La costruzione di un amore

LA COSTRUZIONE DI UN AMORE di Ivano Fossati 

Intanto questa bellissima e tremenda canzone, di Ivano Fossati ma magistralmente interpretata da Mia Martini, comincia a insinuare in noi ingenui innamorati l’idea che l’amore è una faccenda da costruire e che si fa una gran fatica.

Concetto non marginale, su cui sarebbe buona cosa soffermarsi di più, non solo quando qualcosa non funziona e quando tutto lo zucchero di una relazione d’amore sembra spazzato via e resta l’amaro in bocca di trovarsi tra le mani un fallimento.

Almeno qui siamo avvertiti fin dall’inizio:

                                   La costruzione di un amore

                                   Spezza le vene delle mani

                                   Mescola il sangue col sudore

                                   Se te ne rimane

L’amore ci viene donato, è vero, ci arriva come un fulmine a ciel sereno, ci investe come un tornado, ma non ci permette di rimanere tramortiti a lungo e ci chiede, per sopravvivere a tutte le intemperie della vita, che riprendiamo al più presto il timone della nostra vita, ormai condivisa con chi amiamo, e ci mettiamo in gran fretta a porre pietra su pietra per costruire una bella casa dove il nostro amore trovi rifugio.

Il materiale ci viene dato, non ce lo possiamo inventare, ma le mani sono le nostre, l’impegno e il progetto lo disegniamo insieme e lo vogliamo vedere realizzato.

Altrimenti

                                    La costruzione di un amore

                                   Non ripaga del dolore

                                   è come un altare di sabbia in riva al mare

Quanti amori di sabbia abbiamo visto intorno a noi e forse abbiamo sperimentato in prima persona.

Non c’è nulla di più insicuro ed effimero.

Ci avremo messo lo stesso fatica e speranze, ma alla prima ondata di un mare troppo vicino, per quanto romantico e affascinante, tutto potrebbe crollare.

Poi sarebbe inutile disperarsi e cercare sulla spiaggia umida di lacrime salate i resti di qualcosa che ci sembrava capace di ergersi per l’eternità.

Sarà meglio che ci mettiamo di buona lena e cerchiamo, per il nostro amore, dei bei mattoni solidi, se non addirittura del cemento armato (almeno per le fondamenta!).

                                    La costruzione del mio amore

                                   Mi piace guardarla salire

                                   Come un grattacielo di cento piani

                                   Come un girasole.

Se partiamo bene, con una buona base (e qui avremmo dei suggerimenti, ma ve li lasciamo intuire), allora non abbiamo da stupirci se la forza dell’amore si dimostrerà talmente prorompente da non accontentarsi e da voler diventare un grattacielo di cento piani.

Spesso sembra che ci basti il minimo, per vivere, che non vogliamo chiedere di più, invece già che ci siamo, tanto vale osare e lanciarsi in grandi opere con l’intenzione di farne dei capolavori.

Un palazzo che svetta contro il cielo, forte e capace di accogliere tanta vita, ma con la bellezza e la purezza di un fiore che prende dal Sole la vitalità e l’energia per esistere, che segue con lo sguardo il Suo volgersi alla terra e raccoglie con umiltà e gratitudine i Suoi doni.

                                    Ed io ci metto l’esperienza

                                   Come su un albero di Natale…

                                   E ad ogni piano c’è un sorriso

                                   Per un inverno da passare

                                   Ad ogni piano un Paradiso

                                   Da consumare

Qui abbiamo qualche suggerimento circa ciò che ci serve per costruire questo amore e farlo alto fino al cielo: sorrisi, esperienze e Paradiso.

Potremmo provare a tradurli, chiedendo scusa all’autore se la nostra interpretazione fosse troppo libera e discordante dai suoi intenti reali (ma non si può mai sapere) con : buon umore, concretezza e capacità di imparare da ciò che si sia vissuto precedentemente, e infine possibilità di gustare ciò che di eterno e di sublime ogni amore comporta, uno spicchio di Paradiso che ci rassicura che esso esiste ed è proprio confacente a noi.

                                    E intanto guardo questo amore

                                   Che si fa più vicino al cielo

                                   Come se dopo tanto amore

                                   Bastasse  ancora il cielo.

                                   E tutto ciò mi meraviglia

                                   Tanto che se finisse adesso

                                   Lo io chiederei

                                   Che mi crollasse addosso.

L’amore cresce e diventa celeste. Non vuol dire questo che si stacca dalla realtà terrena, ma piuttosto la riunisce con il suo punto d’arrivo, senza che nulla di ciò che esiste concretamente per noi uomini venga sacrificato a una visione spiritualista e astratta.

Ci avviciniamo al cielo per capire quanto tutto venga compreso in una prospettiva completa e comune.

L’amore è un luogo privilegiato per capirlo, anche se a volte solo a sprazzi, anche se ricadere nella delusione del fallimento ci diventa intollerabile.

Non si può aver assaggiato le beatitudine e accettare di esserne privati.

Per questo siamo avvertiti: la perdita dell’amore è un crollo verticale che può portaci alla disperazione. Al punto di non avere più le forze per volerci rialzare.

E’ un rischio che va corso, perché si cade da molto in alto.

Ma non può esserci nessun motivo che possa impedirci di tentare.

 

Lascia un Commento

Sottoscrivi senza commentare