voleva la mano di lui: vi piazzava dei grossi legni, presi dalla legnaia, che lei avrebbe giurato non si sarebbero mai accesi, e invece con poche sollecitazioni si lasciavano convincere a farsi lambire dalla fiamma e poi ad ardere fino a diventare incandescenti.
Questione di pratica, ma anche di fiducia: credere, senza troppa ansia, che il fuoco non si spegnerà, perché è fatto per divampare e aspettare che ciò avvenga.
“Laudato si mi Signore per frate focu”
Le suggerì lui, inserendosi nei suoi pensieri, davanti al caminetto che nessuno ormai più accendeva.
“ Frate focu è bello e robustoso e forte, riscalda il cuore ed illumina la mente.
Proprio quello di cui hai bisogno tu, qualcosa che ti riscaldi il cuore e metta in movimento la vita che porti dentro ed è come intorpidita.
Fare ardere il cuore! E’ più difficile che accendere il fuoco nel camino, ci vuole il soffio speciale dello Spirito, come quello che investì i discepoli di Emmaus, quando sentirono, dal loro cuore che ardeva, che Lui era vivo e presente in mezzo a loro e ripresero a credere e a vivere insieme a Lui.
E poi bisogna diffonderlo il fuoco, altrimenti che fuoco sarebbe se non fosse in grado di propagarsi e suscitare altri incendi?
Vedi? Nella Comunione dei Santi, in cielo e in terra, si verifica proprio questo: un incendio di amore che si propaga da un’anima all’altra, da un cuore all’altro, in una dimensione che è destinata ad allargarsi, nel tempo e nello spazio fino al Paradiso.
A questo fuoco si può riscaldare chi si è intiepidito e la fiamma di chi ti è più amico ti riscalda di più.
Senti come è viva la mia fiamma e come è felice di brillare vicino a te, tanto da unirci in un solo luminoso abbraccio!
Devi imparare a vivere questa realtà, che sfugge agli occhi di più, devi esercitarti a riconoscerla e a goderne, sviluppando e affinando, nel silenzio e nell’ascolto, i nostri sensi spirituali.
“Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono!”
Gesù, sulla terra, è stato bravissimo a guarire i ciechi e i sordi.
Ha aperto gli occhi e le orecchie a chi glielo chiedeva con fede.
Ora sembra che si abbia paura a chiedere, eppure è il rapporto più naturale che un figlio possa avere verso il proprio padre, quello che gli fa chiedere aiuto e la gioia del padre è quella di soccorrerlo.
Chiediamo insieme con insistenza di essere illuminati sulla Comunione dei Santi, di “vederla” nelle sue manifestazioni di misteriosa realtà.
Credi con forza nella sua verità e chiedi con forza di esserne partecipe.”
“Non ne sono capace!” disse lei triste.
“Non sai quante volte ho provato a cercare, al di là delle cose visibili, quelle invisibili.
La faccia della mia vicina di casa, che non conosco più di tanto, mi risulta più reale dei volti di coloro che amo e che non vedo.
La Comunione dei Santi è una realtà che mi attira, ma rimane per me un sogno pieno di nostalgia.”
“E’ già qualche cosa” disse lui conciliante “ma questo è solo l’inizio e certo non riuscirai da sola a raggiungerne la piena consapevolezza, occorre un lavoro di squadra: tu, io e lo Spirito Santo.
Chi sarà più bravo? Certamente lo Spirito, ma anch’io posso far la mia parte, e tu la tua.
Pensa che la Trasfigurazione, là, sul monte Tabor, non è stata altro che la manifestazione improvvisa e folgorante di una realtà solitamente nascosta ai nostri occhi.
Anche a Pietro, che ne era rimasto incantato, non è stato concesso di continuarla.
Bisogna prima passare attraverso la morte.
Credi tu che io sono in questa realtà luminosa che ti aspetta, anche se rimane velata?
Senti che cosa fa dire Cicerone al re Ciro, vicino a morire, per consolare i suoi figli:
“Neppure quando ero con voi vedevate la mia anima, ma capivate che essa era in questo corpo dalle cose che facevo. E dunque credete che la medesima anima esista anche se non la vedrete affatto”
E siamo tra pagani che non conoscevano ancora Cristo!
Dobbiamo educarci a scoprire questo commercio di anime che ci circonda e a riconoscerle dalle cose buone che fanno per noi.
L’arma formidabile è la preghiera, non quella fatta di parole, ma quella che ci apre il cuore a Dio, che non chiede altro che entrarvi.
Lì devi dargli spesso appuntamento e vedrai che insieme a Lui ci sono anche tutti i suoi Santi.
E io rivendico il diritto di entrarvi per primo, perché so che lì tu mi aspetti.
Il tuo cuore a poco a poco si allargherà, forse ti farà un po’ male, ma ogni preghiera, ogni slancio di amore, servirà ad alimentare un fuoco che arde e non si spegne, illumina e riscalda.
Proprio come il fuoco del nostro camino, proviamo ad accenderlo insieme?”

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