Le beatitudini: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Risulta piuttosto difficile fare un immediato riferimento alla coppia quando si parla di coloro che hanno fame e sete della giustizia, si pensa subito a persone inquiete, particolarmente generose, che soffrono delle ingiustizie di cui è pieno il mondo e sentono il bisogno di combatterle.
Ma questo, a ben intenderlo, non è in opposizione allo stato di grazia in cui si trovano due persone che hanno la fortuna di vivere insieme l’amore, anzi la loro situazione esistenziale li predispone ad una ricerca profonda di “giustizia”.
Ci sono certamente molti modi di intendere questa parola, di cui si fa largo uso e non sempre corretto, quello più comune è in opposizione alle ingiustizie sociali che sono le più evidenti e le maggiori occasioni di scandalo.  Davanti a queste si è costretti ad interrogarci e, quando è appena possibile , ad attivarci.
C’è anche il grido di Giobbe, il lamento del giusto che si vede abbandonato da Dio e si dibatte nella sua sofferenza, non volendo rinunciare né alla sua buona coscienza né alla fiducia nella bontà del suo Signore.
Perché questa fame e sete di giustizia è così radicata nel cuore dell’uomo che egli non può ignorarla senza rischiare di perdere il senso della sua vita e della sua storia.
Questo se restiamo legati a un punto di vista strettamente umano, cioè necessariamente miope e limitato, ma se poi guardiamo alla giustizia come a un concetto religioso e non giuridico troviamo che essa non è che il compimento della volontà di Dio e che la sazietà, la beatitudine promessa a coloro che la cercano, è la nuova giustizia che è propria del regno di Dio.
“Cercate il regno di Dio e la sua giustizia” ci è stato detto  “e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta.”
Questo è dunque il profondo desiderio che la coppia religiosa nutre dentro di sé.  Dal momento in cui l’uno si è rivelato all’altro come portatore di questa medesima tensione che lo caratterizza e lo distacca spontaneamente da tutte le false esigenze del mondo, egli viene riconosciuto e accolto come l’aiuto riserbato da Dio per realizzare la comune vocazione.
Cercare insieme il regno di Dio, per colmare quella fame e sete di giustizia, di santità, che è stata impressa così fortemente nei loro cuori e che chiede di essere saziata, diventa allora il compito irrinunciabile e felice della coppia.
La beatitudine del regno è in qualche modo anticipata dalla consapevolezza che non si è soli a cercarlo, che l’altro, accanto a noi è l’espressione più tangibile e più efficace dell’amore di Dio che fa da guida, sostegno, conforto nel cammino.
Nessuno può aiutare adeguatamente l’altro in questa ricerca come lo possono fare due sposi,  che hanno tutte le possibilità e le occasioni per conoscersi, controllarsi, correggersi reciprocamente, e ciò in una atmosfera di simpatia e comprensione unica, dove l’uno porta i pesi dell’altro naturalmente, quasi senza accorgersene, e l’impegno di vita si rinnova ogni giorno, sotto la spinta di una complicità di amore.
Se la passione per la giustizia rimane accesa nel  tempo nel cuore della coppia, prendendo alimento non dalle deboli capacità umane, ma dalla forza dello Spirito, essa ha il potere di rinvigorirla donandole quella giovinezza inconfondibile che nasce da  una tensione positiva verso un orizzonte aperto alle più grandi speranze.

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