Le beatitudini: Beati gli afflitti perché saranno consolati

Come potranno essere afflitte due persone che si sono incontrate, riconosciute come fatte una per l’altra, unite in un progetto di amore?
La loro situazione naturalmente dovrebbe essere la gioia, la realizzazione di tutti i loro desideri e quindi la pienezza della felicità.
Eppure tutti sappiamo che non è così.
Sì, la gioia c’è e grande, ma affiancata spesso da pene.
La coppia non è una compagnia di assicurazioni, è una strada aperta a una molteplicità di esperienze, un’avventura che si vive insieme nel bene e nel male.
Anzi, chi ama è per ciò stesso più sensibile, più vulnerabile, più predisposto quindi ad essere ferito dalle circostanze e in particolare da parte dell’amato.
Più si ama e più si soffre e nessuno ha tanto potere di farci soffrire quanto la persona amata.
E’ questo il suo privilegio: di poterci procurare le più grandi gioie e i più grandi dolori.
Ciò che negli altri ci lascia indifferenti diventa immediatamente importante se riguarda la persona amata, che porta su di sé un carico particolare di attese, di timori, di desiderio doloroso di perfezione.
E se gli sposi portano ognuno il peso dell’altro, ciò può essere motivo per alleggerire, ma a volte anche per  accrescere le pene.
L’amore vero rende esigenti verso di sé e verso l’altro, l’amore vero fa soffrire.
Ci interpelliamo allora sulla beatitudine che Gesù promette agli afflitti e che noi vogliamo esaminare dal punto di vista sponsale.
“Beati gli afflitti perché saranno consolati”.
Chi li consolerà?
Paraklezesontai dice il testo greco, c’è nel verbo la stessa radice della parola Paraclito, il Consolatore per eccellenza, lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo nella coppia trova certamente il suo luogo privilegiato, perché è Lui l’amore e di Lui si nutrono, a volte senza saperlo, coloro che nella loro vita sperimentano l’amore.
Quello che fa della coppia l’immagine terrena della Trinità è lo spirito dell’amore che la abita, come lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio forma la Trinità Divina.
Lo Spirito Santo è colui che tesse continuamente i rapporti tra i due che si amano e con la sua opera in ogni difficoltà ricrea nuovamente la coppia, secondo il progetto originario.
Le consolazioni dello Spirito non saranno un conforto superficiale, ma un rimedio profondo alle ferite dell’uomo peccatore, una luce per la sua intelligenza offuscata, una guida nell’incertezza e negli smarrimenti.
La coppia può sperimentare su di sé gli effetti dello Spirito, che opera nelle situazioni più difficili della sua storia, e può attingere a piene mani da quella ricchezza di doni che viene elencata nella bella sequenza di Pentecoste.
Il Consolatore, il dolce ospite che riempie i cuori dei suoi fedeli, conosce tutte le vie per curarne le ferite.
Vediamole:
“Lava ciò che è sordido” prega il sacerdote, noi potremmo dire: “Incomincia a pulire il fondo delle nostre anime, togli via, lava via tutto lo sporco che ne sciupa la bellezza e ne ostacola la limpidezza”.
Poi: “Bagna ciò che è arido”.
“Quando il nostro cuore è come un terreno troppo secco e duro perché vi possa germogliare la vita, rendilo tenero e vivo con l’acqua della tua grazia.”
“Sana ciò che sanguina”.
Quante volte nessuno se ne accorge, neanche l’altro che amiamo, ma lo Spirito può operare in noi i suoi prodigi di guarigione e medicarci nel profondo.
“Piega ciò che è rigido”.
Nel rapporto di coppia bisogna saper deporre le armi, niente è più dannoso dell’irrigidirsi nelle proprie posizioni e nei propri pregiudizi.
Solo se piegati docilmente dal soffio dello Spirito i due potranno incontrarsi, aprirsi e sciogliere le loro pericolose tensioni.
“Scalda ciò che è gelido”.
Anche la fiamma dell’amore umano può languire e rischiare di spegnersi nel gelo, solo l’amore divino può sempre rinnovarlo e ridargli il primitivo calore.
E infine “Drizza ciò che è sviato”.
Le deviazioni sono tante e così frequenti nella vita dell’uomo che, in mancanza di una guida a cui affidarsi, difficilmente può evitare di perdersi.
Ma quando i due si affidano allo Spirito, allora possono veramente dirsi beati …

2 Commenti a “Le beatitudini: Beati gli afflitti perché saranno consolati”

  • Anna:

    Sono stata tradita da mio marito dopo 24 anni che ci conosciamo e un bimbo piccolo.dice che ha ceduto alla carne e non c’era sentimento .e’ passato un anno e faccio fatica a risalire da un dolore cosi profonda.questa lettura mi ha dato un po ‘ di conforto.vi chiedo aiuto anche con l’aiuto di alcune letture .mio marito ha chiesto perdono e ha confessato con dettagli cosa e’ accaduto ma faccio fatica ad accettare e a credere.grazie .

  • Susanna:

    Carissima, capisco la tua sofferenza; cerca conforto nello Spirito Santo. Hai chiesto delle letture. Ho trovato in rete questo articolo. Forse è uno spunto da cui partire
    http://www.aiutofamiglia.it/infedelta.e.perdono.htm
    Quando sono giù prego e nella mia preghiera affido tutti coloro che, come te, stanno soffrendo.
    Un augurio di cuore.
    Susanna

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