L’amore e la Trinità

La cosa più nuova e più strabiliante che Gesù ci svela a proposito di Dio è che Dio è uno e trino, cioè è Trinità di Persone divine.
Solitamente quando pensiamo a Dio o ci rivolgiamo a lui, noi difficilmente pensiamo alla Trinità.
“Colui che non sa di Dio che egli è trino, non sa nulla del cristianesimo” (Hegel), perché è Gesù, e solo lui, che ci svela, ci fa sapere, che Dio è un essere trino, è Trinità e ci invita a vivere la Trinità come l’ha vissuta lui.
Questo dato rivelato di Dio Trinità è fondamentale per noi perché se noi, come coppia, siamo stati creati a sua immagine, vuol dire che, se Dio è Trinità, noi siamo stati fatti in modo trinitario.
Ma cerchiamo di capire almeno qualcosa di questo mistero che così profondamente ci tocca.
Gesù ci dice che Dio è uno solo, che la natura divina è una sola, ma è costituita come un sistema di relazioni, di Persone uguali e distinte, inseparabili, strettamente correlate tra loro in modo tale da comporre una sola realtà. Si tratta di due Persone: il Padre e il Figlio, legate e rese uno dalla terza Persona che è lo Spirito Santo.
Per noi esseri umani questa Unità-Trinità di Dio è certamente un mistero insondabile, però se teniamo presente quanto abbiamo sentito dalle parole di Dio creatore espresse nella Genesi le quali dicono che noi siamo stati creati come Dio, se osserviamo attentamente la natura della coppia e l’amore che la lega, possiamo penetrare un poco nel mistero di Dio e dell’uomo.
Se riflettiamo, con l’aiuto della sacra scrittura e della scienza, su come siamo fatti, sarà facile constatare che, come Dio, l’essere umano è uno, ha una sola natura umana, ma l’umano è costituito da una dualità di persone, l’uomo e la donna, “maschio e femmina li creò”, uguali per natura, ma distinti per la loro connotazione sessuale.
Anche se ciascuna delle due persone ha la natura umana, non è però fatta per l’autonomia,per essere a sé stante, ma per correlarsi, integrarsi e costituire, tramite l’unione all’altro, l’essere umano completo.
Ciò che ciascuna persona sessuata è, non è in riferimento a sé, ma all’altro.
La donna è donna perché rapportata all’uomo e così l’uomo è tale perché rapportato alla donna.
E’ l’altro che ci fa essere, ci dà una identità. Ciascuno ha di suo l’altrui.
E questo vale anche per Dio.
Dio Padre è tale in relazione al Figlio, il Figlio è Figlio in relazione al Padre, lo Spirito Santo è tale in riferimento al Padre e al Figlio, perché è lo Spirito del Padre e del Figlio, è la personificazione della loro relazione.
Che fa l’essere pienamente umano è, dunque, questa relazione all’altro, che si traduce, nella coppia, in un amore così profondo da divenire fusionale, unificante dei due, l’io e il tu che unendosi diventano il noi.
E’ questo nesso di accorpamento del maschile e del femminile (dico accorpamento per richiamare che la relazione interpersonale avviene sempre attraverso il corpo) che costituisce il terzo elemento, la terza persona del sistema relazionale umano.
Ecco la trinità umana, creata come riflesso di quella divina, ecco l’essere umano che esiste e si compie essenzialmente nel rapporto  d’amore, perché è il dinamismo del reciproco rapportarsi delle due persone sessuate che porta al realizzarsi dell’umano.
Se con la sacra scrittura, in particolare con il vangelo di Giovanni, possiamo conoscere quali sono i modi di vivere la relazione di amore a livello di Dio Trinità, presentati da Gesù stesso, e li confrontiamo con quelle indicazioni che ci vengono offerte dalla scienza antropologica attuale, possiamo constatare che sono sostanzialmente concordi.
Per amare, per vivere la relazione interpersonale, bisogna saper essere aperti l’uno all’altro, saper andare reciprocamente l’uno verso l’altro per incontrarlo, uscire dal proprio egocentrismo e saper entrare nell’altro, nella storia dell’altro, donarsi totalmente così da divenire una sola cosa, in modo che, per il legame realizzato dall’atto di relazione di amore (il terzo elemento proprio della relazione) “non si è più due ma uno”, come ci viene esplicitamente detto da Gesù (Matteo 19, 6) in accordo con la scienza quando parla di “noità”, dove il noi è la prima persona plurale comprensiva dell’io e del tu, realizzata dall’unione dei due.
Se la religione e la scienza sono concordi nel descrivere le caratteristiche del comportamento che si deve tenere per vivere un’autentica relazione d’amore, dalla scrittura abbiamo però una precisazione fondamentale, e cioè che l’amore è da Dio, è dovuto allo Spirito Santo che non solo è stato posto dentro l’uomo nel momento creativo, come suo principio dinamico di vita, ma anche viene continuamente elargito attraverso i sacramenti, e in particolare per la coppia con il sacramento del matrimonio.
Lo Spirito Santo è l’amore personificato di Dio, che, immesso nell’uomo, diviene il regista invisibile, la guida e la norma della dinamica relazionale e amorosa umana., ovviamente se l’uomo vorrà lasciarsi condurre da Lui che non solo conosce tutti i segreti dell’amore, ma è anche la forza indispensabile per attuarlo nella sua vera dimensione divina.
Se si vuole vivere pienamente l’amore, l’amore sponsale, bisogna allora farsi guidare da quello stesso amore che opera in Dio Trinità,  che è stato riversato nel cuore degli uomini perché possano amare come Dio ed essere così santi come Lui è santo.

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