La ricerca delle virtù coniugali

Tradizionalmente ci viene comandato di evitare la bruttura dei sette peccati capitali, ma noi vogliamo mettere tutto al positivo: bisogna invece praticare per crescere, per igiene, per conformarsi alla propria vocazione umana, per fedeltà all’esercizio di essere uomo, le sette virtù capitali:

  • la virtù di essere ( né superbo, né umiliato )
  • la virtù di agire ( né pigro, né agitato )
  • la virtù di avere ( né avaro, né prodigo )
  • la virtù di collaborare ( né invidia, né indifferenza )
  • la virtù del buon gusto ( né gola, né mancanza di appetito )
  • la virtù della castità ( né lussuria, né puritanismo )
  • la virtù dell’entusiasmo ( né collera, né apatia )

Vogliamo precisare l’aspetto coniugale di queste sette virtù capitali.
Paradossalmente in apparenza le prime tre saranno le virtù umane comuni, che portano ad una coppia equilibrata.
Si tratta di saper essere umani, di saper avere un sesso, di saper agire socialmente con gli altri in una relazione autentica, che mette il sesso a suo posto.
In ogni caso la virtù corrispondente implica la pratica delle sette virtù sopra citate e non soltanto la virtù specialmente indicata: non si può “essere”in modo valido senza agire, avere, collaborare, nutrirsi, amare ed entusiasmarsi correttamente; non si può “avere”senza essere e agire e l’avere si specializza in una collaborazione per il nutrimento, l’amore, con l’entusiasmo e così di seguito.
Dopo queste virtù preparatorie, vedremo le virtù di coppia.
La collaborazione: qui si tratta dell’accordo completo di due esseri che fa della coppia una comunità di comunione costante e non l’associazione di due individui per la sessualità e per la procreazione.
Il posto del genitale, importante ma secondario, viene dopo con lo studio della castità coniugale..
La funzione parentale della coppia si basa sul suo compito di nutrimento e di educazione, sul compito di realizzare un ambiente che fornisca alla prole tutti gli alimenti che le convengano, materiali e spirituali, non un amore divorante ma dei modelli per crescere.
L’ultima virtù infine è l’entusiasmo di salire in due verso una maturazione spirituale, la cui dimensione completa è data dal cristianesimo.
Ma anche qui, queste quattro virtù comportano la trasposizione nella coppia delle sette virtù.
Perché la coppia sia, bisogna non soltanto che ogni elemento pratichi le sette virtù, ma che la coppia, in quanto tale, le pratichi per sé, per le altre coppie e per la società in cui vive, scoprendo l’entusiasmo di essere insieme, di agire insieme, di avere insieme, di progredire nell’unità, di meglio utilizzare la carne, di essere un buon modello e un buon ambiente per tutti.
Un ideale difficile, certo, ma è la condizione della felicità coniugale.
Essa non è riservata a un’elite e non è mai troppo tardi per iniziare, basta crederci ed impegnarsi.
La nostra debolezza non ci impedisce affatto di vedere l’ideale e di tentare di andare verso di lui, perché questo ideale è il nostro compimento, la nostra realizzazione, la fedeltà alla nostra natura-vocazione, la chiamata di Dio inscritta nella nostra carne esistente in ogni uomo, che egli ne sia più o meno consapevole.

(tratto da Paul Chauchard  “L’amour lucide”)

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