L’azione di grazie

La presentazione delle offerte, nella nostra Messa, si conclude con l’invito da parte del sacerdote a pregare perché il sacrificio sia gradito  a Dio Padre onnipotente.

Subito la preghiera si trasforma in rendimento di grazie, perché siamo certi che il Padre accetta il nostro sacrificio, come ha accettato quello del suo Figlio diletto.
Nel “prefazio” si enumerano i motivi per cui è conveniente ringraziare il Signore: ce ne sono tanti, legati ai periodi dell’anno liturgico e alle diverse circostanze, ma per i due sposi c’è un prefazio speciale, che ha riempito di gioia i loro cuori quando hanno celebrato il loro matrimonio.   E’ bellissimo, anche se non ne ricordano con precisione tutte le parole, è rimasto in loro il senso di una appartenenza alla Chiesa che li ha scelti come portatori del suo amore.
Vale la pena di andarlo a rileggere per gustarne tutto il significato.
“E’ veramente cosa buone e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai donato all’uomo il dono dell’esistenza
E lo hai innalzato a una dignità incomparabile;
nell’unione tra l’uomo e la donna
hai impresso un’immagine del tuo amore.
Così la tua immensa bontà,
che in principio ha creato l’umana famiglia,
incessantemente la sospinge a una vocazione di amore,

verso la gioia di una comunione senza fine.
E in questo disegno stupendo
Il sacramento che consacra l’amore umano
ci dona un segno e una primizia della tua carità
per Cristo nostro Signore.
Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo insieme l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

E’ il canto dei serafini, gli angeli ardenti di amore, che Isaia, nella sua visione,  vide riuniti intorno  al trono del Signore.:
“Ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.
Proclamavano l’uno all’altro: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
Tutta la terra è piena della sua gloria”

Vibravano gli stipiti delle porte del tempio a quella voce, vibrano all’unisono anche i cuori dei due sposi che si sentono più che mai “primizia della divina carità”.

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