La famiglia anima la società

1.       Avete inteso che fu detto… Ma io vi dico.
Perché educare i nostri figli alla generosità, all’accoglienza, alla gratitudine, al servizio, alla solidarietà, alla pace, e a tutte quelle virtù sociali così importanti per la qualità umana del loro vivere? Quale vantaggio ne traggono? Forse non c’è crescita di ricchezza, di prestigio, di sicurezza. Eppure è solo coltivando queste virtù che gli uomini hanno un futuro sulla terra. Esse crescono grazie alla perseveranza di coloro che, come i genitori, educano le nuove generazioni al bene. Il messaggio cristiano ci incoraggia a qualche cosa di più grande, di più bello, di più rischioso e di più promettente: l’umanità della famiglia, grazie a quella scintilla divina in essa presente e che nemmeno il peccato ha tolto, può rinnovare la società secondo il disegno del suo Creatore. L’amore divino ci sprona sulla via dell’amore del nemico, della dedizione per lo sconosciuto, della generosità oltre il dovuto. La famiglia partecipa della sovrabbondante generosità del nostro Dio: perciò può guardare più lontano e vivere una gioia più grande, una speranza più forte, un più grande coraggio nelle scelte.

Molte delle parole di Gesù riportate nei vangeli illuminano la vita familiare. Del resto, la sua sapienza a riguardo della vita umana è cresciuta grazie al clima familiare in cui ha trascorso gran parte della sua esistenza: lì ha conosciuto il variegato mondo degli affetti, ha sperimentato l’accoglienza, la tenerezza, il perdono, la generosità, la dedizione. Nella sua famiglia ha constatato che è meglio dare piuttosto che pretendere, perdonare invece di vendicarsi, offrire piuttosto che trattenere, spendersi senza risparmiare la propria vita. L’annuncio del Regno da parte di Gesù nasce entro la sua diretta esperienza di famiglia e investe tutte le relazioni, partendo proprio da quelle familiari, illuminandole di nuova luce e dilatandole oltre i confini della legge antica. Gesù invita a superare una visione egoistica dei legami familiari e sociali, ad allargare gli affetti oltre il ristretto cerchio della propria famiglia, affinché divengano lievito di giustizia per la vita sociale.

La famiglia è la prima scuola degli affetti, la culla della vita umana dove il male può essere affrontato e superato. La famiglia è una risorsa preziosa di bene per la società. Essa è il seme dal quale nasceranno altre famiglie chiamate a migliorare il mondo. Può però accadere che i legami familiari impediscano di sviluppare il ruolo sociale degli affetti. Succede quando la famiglia sequestra per sé energie e risorse, chiudendosi nella logica del tornaconto familiare che non lascia alcuna eredità per il futuro della società.

Gesù vuole liberare la coppia e la famiglia dalla tentazione di rinchiudersi in se stessi: «Se amate quelli che vi amano… se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?». Con parole rivoluzionarie, Gesù ricorda ai suoi uditori l’«antica» somiglianza con Dio, invitandoli a dedicarsi agli altri secondo lo stile divino, oltre i timori e le paure, oltre i calcoli e le garanzie di un proprio vantaggio.

Meravigliando chi lo ascolta, Gesù insegna come sia possibile essere figli a somiglianza del Padre. Egli ci sottrae al torpore della rassegnazione e dell’egoismo e con forza ci dice che amare il nemico e pregare per chi ci perseguita è alla nostra portata, che possiamo sradicare la violenza dal nostro cuore perdonando le offese, che la nostra generosità può superare la logica economica del semplice scambio.

2.       Siate figli del Padre vostro che è nei cieli.
Gesù chiede questo stile di vita singolare e rivela così che gli uomini sono destinati proprio a queste altezze. Confida nell’insegnamento che le famiglie, per disegno di Dio, sono in grado di offrire sulla via del suo amore.

In famiglia si educa a dire «grazie» e «per favore», a essere generosi e disponibili, a prestare le proprie cose, a dare attenzione ai bisogni e alle emozioni degli altri, a considerare le fatiche e le difficoltà di chi ci sta vicino. Nelle piccole azioni della vita quotidiana il figlio impara a stabilire una buona relazione con gli altri e a vivere nella condivisione. Promuovere le virtù personali è il primo passo per educare alle virtù sociali. In famiglia s’insegna ai piccoli a prestare i loro giocattoli, ad aiutare i loro compagni a scuola, a chiedere con gentilezza, a non offendere chi è più debole, ad essere generosi nei favori. Per questo gli adulti si sforzano nel dare esempio di attenzione, dedizione, generosità, altruismo. Così la famiglia diventa il primo luogo dove si impara il senso più vero della giustizia, della solidarietà, della sobrietà, della semplicità, dell’onestà, della veracità e della rettitudine, insieme a una grande passione per la storia dell’uomo e della polis.

