La luce del timore di Dio

Bello questo dono dello Spirito Santo!

Non è oggi molto di moda, non se ne sente più parlare, forse perché fa pensare a qualcosa di troppo severo, che stona con quegli atteggiamenti democratici a cui siamo abituati.

Eppure, guardando la chiara faccia di lui, lei poteva riconoscerci senza fatica i segni di una vita serenamente ubbidiente.

“Ho sempre pensato” gli diceva “che tu avessi fatto qualche segreta assicurazione con il Padre eterno, per poterti muovere con tanta tranquillità nella navigazione della nostra vita.

Di scogli era pieno il percorso e se ascoltavamo i discorsi intorno a noi, tutti, in un modo o nell’altro esprimevano preoccupazioni, timori, nere previsioni per il futuro.

Ma tu sei sempre andato avanti sicuro, guardando le difficoltà come se non ti riguardassero veramente e comunque non fossero in grado di spaventarti.

Mi sono spesso chiesta come facevi: nonostante tutto non avevi timore!”

“Ma certo che ne avevo! Il segreto è di avere solo quello giusto!

Sì, quello giusto è il timore di Dio, che mette tutte le cose al loro posto e ti sostiene come una base sicura.

Non per niente si parla di roccia su cui fondare la propria casa!

In sostanza: il timore di Dio spazza via tutti gli altri timori, non c’è più posto per loro perché tutto il tuo impegno devi spenderlo per ascoltare e ubbidire ai comandi di Dio, che riconosci come tua unica autorità.

Che cosa puoi temere d’altro?

Il tuo rapporto con un Padre, che non vuoi assolutamente deludere od offendere, è allora profondamente liberatorio, ti spazza via ogni timore di diverso tipo.

Se Dio è con te  chi sarà contro di te?”

“Ma non è un po’ strano” disse lei pensierosa “Amare un Dio come un padre e nello stesso tempo temerlo?  Forse usiamo un termine che non è appropriato, dovremmo soltanto rispettarlo, in qualche modo capire che si deve tenere una certa distanza, ma la situazione non mi è chiara, anzi è un po’ contradditoria.”

“Non è proprio così”obiettò lui “per capirci meglio dobbiamo avere ben presenti i termini del rapporto: l’uomo e Dio.

Sembra una banalità, ma se ci ricordiamo che l’uomo è uomo e Dio è Dio nasce subito un sacro timore riverenziale che ci porta su un piano di verità ontologica, ricca di logiche conseguenze comportamentali.

Per questo motivo la rassicurazione che troviamo nella Scrittura, quando Dio si rivela è: “Non temere!”perché l’uomo,giustamente turbato da quell’incontro,sappia che viene nonostante tutto protetto dallo scudo dalla sua benevolenza.

Intanto ci vuole il coraggio e la fiducia dell’attesa, fino quando il timore del divino potrà trasformarsi in lode di Dio e noi vedremo la sua faccia.

Allora sarà come se si squarciasse il velo del tempio, che separava il santo dei santi,  il luogo sacro dimora di Dio non sarà più inaccessibile e noi saremo accolti presso di Lui come figli tanto attesi.”

Lei, ora, era stanca di fare domande, se ne stava seduta nella sua vecchia poltrona, davanti ad un’altra poltrona vuota, ma  sotto lo sguardo sorridente di lui che le ripeteva: “Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni…” 

  

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