L’amore e l’unità secondo Teilhard de Chardin

Abbiamo trovato questo discorso, tenuto da Teilhard de Charden in occasione della celebrazione delle nozze di due suoi cari amici, e lo abbiamo giudicato interessante perché espressione della sua particolare visione del mondo e della storia.
Esso dice così:

“In questo istante in cui, in questa chiesa, stanno per unirsi le vostre due vite, non trovo niente di più adatto e di più prezioso da offrirvi che un elogio della Unità.
Unità: espressione astratta, forse, di cui si compiacciono i filosofi, ma qualità ben concreta, soprattutto, a cui tutti noi sogniamo di ricondurre le nostre opere e il mondo attorno a noi.
Al di sopra della dispersione apparente degli elementi materiali, dei capricciosi movimenti della natura, della irregolarità dei colori e dei suoni, della indisciplina e delle fluttuazioni delle nostre aspirazioni e dei nostri pensieri, che cosa cerchiamo infatti, con i nostri atti migliori, se non di far regnare sempre un po’ più di unità?
Scienza, arte, politica, morale, pensiero, mistica: forme diverse di uno stesso sforzo di armonizzazione in cui si esprime, attraverso le nostre operazioni umane, il destino e l’essenza dell’universo.
Felicità, potere, ricchezza, sapienza, santità: sinonimi di una vittoria sulla molteplicità.
Nel fondo di ogni essere la creazione desidera un Principio che organizzerà un giorno i suoi tesori dispersi.
Dio è unità.
Ora, con quale gesto perseguire e raggiungere questa divina Unità?
Sarà forse erigendo, ciascuno nel cuore del suo piccolo mondo, un centro esclusivo di dominio e di godimento?
La nostra felicità consiste forse nel ricondurre tutto a noi stessi?
Potremmo essere felici alla condizione di divenire noi stessi, ciascuno per sé, il nostro piccolo Dio?
La vostra duplice presenza in questo luogo prova quanto sia lontana da voi questa  egoistica illusione.
Voi avete compreso che in ciascuno di noi l’essere non ha il suo polo definitivo, ma rappresenta una parte destinata a sintesi più alte.
Non l’unità di isolamento, ci dice il vostro esempio, ma l’unità di unione.
Voi avete scelto l’unità di unione e avete scelto bene.
Ma come precisamente potrà raggiungere la sua perfezione in voi due questa unità superiore promessa agli elementi che si susseguono in seno a un principio comune che li riunisce?
Come potrete essere veramente più uno, essendo due?
Non rallentando mai lo sforzo di divenire sempre più voi stessi, mentre vi donate.
L’unione può, a causa della soddisfazione che procura, prendere le apparenze di un punto di arrivo e di un riposo.
In realtà, niente più di essa partecipa della natura incessantemente progressiva della vita.
Per poter integrarsi bisogna che prima gli elementi preparino lungamente in se stessi i valori complementari che si possono associare.
E quando, alla fine, si sono incontrati non possono ancora restare uniti se non spingendosi  sempre più lontano sulla strada della loro perfezione.
La vera unione differenzia nella stessa misura in cui avvicina.
Essa è una incessante scoperta e una continua conquista.
Quale sarà questa storia, mai terminata, della vostra mutua conquista?
Dio solo lo sa, Lui che vi benedirà.
Ma io, in nome di tutta l’esperienza umana, posso assicurarvi che la vostra felicità dipende dallo spazio che darete alle vostre speranze.
Sarete felici, come lo desiderano le nostre preghiere e i nostri auguri, soltanto se le vostre due vite si uniranno e si svilupperanno avventurosamente affacciate verso l’avvenire, nella passione di Uno più grande di voi.”

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