I genitori, come Giuseppe e Maria, si stupiscono nel vedere i figli affrontare con sicurezza il mondo adulto. I figli rivelano talora di poter essere maestri sorprendenti anche per gli adulti: «Lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte» (Lc 2,46-47). Come la famiglia di Nazareth, così ogni famiglia consegna alla società, attraverso i propri figli, la ricchezza umana che ha vissuto, compresa la capacità di amare il nemico, di perdonare senza vendicarsi, di gioire dei successi altrui, di dare più di quanto richiesto…

Anche in famiglia, infatti, avvengono divisioni e lacerazioni, anche in essa sorgono i nemici, e il nemico può essere il coniuge, il genitore, il figlio, il fratello o la sorella … In famiglia, però, ci si ama, si desidera sinceramente il bene degli altri, si soffre quando qualcuno sta male, anche se si è comportato da «nemico», si prega per chi ci ha offeso, si è disposti a rinunciare alle cose proprie pur di fare felici gli altri, si comprende che la vita è bella quando è spesa per il loro bene.

La famiglia costituisce la «prima e vitale cellula della società» (FC 42), perché in essa si impara quanto importante sia il legame con gli altri. In famiglia si avverte che la forza degli affetti non può rimanere confinata «tra di noi», ma è destinata al più ampio orizzonte della vita sociale. Vissuti solo entro il piccolo nucleo familiare gli affetti si logorano e invece di dilatare il respiro della famiglia, finiscono per soffocarlo. Ciò che rende vitale la famiglia è l’apertura dei legami e l’estensione degli affetti, che altrimenti rinchiudono le persone in gabbie mortificanti!

3.       Il Padre tuo… vede nel segreto.
La custodia dei legami e degli affetti familiari è meglio garantita quando si è buoni e generosi con le altre famiglie, attenti alle loro ferite, ai problemi dei loro figli per quanto diversi dai nostri. Tra genitori e figli, tra marito e moglie, il bene aumenta nella misura in cui la famiglia si apre alla società, prestando attenzione e aiuto ai bisogni degli altri. In questo modo la famiglia acquisisce motivazioni importanti per svolgere la sua funzione sociale, divenendo fondamento e principale risorsa della società. La capacità di amare acquisita supera spesso le necessità della propria famiglia. La coppia diventa disponibile per il servizio e l’educazione di altri ragazzi, oltre ai propri: anche in questo modo i genitori divengono padre e madri di molti.

«Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste»: la perfezione che avvicina le famiglie al Padre che è nei cieli è quel «di più» di vita offerto al di là del proprio nucleo familiare, una traccia di quell’amore sovrabbondante che Dio riversa sulle sue creature.

Tante famiglie aprono la porta di casa all’accoglienza, si prendono cura del disagio e della povertà altrui, oppure semplicemente bussano alla porta accanto per chiedere se c’è bisogno di aiuto, regalano qualche vestito ancora in buono stato, ospitano i compagni di scuola dei figli per fare i compiti… O ancora, accolgono un bambino che non ha famiglia, aiutano a mantenere il calore familiare laddove è rimasto solo il papà o solo la mamma, si associano per sostenere altre famiglie nelle mille difficoltà odierne, insegnando ai figli il reciproco sostegno con chi è diverso per razza, lingua, cultura e religione. Così il mondo è reso più bello e abitabile per tutti e la qualità della vita ne guadagna a vantaggio dell’intera società.

Non a caso il testo evangelico, dopo il richiamo alla perfezione, tratta dell’elemosina, che nei tempi antichi, in un’economia di sussistenza, era un modo per ridistribuire le risorse, una pratica di giustizia sociale. Gesù esorta a non cercare il riconoscimento degli altri, usando il povero per guadagnare prestigio, ma ad agire nel segreto. Nel segreto del cuore l’incontro con Dio conferma la propria identità di figlio, tanto simile al Padre; una mèta alta, apparentemente irraggiungibile, che la vita in famiglia rende però più vicina.

 

Un Commento a “La famiglia anima la società”

  • antonietta:

    Per caso sono entrata in questo sito, e sono rimasta affascinata come vengono esposti i veri valori familiari.
    E’ vero, la famiglia è la prima e vitale cellula della società, e su di essa bisogna lavorare se vogliamo sanare i tanti problemi che assillano la nostra società.
    complimenti

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