L’amore e l’appartenenza

L’appartenenza è una parola derivata dal latino, composta da questi tre elementi: “ad”, “pars” e “tenere”, e significa : far parte, sentirsi parte di qualcuno o di qualcosa.
E’ un atteggiamento, con conseguente sentimento, che si trova in tutti i legami affettivi più intensi e più profondi, come quello materno e filiale, ma, in modo del tutto particolare, caratterizza il legame amoroso.
Nell’amore infatti si attua un rapporto così intimo, un’unione all’amato così totalizzante,  da far percepire, come effetto, la indicibile, piacevole sensazione di esserne parte integrante e di essere così inseriti nell’altro da sentirsi da lui posseduti, come sua proprietà.
L’appartenenza è così la controparte del possesso, la condizione relativa ad un rapporto di proprietà di un bene di cui si ha tutto il diritto di disporre e di godere.
Proprietà e possesso, in questo caso, potrebbero ma non devono essere assolutamente confusi con lo stato di dominio, che comporta inevitabilmente la condizione frustrante e avvilente di dipendenza e di asservimento.
L’appartenenza è ben altro che dipendenza, in quanto questa è essenzialmente tendenza a posizione passivo-recettiva, che può anche essere avulsa da qualsiasi rapporto di intimità.
Il senso di appartenenza nasce invece principalmente dal riscontro, dalla netta percezione che l’altro, l’amato, è l’elemento mancante che integra e dà pienezza alla propria esistenza personale, per cui quanto più ci si immedesima con lui tanto più si è portati ad essere totalmente se stessi.
Nell’amore i due partner si appartengono perché si sentono e si vogliono parte irriducibile di quel noi che si costituisce con il loro libero ed intenzionale rapporto.
Il sentimento di appartenenza così inteso si associa al processo di identificazione personale che nell’amore trova la vera relazione ontologicamente unificante.

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