I Bambini chiassosi

Dopo aver protestato contro lo zelo dei discepoli :”Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite”, Gesù  pronunzia una dichiarazione solenne che li trasforma in maestri della fede.

Dice infatti: “A chi è come loro appartiene il regno di Dio.

In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’ accoglie un bambino, non entrerà in esso.”

L’esemplarità del piccolo non è da cercare tanto nell’innocenza, a cui non si accenna.

Aveva ragione sant’Agostino quando nelle sue Confessioni affermava che “Innocente è la fragilità delle membra infantili, ma non è innocente l’animo.

Il bambino ha l’impronta del peccato e lo dimostra col suo egoismo, con le sue piccole cattiverie e malizie.

Quello che Gesù esalta in lui è, invece, la fiducia.

Infatti, il bambino mette sereno la sua manina in quella del padre, si abbandona alle braccia della madre, non  calcola e non sospetta come facciamo noi adulti.

Per Cristo il regno di Dio deve essere accolto così, con purezza di cuore, cioè con la fiducia che fa scegliere la strada indicata da Dio stesso.

In questa luce noi adulti dobbiamo spogliarci del nostro modo di vedere, di pensare e di agire sempre proiettato a un interesse, dobbiamo affidarci più spesso al Padre celeste.

Una rappresentazione incisiva di questo atteggiamento di fede è da cercare nel Discorso della montagna, ove per ben sei volte risuona l’appello a “non affannarsi” per le cose e per la stessa vita, ma ad abbandonarsi al “Padre celeste che sa ciò di cui avete necessità.”

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