L’amore e le nozze nell’arte

Per illustrare il tema delle nozze abbiamo scelto una delle tante opere che Chagall ha composto sull’argomento, da lui particolarmente e profondamente amato.

Nell’immagine che qui ci si presenta i due sposi manifestano la gioia di vivere nell’affettuosa tenerezza che li lega.

Come sempre, in Chagall, sogno e realtà si mescolano in un flusso continuo e armonioso.

Vediamo qui lo sposo che si rivolge dolcemente alla bianca figura della sposa, ambedue volano serenamente quasi adagiati su di un gallo che, simbolicamente, con il suo canto, annuncia il giorno che verrà e sconfiggerà il buio che si trova sulla destra.

La loro unione è quindi presagio di vita, espressa anche dal bambino disegnato accanto a loro.

Le immagini si proiettano su di un luminoso sfondo, non solo personale, ma della società intera, concretizzata nel villaggio sottostante.

Dell’impegno assunto di vivere semplicemente insieme, danzando il loro amore, fa fede la capanna che si intravede nel quadro.

Un sole fiammeggiante trasmette speranza e colore, mentre il violino esprime la sinfonia della vita vissuta nella fedeltà e nel dono reciproco.

Tutto l’insieme introduce felicemente lo spettatore nell’anima stessa di Chagall, che portava in sé tutte le ricchezze della tradizione russa ed ebraica.

Nella grandezza del suo personalissimo genio, egli aveva assorbito molto della cultura religiosa e figurativa dell’ortodossia cristiana, con particolare riguardo all’icona che aveva fatto propria.

L’icona, che è stata definita: “Una finestra sul mistero dell’uomo e del mondo, una scala di preghiera,un bastone per un cammino di fede.”


2 Commenti a “L’amore e le nozze nell’arte”

  • patrizia:

    Ho trovato questo articolo molto interessante,in quanto il fatto che sia stato scelto il dipinto di Chagall per spiegare il senso profondo della gioia e della tenerezza che lega due persone mi fa rivivere il giorno del mio matrimonio.

  • franc:

    La dimensione misterica dell’amore coniugale è letta sulla falsariga dell’alleanza dell’Antico Testamento. Teandrica dunque la bellezza, che nell’amore sponsale rivela, nella passione e nella forza unificante e generante, qualcosa del tenebroso e “terribile” e affascinante mistero del Dio senza nome. In questo patois terreno le cifre di un’umanissima storia divina da vivere essenzialmente come relazione unificativa di alterità.

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