L’amore e la luna

E’ importante  che l’amore coniugale conosca e tenga nella dovuta considerazione i ritmi emotivi, creativi e vitali che sono propri della donna.
Se teniamo presente l’andamento degli ormoni  prodotti durante ciclo mestruale della donna, ed in particolare gli ormoni sessuali, possiamo constatare una sequenza di fasi che ciclicamente si ripetono e che accompagnano e caratterizzano, come si è detto, non solo i vari momenti del  suo processo biologico aperto alla potenziale generatività, ma anche e soprattutto quelli del suo mondo intimo,  emozionale – interiore, psico – affettivo ed  energetico – creativo.
E’ questo quadro di ciclicità emotiva solitamente misconosciuto nelle sue cause  ormonali,  che vogliamo descrivere, in modo da confutare  il presunto inspiegabile mistero della naturale e costitutiva volubilità del comportamento femminile.
Poiché la lunghezza dei cicli mestruali della donna ha una durata media sovrapponibile a quella dei cicli lunari, tanto da far pensare  ad un sua stretta analogia per il verificarsi di particolari e conformi fasi, anche se il ciclo mestruale non segue il ciclico accadere di quello della luna e non può pertanto esservi direttamente influenzato, faremo riferimento ad esso per avere alcune importanti suggestioni che ci permettano di cogliere immediatamente e ancora meglio i risvolti psicologici ed energetici di ciascuna delle significative fasi proprie del ciclo mestruale.
Il ciclo mestruale, in analogia con quello lunare, si caratterizza per due  polarità centrali o fasi dominanti tra loro nettamente distinte e contrapposte, l’una che caratterizza il momento fondamentale, di massima realizzazione del suo obiettivo che, come per il ciclo lunare è il verificarsi della luna piena, così per la donna è l’attuarsi del momento culminante di apertura massima alla potenziale procreatività e alla quantità massima di presenza di ormoni estrogenici e androgenici; l’altra fase è invece caratterizzata dal completo annullarsi o venire meno di questa meta, e, come per la luna è la sua scomparsa,  il venir meno del manifestarsi della sua  illuminazione, così  per la donna è l’annullarsi di tutti i fattori predisponenti la sua creatività e della  massima impregnazione ormonale sessuale,  tipica della precedente fase polare.
Tra questi due poli o momenti signficativi l’uno di massima apertura o di piena luce e fulgore, l’altro di completa chiusura o di buio totale, si frappongono due altre fasi intermedie, l’una di progressiva espansione in un crescendo verso il raggiungimento del suo culmine, l’altra di un graduale calo di  tensione alla contrazione e all’annullamento, fino a raggiungere lo stadio di partenza.
Individuate queste quattro fasi tipiche del ciclo mestruale della donna, in perfetta analogia con quelle lunari,  e la loro ritmica sequenza, dobbiamo rilevare che queste sono caratterizzate da particolari situazioni o stati ormonali sessuali.
Nella fase corrispondente al momento del flusso mestruale che segna la fine di un  ciclo e l’inizio di quello successivo, la fase del buio, della notte oscura, e per usare un’altra allegoria, della stagione dell’inverno, la donna si trova privata di ormoni sessuali, estrogeni, androgeni  e progesterone,  per l’avvenuta totale regressione e distruzione del follicolo ovarico e del corpo luteo e quindi delle condizioni fisiologiche  per la loro produzione.
Il tempo del flusso mestruale, della perdita  sanguigna, il cui rosso sangue, conseguenza dello scollamento della mucosa uterina, antecedentemente preparata  per l’accoglimento del concepito e ora non più mantenuta per la sua inutilizzabilità, viene immaginato e paragonato al pianto dell’utero deluso ed amareggiato per il mancato concepimento, che è il fine biologico a cui tende il ciclo e che costituisce la sua vera ragion d’essere.
Ma appunto perché la natura non ha realizzato il suo intrinseco scopo, preso atto, con dolore, del fallimento avvenuto, ben presto  riparte, con  ripetuta speranza, per un nuovo tentativo.
Mentre il sangue bagna ancora la donna, come d’inverno sotto la neve, la terra del suo apparato generativo è in profondità ancora viva e già ricca di nuove cellule germoglianti a  riprova del rito mensile di vita-morte-vita e del fatto che fine e principio sono in ultima analisi sempre la stessa cosa.
All’inizio del flusso mestruale certamente non sono presenti gli ormoni sessuali della donna, ma per un meccanismo di autoregolazione gli ormoni ipofisari  sono già, da questa mancanza, pronti  a riprendere la loro funzione di stimolo gonadotropo per dare il via all’aprirsi e allo svolgersi di un nuovo ciclo.
