L’amore e la direzione spirituale

Nella vita spirituale la più consolidata tradizione afferma che ogni persona seriamente impegnata nella ricerca di Dio ha bisogno di qualcuno che lo sostenga e lo affianchi.
Un tempo si parlava molto di direzione spirituale: ad essa la prudenza cristiana insegnava a ricorrere, specialmente nei momenti decisivi della propria vita, ma, in generale, tutte le volte che la volontà di Dio ha bisogno di un volto e di una voce umana che la interpreti e la trasmetta.
Ora si parla più volentieri di accompagnamento spirituale, con una espressone che meglio si addice ad una visione moderna, contraria ad ogni dipendenza ed autoritarismo.
Sta di fatto che questa esigenza di una guida, di un sostegno, di un confronto e un consiglio nella esperienza religiosa, che, quando è sincera e impegnata, non è mai completamente tranquilla, richiede la presenza, forte e benevola, di un’altra persona che la tradizione ci ha abituati a chiamare “padre”.
E’ vero, la figura paterna è oggi in crisi, per tanti motivi che tutti conosciamo, ma, forse anche per questo, la richiesta di qualcuno  che possa aiutarci a crescere offrendoci la sua saggezza e il suo amore è più che mai attuale.
Ora, nella vita coniugale, i due sposi sono nella situazione ottimale per esercitare reciprocamente la delicata funzione di direzione e di accompagnamento.
Si tratta di due persone adulte, che stanno una di fronte all’altra, consapevoli di avere liberamente scelto di affidarsi l’uno all’altro, in una condivisa ricerca di felicità e di bene, e di essere responsabili l’uno dell’altro.
E’ dunque logico e naturale che cerchino ed offrano un aiuto reciproco che sia adeguato alla loro particolare relazione d’amore.
“Alter alterius onera portate” : diventa un imperativo a cui non è possibile sottrarsi, in una autentica ricerca di comunione a tutti i livelli, fisica, psichica e spirituale.
Una volta riconosciuta l’importanza di tale funzione, resta da esaminare seriamente se essa è possibile, opportuna,efficace , tra le due persone così emotivamente coinvolte quali sono i due sposi.
Ci rendiamo conto che l’impresa non è facile: certamente si richiede maturità ed equilibrio, come del resto in ogni caso di direzione spirituale, ma qui in particolare si richiede una grande purificazione del proprio egoismo e dei propri pregiudizi.
Il rischio è di considerare l’altro in funzione di sé, oppure di non essere capaci di superare i condizionamenti che la situazione matrimoniale comporta.
Per questo si deve far ricorso alle virtù necessarie ad ogni guida spirituale: l’umiltà, la dimenticanza di sé, la prudenza…e la preghiera.
La preghiera deve essere veramente la grande risorsa della coppia.
Per essa si invoca e si accoglie la presenza e l’assistenza dello Spirito, che è il grande Maestro della vita interiore, che conosce tutti i segreti delle menti e dei cuori ed ha fondamentalmente la capacità di illuminare e guidare.
Non è inopportuno parlare qui di generazione, come ne parla San Paolo: l’uno può essere spiritualmente padre e madre dell’altro perché lo introduce ad una vita nuova, gli dà un nome nuovo, quello che da sempre Dio gli ha preparato nell’ambito della coppia.
Le due persone sanno che deve accadere qualcosa di unico in loro e per loro: la vita stessa della Trinità chiederà loro il permesso di agire di esprimersi e di rivelarsi al mondo.
Davanti a una così grande responsabilità il compito di aiutarsi e di guidarsi non può essere trascurato né demandato ad altri.
Non si tratta certo di rifiutare l’aiuto e il consiglio che la Chiesa può offrire attraverso i suoi sacerdoti o curatori di anime, ma non sono questi a dover rispondere davanti a Dio della vocazione coniugale di una coppia.
Essa stessa, divenuta finalmente adulta, deve imparare ad utilizzare consapevolmente e pienamente quel Sacramento che l’ha fondata, che il mondo non conosce e che attende ancora di rivelarsi attraverso coloro che a tale scopo ha consacrato.

Un Commento a “L’amore e la direzione spirituale”

  • Antonio:

    Scoprendo il vostro sito sono rimasto piacevolmente sorpreso nell’apprendere che l’essenza del sacramento matrimoniale è assai meno sconosciuta di quanto pensassi.
    Mi sarebbe di grande aiuto poter conoscere almeno un rappresentante del clero cattolico che condivida le belle verità che ho trovato pubblicate nel vostro sito (con particolare riguardo alla direzione spirituale tra coniugi): mi aiuterebbe a non sentirmi totalmente isolato ogni volta che cerco di esprimere i medesimi concetti nei luoghi tipici della pastorale familiare.
    Grazie

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