I colori dell’amore

Erano centinaia le coppie venute a celebrare col Vescovo la festa annuale dei fidanzati.
A ognuna gli organizzatori avevano dato un fazzoletto colorato.
Con i sei colori dovevano formarsi altrettanti gruppi, incaricati di formulare ciascuno una domanda.

Fu così che gli interrogativi dei fidanzati mi raggiunsero come “suoni colorati”: il rosso mi domandò come l’amore potesse essere sempre vivo.
Il colore del sangue e del fuoco – risposi -, colore della vita che scorre e del calore che riscalda, ci aiuta a capire come la bellezza e la durata dell’amore siano legate alla vita che vi si investe, all’ardore con cui lo si vive e al prezzo che si è pronti a pagare per esso.

Il bianco mi chiese chi potesse dare a una coppia, formata da creature fragili e limitate, la forza di un simile amore: mi venne naturale dire che come il bianco è il colore della luce, che tutto abbraccia facendo risaltare la forma di ogni cosa, così l’amore che ci avvolge e dà a ciascuno la consistenza dei propri doni e delle proprie capacità è l’amore di Dio. Presente Lui nel rapporto di coppia, invocata e accolta la Sua luce, non mancherà la forza di amare.

Il giallo mi domandò se l’amore potesse essere eterno: il colore dell’oro, risposi, rimanda allo splendore di Dio, che solo può garantire l’eternità del dono reciproco fra i due. Più la coppia è unita a Lui, docile al Suo Spirito di santità, più l’amore è anticipo di eternità.

L’azzurro mi chiese come può esprimersi al meglio l’amore nella vita di coppia: colore del cielo, continuamente cangiante, ma sempre abissalmente profondo, l’azzurro fa pensare a un rapporto sempre nuovo, che sa passare dalle nuvole al sole dorato, dai colori roventi dell’aurora e del tramonto a quelli del meriggio o della notte, senza perdere mai la profondità, cui attingere e da cui far scaturire la linfa del dono reciproco, radicato nell’amore eterno.

Il verde mi domandò come si potesse guardare avanti con fiducia nella vita insieme: colore della speranza, dissi, contiene in sé la risposta. Un amore che non spera non è neanche amore: la speranza è l’amore proiettato in avanti, è la dilatazione del dono reciproco al tempo che verrà, ed è tanto più affidabile, quanto più è radicata nelle sorgenti eterne, che ci danno il coraggio e la forza di amare.

Infine, il rosa mi chiese come vanno vissute le relazioni di coppia per crescere e perseverare nell’amore: colore della mitezza – risposi – indica da sé la risposta, che punta sul rispetto reciproco, sulla capacità di rapportarsi l’uno all’altro con la disponibilità ad ascoltarsi e comprendersi.

Ai fidanzati piacque questa tavolozza dell’amore, tanto che chiesi ad ognuno di scegliere ed indicare all’altro il colore in cui più si ritrovava: ne venne fuori un arcobaleno, che mi fece pensare a quanto sia vario e ricco il mondo delle relazioni di coppia, ma anche a come – per essere autentico – esso debba muoversi su alcune note di fondo, la profondità, la fedeltà, il ricorso ad un amore più grande, che non ci abbandonerà mai.

Il settimo colore era la somma di tutti, il loro canto fermo, la loro armonia, più forte di ogni lacerazione: il colore della luce, quello di una vita unificata in tutti i suoi rapporti dall’amore.

Lascia un Commento

Sottoscrivi senza commentare