L’amore e il corpo come metafora del tempio

Il corpo umano risulta essere tempio di Dio, e, nello stesso tempo, centro, nucleo operativo, della sessualità e dell’amore.
Per verificare la correlazione e la coessenzialità delle due dimensioni, quella spirituale e quella sessuale della corporeità umana, dobbiamo procedere con un’analisi biblica e nel contempo sessuologia.
I dati biblici più espliciti nell’affermare che il corpo umano è tempio di Dio, tempio dello Spirito Santo, sono quelli di San Paolo:
“O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio?” (I Cor. 6,19).
“Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (I Cor. 3,16)
“Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio” (2 Cor. 6,16) .
“Santo è il tempio di Dio che siete voi”  (l Cor. 3,17).
S. Giovanni ci parla indirettamente e solo di sfuggita del corpo umano come tempio e lo fa in riferimento a Cristo quando disse ai Giudei: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv. 2,19) e l’apostolo precisa che “Egli parlava del tempio del suo corpo”.
Per comprendere tutto il valore e le profonde implicanze della metafora del tempio, vediamo che cosa si intende esattamente con tale termine.
Il codice di diritto canonico precisa che si intende: “un edificio sacro destinato al culto divino”.
Il tempio, in concreto, è un fabbricato, un edificio costruito con materiale fatto di polvere e di sabbia, lavorato con cura a blocchi, con mattoni o pietre poco importa, in modo che si possa erigere per delimitare un luogo che ha carattere sacro, perché consacrato dalla presenza del divino e pertanto destinato all’uso del culto divino.
Dire “tempio dello Spirito Santo” significa in sostanza designare la dimora, la casa, il luogo materiale dove si trova, risiede, abita fisicamente, “corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col. 2,9).
Il corpo umano è pertanto detto tempio proprio perché è stato creato, costruito come un luogo materiale particolare, che è specificato dal suo contenuto e dalla sua funzione, cioè dall’essere adibito a contenere lo Spirito del Signore, lo stesso che lega le Persone divine nella pericoresi trinitaria.
Dio ha creato l’uomo, ponendosi come costruttore edile, secondo quanto dice la Genesi, e come vasaio, secondo il libro della Sapienza.
Ne ha formato il corpo impastando la polvere del suolo e plasmandolo adeguatamente perché fosse funzionale all’uso che aveva prestabilito, cioè un corpo radicalmente connotato e contraddistinto in senso sessuale maschile e femminile, perché fosse significante, cioè segno, luogo espressivo ed operativo dello Spirito di amore.
Solo dopo aver plasmato il corpo, il Signore “soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen. 2,7).
L’essere umano è, quindi, nella sua sostanza un corpo spirituale, o meglio uno spirito incarnato, corporeo, un vero e proprio tempio dello Spirito Santo in quanto quell’edificio materiale che lo costituisce è animato e consacrato dalla presenza viva e operante dello Spirito di Dio, che lo fa essere e lo qualifica.

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