L’amore e lo Spirito Santo

Il vero sacramento della coppia restaurata, resa di nuovo capace di vivere il divino, a sua immagine e somiglianza, è dunque quello che va sotto il nome di sacramentum resurrectionis, perché questo ha in sé non solo l’indelebile rimando simbolico, creaturale, al mistero di Dio, ma anche e soprattutto il rimando alla capacità di attuarlo, prodotto dall’azione restauratrice divina.
Il sacramentum resurrectionis è, perciò, un segno complesso perché comporta il ripristino della presenza in ciascuno di noi del germe di vita, lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo, che ci è stato ridato da Dio in base alla sua promessa: “metterò dentro di voi uno spirito nuovo” (Ez 36,26) e riversato “senza misura” (Gv 3,34) a seguito della resurrezione di Gesù Cristo, perché vi “rimanga per sempre” (Gv 14,16) quale principio della nostra resurrezione (cfr. Rm 8,11 e seg.), della radicale metamorfosi dell’essere umano da soggetto carnale in soggetto pneumatico, spirituale, capace di rivivere, “nel regime nuovo dello Spirito” (Rm 7,6) e, per opera sua, perché “avrete forza dallo Spirito Santo” (At 1,8), la stessa vita divina, cioè la relazionalità e la comunionalità trinitaria.
Lo Spirito Santo ha dunque nel piano redentivo di Dio, il grande compito di applicare all’uomo tutti i benefici prodotti dall’azione salvifica di Cristo, così che l’essere umano possa di nuovo essere riammesso ad un rapporto di intima comunione con Dio, “egli in Dio e Dio in lui”(1 Gv 4,16), quindi, essere ancora dimora di Dio, “da questo conosciamo che Dio dimora in noi: dallo Spirito Santo che ci ha dato” (1 Gv 3,24), e luogo della sua manifestazione in qualità di immagine riflessa di Dio.
Gesù non è solo il restauratore dell’umanità decaduta, ma anche e soprattutto il modello per eccellenza di come può essere attuato il vivere umano come “immagine del Dio invisibile” (Col 1,15), essendo uomo-Dio, “il Verbo che si fece carne” (Gv 1,14), si fece uomo, in tutto “simile agli uomini” (Fil 2,7).
Ha infatti durante tutta la sua vita terrena, con un mirato insegnamento, testimoniato con la sua stessa esperienza e svelato il mistero della vita intima che si svolge in Dio indicando come tutti gli uomini possano e debbano, sul suo esempio e i suoi suggerimenti, conformare ad essa la propria vita.
In merito a ciò lo Spirito Santo ha il grande compito di “ricordare tutto ciò che Gesù ci ha detto” (cfr. Gv 14,26) e ha fatto, quindi, farci comprendere il senso delle Scritture ed in particolare le parole dette da Gesù, i suoi comportamenti personali e i suoi segni.
“I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio, ora, noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato” (1 Cor 2,12).
“Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa” (Gv 14,26), “lo Spirito di verità ci guiderà alla verità tutto intera” (Gv 16,13) e non ci sarà più bisogno che “alcuno ci ammaestri” se staremo “saldi in Lui”, “come ci insegna” (1 Gv 2,26-27).
E’ in base a questi insegnamenti personalizzati, perché il maestro è interiore, è dentro ciascuno di noi e sa bene quali siano le nostre capacità di comprensione e le capacità di “portarne il peso” (Gv 16,13), e soprattutto per la forza divina che insieme ci dona affinché i suoi ammaestramenti vengano attuati, che è possibile realizzare la dimensione mistica dello stato coniugale.
Poiché lo Spirito Santo che è in ciascuno di noi, è lo stesso amore di Dio, è la stessa relazionalità divina, cioè è il tertium del sistema trinitario che come in Dio lega e unifica le persone divine, così nell’uomo non può che essere il regista invisibile, “la guida e la norma” (FC n.63) del sistema coniugale, della dinamica relazionale ed amorosa umana fatta, per ciò stesso, sacramento del modello divino e la sua fedele immagine.
La dimensione mistica coniugale vuole dunque che lo Spirito Santo, che ci è stato dato come principio di vita nuova, sia riconosciuto come il punto nodale del sacramentum resurrectionis, quindi, lasciato assolutamente agire perché è solamente Lui che fa il respiro della coppia umana e ciò che la fa essere e vivere a grandezza e perfezione divina.

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