L’amore e il cervello

Il punto centrale del comportamento umano è questo: perché l’uomo possa compiere un atto volontario, in particolare un atto sessuale, è condizione necessaria che esista in lui un preciso ordine di esecuzione, ordine impartito dalla corteccia cerebrale, o, se si preferisce, dalla mente o dall’io, ai centri della vita vegetativa e di relazione, regolatori degli automatismi organici e riflessi.

Perché, a sua volta, parta un ordine di esecuzione, è necessario che nel cervello si sia strutturata una “immagine” precisa dell’atto da compiere e la coscienza dei bisogni e delle finalità che per esso si vogliono raggiungere.

Il comportamento sessuale è dunque strettamente legato alla coscienza sessuale che tutti gli individui si devono progressivamente costruire.

Il cervello umano si arricchisce fin dal primo istante di vita, e con un ritmo veramente notevole, specialmente nei primi anni, di impressioni, di sensazioni, di immagini, di nozioni, di idee, di giudizi, di previsioni, di esperienze in ordine alla sessualità.

E’ nella prima infanzia, infatti, che si struttura la coscienza sessuale degli individui, che è essenzialmente conoscenza riflessa di sé come soggetto sessuato, degli altri come persone sessuate e della relazione sessuale come atto di integrazione da parte di soggetti sessuati complementari.

La coscienza sessuale è dunque una modalità della coscienza di sé e degli altri, che normalmente si acquisisce prima della pubertà, e pertanto, essendo pre-genitale in senso fisiologico, è soprattutto un fenomeno cerebrale.

Il bambino, il soggetto cerebrale che si verbalizzerà in  un “io”, mentre si scoprirà così fin dall’inizio sessuato, maschio o femmina, dovrà anche accettare o rifiutare, anche se in modo inconscio, questa situazione e lo farà a seconda dei vantaggi che vi riconoscerà, attraverso le sue constatazioni sociali più elementari.

La coscienza e l’accettazione del proprio ruolo sessuale si fa ovviamente più precisa e definitiva nel periodo puberale quando, con lo sviluppo e la maturazione degli organi genitali si raggiungono le condizioni fisiologiche proprie ed idonee alla vita sessuale.

L’orientamento e l’estrinsecazione di questa vita viene poi realizzata dalla corteccia cerebrale, per cui, ad esempio, il soggetto eterosessuale si distinguerà dal soggetto omosessuale non già per una diversa dotazione di cariche ormonali, o per una diversa funzionalità dei nuclei di base, ma semplicemente per una diversa coscienza sessuale.

La dinamica del comportamento sessuale è infatti identica nei due soggetti, la sola distinzione è nelle diverse “immagini” che danno ordini di esecuzione, per cui l’uno reagisce esclusivamente o prevalentemente ad uno stimolo di contenuto erotico eterosessuale, l’altro invece ad uno stimolo di contenuto omosessuale.

L’attività sessuale umana è dunque frutto ed espressione di una culturalizzazione cerebrale degli individui, di conseguenza l’educazione sessuale non può non tradursi in un’opera di apprendimento dei significati veri della sessualità e del corretto uso del proprio cervello in ordine a questi significati.

L’autodominio sessuale è infine la capacità di sottomettere ogni gestire sessuale alla realizzazione delle finalità proprie delle sessualità umana, assicurandone così inequivocabilmente la libertà e la dignità.

 

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