L’identità e la missione della famiglia cristiana nella Chiesa e nella società

Si legge, a riguardo, nella Familiaris Consortio: ”La famiglia cristiana è inserita a tal punto nel ministero della Chiesa da diventare partecipe, a suo modo, della missione di salvezza propria di questa [...] perciò i coniugi non solo ricevono l’amore di Cristo, diventando comunità salvata, ma sono anche chiamati a trasmettere ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando comunità salvante.”

Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica è chiaro in proposito:
«Due altri sacramenti, l’ordine e il matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del popolo di Dio».

E, riprendendo gli insegnamenti del Concilio, sottolinea che “in questi sacramenti, coloro che sono già stati consacrati mediante il battesimo e la confermazione per il sacerdozio comune di tutti i fedeli, possono ricevere
consacrazioni particolari. Coloro che ricevono il sacramento dell’ordine sono consacrati per essere posti, in nome di Cristo, a pascere la chiesa con la Parola e con la grazia di Dio (LG, 11).

Da parte loro, i coniugi cristiani sono corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato (GS n. 48)”.
Per tal motivo possiamo dire, riguardo al matrimonio, che esso non è un sacramento per gli sposi, ma degli sposi per la comunità.
Anche se quello familiare rimane l’ambito primario in cui il sacramento del matrimonio si realizza, in quanto luogo in cui esso viene continuamente celebrato (chiesa domestica), non per questo la famiglia può chiudersi e limitarsi a se stessa.
C’è, dunque, una specie di “dovere di impegno” nei confronti della Chiesa-comunità in quanto ogni famiglia appartiene a questa più grande famiglia (con il battesimo siamo stati inseriti in essa per sempre), ed in essa è inserita e vive.

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