La dimensione mistica della vita coniugale

Il libro del mese di settembre


La riflessione dell’Autore ha innanzitutto il merito di sottolineare come l’apertura dell’essere umano all’altro, il movimento essenziale dell’io verso il tu, su cui si innesta il rapporto dei coniugi, non sia propriamente un rapporto tra due, i quali, come tali, sono destinati a rimanere due. Sotto il medesimo profilo, dunque, non v’è dubbio che il matrimonio non soddisfi l’esigenza mistica per eccellenza, ovvero l’esigenza di unità.
Ma il fatto è proprio che il rapporto coniugale può essere vissuto come rapporto spirituale, ovvero ove l’elemento fondamentale è il legame, nexus, che unisce i due, cioè l’amore-spirito, appunto.
La realtà dello Spirito come amore che lega i termini Padre e Figlio e costituisce perciò la Trinità è un dato essenziale della tradizione cristiana (basti pensare ancora Agostino, col suo De Trinitate).
L’esperienza mistica non è, come giustamente l’Autore sottolinea, un’esperienza di cose eccezionali, ma è, propriamente parlando, l’esperienza dello spirito, ossia di una realtà che non si coglie come cosa, ma che sussiste proprio in quanto movimento e vita.
L’unità che la mistica cerca non è perciò una sorta di immota fusione con l’Uno-Tutto, ma, come la tradizione cristiana sottolinea, unitas spiritus, unità dello spirito e nello spirito, ossia movimento e vita che si realizzano nel rapporto d’amore.
Niente di nuovo e straordinario perciò v’è, sotto questo aspetto, nelle pagine che seguono: l’Autore non ha difficoltà a sostenere che l’esperienza mistica è la vita nello spirito, la vita nell’amore, che è Dio, per cui il ritmo ternario del rapporto uomo-donna nello spirito è lo stesso della vita intratrinitaria.
Il secondo e più rilevante merito del lavoro che presentiamo è la sottolineatura della mistica come esperienza costante, quotidiana, dell’uomo nella sua condizione più naturale, come è appunto quella coniugale – ove naturale, ovviamente, non è opposto a soprannaturale, ma indica soltanto la dimensione più comune e consueta dell’essere umano.
La chiesa non è un luogo più santo del focolare, e cantare salmi non è più meritorio che mungere la vacca nella stalla, scriveva Meister Eckhart, perché quel che conta è lo spirito che si pone nell’atto, e nello spirito ogni istante viene trasfigurato come divino, il presente diventa l’eterno.
Sotto questo profilo non v’è dubbio che la vita coniugale richieda, anzi, esiga, quel riconoscimento pieno della sua potenzialità spirituale, mistica, che l’Autore va sostenendo con argomentazione efficace, anche in conformità a quel che sembra una tendenza importante del cristianesimo del nostro tempo.

Marco Vannini
Docente di Storia della Mistica

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Indice del libro
Prefazione
Introduzione

PARTE PRIMA
I La Mistica
Ciò che non è
Ciò che è
II Una esperienza universale
Ogni uomo è religioso
Ogni uomo è restaurato da Cristo
III Dai molteplici volti
La mistica è legata alla religiosità
I vari volti della mistica cristiana

PARTE SECONDA
I La Coniugalità
Lo statuto della coppia
Un sistema relazionale triadico
II Una manifestazione del divino
Una natura analoga
Un supporto divino
III Una dimensione mistica
Un rimando al divino
Una esperienza di vita divina

PARTE TERZA
I La mistica coniugale
Una vita coniugale modulata su Dio-Trinità
La stessa struttura comunionale di Dio
Addenda
La metafora della sponsalità non si adegua alla coniugalità
II I suoi percorsi
La mistica esige itinerari mirati
Percorso sacramentale
Percorso di conversione
Percorso di rinascita
III I suoi mezzi
Le modalità attinenti alla coppia
Silentium mysticum
In-stasi
Lectio divina
Collatio

Post-factum
Un auspicio

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