L’amore e il suo modello

“Vi do un comando nuovo”  ci dice Gesù “amatevi l’un l’altro come Io ho amato voi”
Questo è veramente un comando nuovo, perché, se già si sapeva che bisognava amare il prossimo, non era ben chiaro “come” si doveva amarlo.
Ora lo sappiamo: come Cristo ha amato noi.
Questo è veramente un comando che ci riguarda in modo particolare, perché, se ogni uomo ha la vocazione all’amore, ogni coppia trova la sua ragione d’essere proprio nell’amore e perciò ha l’obbligo di viverlo nel modo più autentico possibile.
“Come Io ho amato voi” sono parole difficili…
Se noi ci impegniamo onestamente a viverle rischiamo di trovarci a dover ricominciare tutto da capo, a non sentirci più tranquilli della nostra buona condotta in generale, e in particolare come membri di una coppia, in quel rapporto unico che ci lega al nostro “altro” più “prossimo”.
Da dove si incomincerà ad imitare l’amore di Cristo per noi?
Dalla sua fedeltà, dalla sua abnegazione, dalla sua gratuità, dalla sua dolcezza, dalla sua forza?
Non dipende da noi decidere, ma dall’attimo che stiamo vivendo ora, dalla situazione in cui ci troviamo adesso, che corrisponde sempre in qualche modo a una vocazione.
Certo ci sarà utile meditare le qualità dell’amore di Cristo per attingerne alle ricchezze e lasciarsi trasformare da Lui.
Proviamo a soffermarci un momento solo sulla gratuità del suo amore verso di noi e vedremo come questo atteggiamento sia fondamentale per tutti coloro che dicono di volersi bene.
Egli ci ha amati per primo e questo non una volta sola, ma continuamente.
Dopo ogni nostro abbandono, dopo ogni tradimento, dopo tutta la nostra freddezza e superficialità, tali da scoraggiare l’amore più ostinato, noi siamo ancora per Lui quel figliol prodigo di cui ogni giorno egli spia il ritorno, per celebrare la festa del ricongiungimento.
“Come Io ho amato voi”
E il nostro cuore è così piccolo che, se uno manca verso l’altro, subito questi ha l’impressione di essere stato defraudato e di aver diritto in qualche modo ad un risarcimento.
E’ la povera giustizia umana che crede di potersi fondare su dei diritti; eppure Cristo, che unico aveva diritto all’amore degli uomini, non ha creduto di poterlo esigere, ma rimane ad aspettare, come un mendicante che si può anche scacciare, che gli si faccia la carità di amarlo.
Cristo è l’amore che ricomincia..
Ogni volta, quando noi vedremmo delle buone ragioni per lasciare l’altro, per ritirargli il nostro amore, Cristo trova dei motivi per aprire nuovamente e più profondamente il discorso, per rivelare le infinite risorse del suo cuore.
Questa è la sua pedagogia: dove c’è il peccato lì sovrabbonda la sua misericordia, non un povero perdono pieno di risentimenti, come noi siamo capaci di dare, ma un vero e nuovo sgorgare dell’amore che salva.
Dio che, unico, può dire di conoscere ciò che sta nel cuore dell’uomo, ha assunto per sé e ci ha indicato come misura dell’amore questo amore senza misura, tanto da spingere S. Paolo ad esclamare: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”.
Così, come niente ci può separare da Lui, niente ci deve ormai più separare dagli altri e specialmente dall’ “altro”, quell’altro per il quale noi abbiamo scelto di incarnare nella forma più intima e profonda, nella forma sponsale, l’amore di Cristo.

Lascia un Commento

Sottoscrivi senza commentare