La coppia genitoriale

Dunque il bambino è nato nel primo pomeriggio di un bel giorno di estate e, prima di sera, lo si può già vedere fare il suo ingresso nella chiesa per essere battezzato.
Anche in questa occasione ha avuto la meglio la ferma posizione di lei che da tempo aveva deciso così; non le sarebbe sembrato infatti di aver dato veramente alla luce il suo bambino fino a che fosse rimasto ancora nell’ombra del peccato originale.
Lo voleva subito rivestito di quella veste candida che gli aveva confezionato con cura, insieme al corredino da neonato.
E, come al solito, non le importava che i parenti (il padre per primo) fossero un po’ sconvolti, che non ci fosse il tempo necessario per fare inviti e festeggiamenti, che lei fosse tutta stordita e dolente per il parto travagliato, voleva che suo figlio fosse cristiano, e cristiano subito!
Come per il matrimonio, così per il battesimo, veniva tolto via tutto il superfluo della cerimonia, per raggiungere con maggior efficacia e velocità l’essenziale, senza curarsi troppo dei commenti della gente.
Forse qui sta il segreto della armonia di coppia, quando due persone, che non sono perfette e nemmeno pensano sempre allo stesso modo su tutte le cose, si accordano semplicemente nel darsi fiducia l’un l’altro e possono così fare tranquillamente le proprie scelte, nella ricerca condivisa di una perfezione.
Questa è la loro forza: sapersi accettati ed amati anche quando non tutto è chiaro a tutti.
Bisogna dire  che questa forza è anche un pericolo: si può fare un sacco di errori quando si è complici l’uno dell’altro, indipendentemente dalle opinioni comuni e dai dettami del buon senso, ma vi è una specie di ebbrezza nel sentirsi liberi di lanciarsi in esperimenti di vita che da soli non si sarebbero mai tentati, una rivelazione di potenzialità nascoste che genera entusiasmo e gioia.
Tutto questo ha un valore particolare nei confronti della educazione dei figli.
Certamente per essi deve esistere una profonda concordanza di base sul progetto educativo, ma nel suo svolgimento si deve anche essere pronti ad affrontare gli inevitabili problemi con le capacità e l’impegno dei singoli genitori.
Ognuno getta nel difficile compito educativo ciò che gli è proprio, che gli deriva dalla sua formazione, dalla sua storia e dalla sua forma mentale.
Vengono fuori le abitudini, le regole che sono state apprese da bambini e che sembra giusto usare come strumento educativo, se sono considerate positive,oppure che vengono rifiutate decisamente e stravolte se hanno pesato negativamente sulla propria infanzia.
Che cosa farà ora la nostra coppia, come si muoverà come coppia genitoriale?
Dopo il primo figlio, infatti, ne verrà una seconda, e poi un terzo e una quarta, felicemente adottata, e, per ciascuno, si inizierà un cammino nuovo, con svolte spesso imprevedibili, e per ciascuno si riproporrà il problema di fondo di dare la migliore educazione possibile.
Si punterà decisamente sui valori più alti, sottovalutandole spesso le difficoltà e forse, in seguito, ci si domanderà se si è esercitata in giusta misura la virtù della prudenza, ma sempre rimarrà il conforto di aver agito secondo i dettami di una buona coscienza.
E i figli?  Come reagiranno di fronte alla corsa ad ostacoli loro proposta?
I figli si adegueranno più o meno spontaneamente,a volte un po’ perplessi, confrontandosi con i loro compagni e con le abitudini del mondo, ma sostanzialmente fiduciosi nella positività del loro ambiente familiare, imbevuto irrimediabilmente di Dio.

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