E’ tenendo conto di questo  quadro ormonale, specie per suoi  riflessi sul  cervello, che è possibile comprendere lo stato d’animo che solitamente la donna vive, più o meno crucialmente, nella fase della mestruazione.
A parte la risonanza psichica per i dolori che la donna sente nei giorni del flusso mestruale, dovuti alle contrazioni uterine per espellere lo scollamento della mucosa uterina resa superflua  per la mancata possibilità di annidamento dello zigote, frutto del concepimento, è il suo particolare stato d’animo, indotto dalla mancanza di ormoni sessuali, specialmente di estrogeni e androgeni,  che caratterizza questa fase polare del ciclo mestruale.
E’ il tempo del vuoto, del buio, dello sconforto, della depressione, della solitudine, della paura, del disorientamento, della mancanza di energia e di progettualità, della malinconia, del ripiegamento su di sé quasi per ascoltare ed interrogarsi su cosa le sta accadendo dentro di sé nel corpo e nello spirito.
E’ il tempo della suscettibilità, dell’irritabilità, dell’intolleranza per cui le relazioni con gli altri diventano particolarmente difficili per una tendenza inconscia all’irrazionalità e all’aggressività.
Per fortuna il tempo di questo stato psichico negativo della donna è brevissimo, perché il mestruo segna l’inizio di un nuovo ciclo mestruale e gli ormoni ipofisari da subito stimolano l’avvio del processo maturativo follicolare che si associa alla produzione degli ormoni estrogenici e androgenici.
Prima ancora che sia terminata la fase mestruale già sono presenti gli estrogeni e gli androgeni in un progressivo crescendo fino a raggiungere il loro culmine quantitativo a metà ciclo.
Il ciclo mestruale ha, come sua prima  fase intermedia tra i due poli dominanti, questa che è caratterizzata, come per il primo quarto lunare o della luna crescente,  dallo sviluppo maturativo del follicolo e dall’ aumento quantitativo degli estrogeni e degli androgeni. E’ il tempo del risveglio, del rifiorire primaverile della natura orientato verso l’estate, il tempo della messe, della  fruttificazione.
La donna in questa fase viene  inondata da una carica, da un tasso sempre più alto di estrogeni e di androgeni che modificano in senso positivo non solo il suo corpo rendendolo più morbido, più bagnato, perché come la terra per le piogge primaverili è più ricca, più gonfia di acqua così, per gli estrogeni che trattengono acqua, anche il corpo è più soffice, più pastoso, più rotondo, più traslucido e alla fine più seducente, ma anche la sua psiche viene profondamente rinnovata.
La donna in questa prima fase del ciclo per opera dei soli estrogeni e androgeni che stimolano le strutture diencefaliche del suo cervello si sente, infatti, interiormente rifatta, progressivamente sempre più carica di energia dinamica, espansiva, rivolta all’esterno. Fatta padrona di sé si sente capace e  pronta a produrre, a costruire nuovi e più profondi progetti di vita di relazione. Essendo  più comprensiva, più tollerante, più recettiva, più materna, più disponibile ai bisogni altrui, sente anche maggiormente il bisogno di incontrarsi con che gli è opposto, complementare, quindi cerca  sempre più l’intimità sessuale specie nella sue valenze erotiche e sensuali per costruire insieme una pienezza di essere e di vita.
A ben guardare tutte queste manifestazioni comportamentali della soggettività della donna, evidenziabili come forme tipiche di questa fase del suo ciclo mestruale, sono  predisponenti ad un agire intimo, pieno di slanci di oblatività  capaci di aprire, nel momento ovulatorio o nella fase della massima espansione fisica e psicologia, all’evento di una possibile nuova vita nascente.
Quando si è raggiunto l’acme estrogenico e androgenico, lo splendore solare, energetico della femminilità, si compiono le condizioni biologiche favorenti il  possibile realizzarsi del miracolo della vita con l’evento ovulatorio e l’eventuale  accoglimento da parte dell’ovulo del seme maschile qualora donato e ricevuto  con un gesto d’amore.
Questa fase polare, caratterizzata dalla possibilità di favorire una nuova vita,  dura un tempo brevissimo, appena 24 ore, nel silenzio sacrale più completo per la caduta repentina degli stessi ormoni estrogenici che non devono interferire sul comportamento della donna, perché il miracolo della vita, se accade, viene operato nel buio del suo grembo dalle cellule germinali maschili e femminili  in forma del tutto autonoma rispetto a chi le ha prodotte.
Concluso l‘attimo di tempo che l’ovulo concede alla fertilizzazione, comunque sia l’esito, la donna entra  in una successiva fase di transizione, la fase luteale.
Dal tessuto di rimarginazione del follicolo rotto si forma nel giro di 36 ore un  corpo luteo ben funzionante  come corpo endocrino producente  il progesterone, che è l’ormone sessuale  la cui primaria funzione è quella di sostenere il principio di una eventuale gravidanza e conseguentemente di  proteggerla.
