Il ciliegio

IL CILIEGIO di Angelo Branduardi

Ogni coppia ha il suo modo personalissimo di amarsi. Ne ha il diritto e a niente possono valere i giudizi o le ingerenze degli altri.

Anche per Maria e Giuseppe accadde così, fuori dagli schemi, senza che al mondo sembrasse sensato che un uomo probabilmente già avanti con gli anni prendesse una ragazzina (anche se allora si usava, e anche oggi, ma l’uomo anziano deve essere molto ricco e la ragazza molto scaltra!), con un figlio letteralmente piovuto dal cielo, da custodire alla bell’e meglio, facendo tutti gli sforzi possibili per tenerlo fuori dai guai, senza riuscirci.

                                    Già ero vecchio e stanco,
                                    per prenderla con me
                                    e il sorriso della gente
                                    di nascosto accompagnò
                                    il mio andare verso casa
                                    e l’inverno viene già.

Eppure loro si amano, non si sono uniti per convenienza, per volere dei genitori di lei, per riparare a una gravidanza inattesa e inspiegabile.

Il cuore di Giuseppe è tutto rivolto verso la grazia e la bellezza di Maria e si commuove mentre la guarda farsi donna, con la spontaneità e la decisione della giovinezza.

                                    Lei era la più bella
                                    Che avessi visto mai
                                    Sorrideva tra le ciglia
                                    E il mio cuore riscaldava
                                    Era l’ultimo mio fiore
                                    E l’inverno viene già.

Ma è difficile avere fiducia di fronte al mistero. C’è sempre un momento tra due persone in cui viene richiesto un atto di fede, l’accettazione anche senza capire di qualcosa che riguarda l’altro, che al momento sembra un ostacolo enorme al nostro desiderio di amore. Sembra che il nostro paradiso sia distrutto, che la vita ci ponga di fronte a una prova che va oltre alle nostre possibilità umane.

Allora la tentazione di fuggire è enorme, la voglia di darsi per vinti, di rimangiarsi tutte le promesse, schiacciati da quella “cattiva sorte” che ci sembra esserci caduta addosso e che ha infranto tutti i nostri sogni.

A Giuseppe deve essere successa una cosa del genere, quando ha dovuto fare i conti con una verità a lui troppo scomoda, un figlio non suo, una responsabilità che non aveva affatto voglia di prendersi, la paura di passare per stupido di fronte a tutti.

Ciò che per Maria era naturale e giusto, a Giuseppe appariva assurdo e ingiustificabile.

Branduardi, riprendendo una ballata medievale, descrive poeticamente questo terribile conflitto, da noi troppo superficialmente sottovalutato, a fronte del dono al mondo del Redentore.

Immagina Giuseppe come un giardiniere che ha una grande pianta di ciliegio, che dà frutti al momento in cui lui scopre la maternità di Maria.

                                    Poi anche il mio ciliegio
                                    A suo tempo maturò
                                    Lei venne un mattino
                                    A chiedermene i frutti
                                    “Devo aver quelle ciliegie
                                    Perché presto un figlio avrò!”                     

Il desiderio così semplice di Maria, che ha voglia di ciliegie, come una qualunque donna incinta, si scontra con lo stupore e il dolore di Giuseppe che si sente tradito in ciò che aveva di più caro. E di più sicuro. Mai avrebbe dubitato di Maria. Ed ecco, aveva sbagliato a fidarsi!

                                    Io guardavo le sue guance
                                    Più bella era che mai
                                    E sentivo dentro me
                                    Già crescere la rabbia.
                                    “Chiedi al padre di tuo figlio
                                    Di raccoglierle per te”. 

Se un altro si è insinuato a tal punto nel cuore di Maria da renderla infedele, Giuseppe non ha possibilità di combattere.

Si dà per vinto, ma non vuole neppure lasciarsi prendere in giro.

Che il padre del bambino si occupi di lui e della madre. Non starà certo lì a tappare i buchi.

E invece è proprio quello che farà,  non appenala Volontàdivina gli sarà manifesta e anche lui capirà di essere coinvolto in un grande disegno di salvezza.

Non sappiamo quanto Maria si sia spaventata per la reazione di Giuseppe.

Per quanto sicura della sua posizione, non è detto che non abbia avuto timore di essere abbandonata e di dover da sola portare nel suo seno il dono ricevuto.

Forse però la fiducia in Dio e nel suo uomo l’avranno preservata da qualunque preoccupazione.

                                    Sorridendo come sempre
                                    Le spalle mi voltò
                                    E la vidi in mezzo al prato
                                    Verso l’albero guardare

Invece la fede di Giuseppe ha bisogno di un segno ( e in effetti possiamo proprio capirlo!).

Nel vangelo c’è scritto che lo stesso angelo Gabriele che ha annunciato a Maria la nascita del Salvatore attraverso di lei, tornerà da Giuseppe per rassicurarlo e confermarlo nella sua decisione di stare accanto alla donna che ama.

Di fronte a un gesto miracoloso, la diffidenza e la paura di Giuseppe di essere stato ingannato dalla sua sposa scompariranno.

Qui nella canzone è il ciliegio il messaggero di Dio

                                    Fu il ramo suo più alto
                                    Che il ciliegio chinò
                                    Ed il padre di suo figlio
                                    Così l’accontentò

Ora, noi possiamo stare certi che una simile prova di coraggio e di fedeltà non ci sarà richiesta, ma forse troveremo nel percorso del nostro rapporto di coppia uno scoglio che, al momento potrà sembrarci, altrettanto insuperabile.

Chiediamo un segno e lo riceveremo.

Dio è sempre al nostro fianco per aiutarci a non perdere neppure una goccia della grazia che, attraverso l’amore reciproco, ci ha regalato.

E poi saremo felici, una volta ritrovata la via, di non esserci persi d’animo, lasciando che la delusione e la paura di non essere all’altezza delle difficoltà della vita ci portassero via tutta la nostra gioia.

 

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