Ma come ogni ormone sessuale oltre all’azione biologica ha anche i suoi riflessi a livello cerebrale, psicologico e comportamentale.
In questa fase luteale  del ciclo mestruale, assieme al progesterone, c’è anche la ripresa degli estrogeni che però non riescono a prevalere sugli effetti indotti dal progesterone nonostante siano antagonisti, mentre gli androgeni sono in graduale decrescendo.
Il progesterone e il calo degli androgeni caratterizza così tutta questa fase del ciclo mestruale imponendo  condizioni psicologiche e comportamentali di tipo depressivo.
Sotto un certo aspetto sarebbe opportuno questo stato d’animo di rallentamento di attività, di progettualità, di normali intensi ritmi di vita qualora si fosse realizzato un concepimento e l’inizio di uno stato gravidico, perché si tratterebbe di spostare il centro di interessi vitali su questa nuova realtà.
La donna non potrebbe non  fare i conti con questa nuova presenza, esigente da lei di una totale disponibilità di attenzione, di cure e di devozione per rispondere ai suoi bisogni vitali.
La fase luteale è inizialmente un tempo di attesa di quanto potrebbe essersi verificato per dare il via ad un nuovo modo di vivere una straordinaria simbiosi gestazionale.
Ma come più spesso accade il miracolo della vita non si compie e il progesterone, da protettore di vita, è portato ad arrendersi e trasformarsi in una  provvidenziale azione di regressione di quanto è stato per essa predisposto per dar luogo, con un nuovo ciclo mestruale, ad una susseguente nuova possibilità procreativa.
La fase luteale mestruale corrisponde a quella della luna calante, del progressivo venir meno della luce per raggiungere l’oscurità o, se si vuole, dell’autunno che gradualmente si sfoglia, si contrae  per irrigidirsi nel freddo dell’inverno.
In questa fase  a prevalente influsso progestinico e  per il calo degli androgeni, la donna si intristisce, abbandona le sue attese, le sue speranze, i suoi progetti,  rallenta i suoi ritmi vitali, perde l’aspetto luminoso e ogni slancio verso l’esterno, si fa sempre più introversa, si lascia andare alla ricerca dei suoi bisogni più personali ed  autentici e quanto più si avvicina al mestruo si sente sempre più nervosa, irritabile, intollerante, litigiosa fino a raggiungere lo stato culminante nel mestruo. Ogni donna poi, a seconda della sua struttura biotipologica e del suo particolare stato clinico può aggiungere a quanto descritto una sua particolare sintomatologia che a volte la porta anche  al ricorso di terapie farmacologiche correttive.
Abbiamo voluto descrivere il ciclo mestruale della donna appositamente sotto questa angolatura della ciclicità emotiva, mentale, energetica e relazionale, strettamente legata al condizionamento degli stimoli ormonali sessuali prodotti nelle sue  varie fasi biologiche ovariche,  per mostrare come la conoscenza di esse  non debba essere utilizzata riduttivamente solo ai fini di una oculata e responsabile gestione dell’agire sessuale per ottenere una libera, armonica e cosciente regolazione delle nascite, ma soprattutto per conoscere lo straordinario ciclico pulsare  interiore della donna, condizione prima per poter arrivare a vivere il rapporto d’amore con la donna sempre in piena sintonia con i vari momenti della sua intima soggettività.
Quando si sarà compreso il valore prezioso della ciclicità dell’aspetto emozionale, energetico e  psicologico della donna, legato alla ciclicità ormonale del suo ritmico e biologico potere creativo, e che va al di là della possibilità di creare una nuova vita, si potrà anche cogliere la reale negatività del ricorso alla contraccezione ormonale della pillola, ricercata esclusivamente per escludere la potenzialità creativa, perché questo sconvolgimento ormonale farmacologico sarà valutato in riferimento a quanto si perde in saggezza e preziosità della normale ciclicità ormonale  femminile.

Un Commento a “L’amore e la luna”

  • sessuologo comportamentale:

    le lunazioni influenzano da sempre la vita umana (non solo quella delle piante!) soprattutto di persone più sensibili di altre (donne in particolare) con caratteristiche metereopatiche. I ritmi lunari condizionano praticamente anche la nostra vita sessuale anche la gravidanza (possono aiutarla o inibirla) secondo le dettagliate notizie e consigli concreti presenti in particolare dalla pagina 213 alla pagina 217 sul recente IL MANUALE PRATICO DEL BENESSERE (Ipertesto editore). Il benessere si mantiene grazie a tanti fattori (8): anche la luna fa egregiamente la sua parte.

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