Le coppie possono essere missionarie?

Abbiamo trovato sul sito della Società Missioni Africane questa bella testimonianza, che dice più cose di una lunga trattazione teorica sull’argomento.
Ci siamo permessi di riportarla, proponendola alla attenzione di tante coppie, sensibili alle sollecitazioni dello Spirito.

“Carissimi, chi vi scrive sono Marta e Alberto, di Feriole di Selvazzano.
Siamo sposati da otto anni ed oggi condividiamo con voi la gioia della nascita di Giulia, avvenuta pochi giorni fa, la sorellina di Lorenzo, il nostro primogenito.
Di fronte alla domanda “le coppie possono essere missionarie?” proveremo a rispondere condividendo con voi un pezzo della nostra vita.
Dal 2001 al 2004 abbiamo avuto il grande dono di poter vivere un’esperienza in Zambia (Africa) come volontari per lo sviluppo con il Ce.Lim, una ONG di Milano.
Io (Marta), come infermiera, ho seguito tre progetti sanitari: uno di vaccinazioni dei bambini sotto i 5 anni nei villaggi del distretto dove vivevamo (Siavonga); un altro di educazione sanitaria con le donne e infine uno di educazione sessuale per prevenire l’Aids nelle scuole e nei villaggi che raggiungeva diverse fasce d’età: dai bambini agli adulti.Alberto ha seguito un progetto di microcredito nello stesso distretto.
Il suo lavoro consisteva nell’erogare piccoli prestiti, principalmente a donne lavoratrici che non avevano accesso alle normali banche cittadine, in quanto ritenute non affidabili per la restituzione del denaro dato in prestito.
Il nostro “mandato” non era quello di evangelizzare il popolo tonga che ci ha accolto, noi avevamo il nostro “lavoro” come volontari, MA e lo scrivo in grande, sento dentro al mio cuore che il nostro stile, il nostro modo di rapportarci e vivere con quella gente ci abbia permesso in modo involontario di far conoscere loro il nostro distributore speciale di energie e vitalità: il Capo Lassù, come piace chiamarlo a me! Il nostro stile di come essere missionari in terra straniera ci ha messo molte volte in discussione, ma con uno spirito di abbandono e fiducia abbiamo sempre sentito la Sua mano sulla nostra spalla.
Prima di partire in missione, i nostri responsabili in Italia ci avevano avvisato e chiesto di fare molta attenzione ad una cosa che per loro sarebbe potuta facilmente accadere: “Attenti!! In Africa la coppia….scoppia!!”
Ricordo ancora sorridendo, come con Alberto qualche volta alla sera, dopo magari qualche giornata densa di lavoro, contrattempi o altro ci dicevamo: “Sei scoppiato oggi?”
Noi abbiamo avuto il grande dono di non essere mai scoppiati, siamo sempre stati l’uno per l’altro un palo fermo a cui aggrapparci, anche nei momenti di sconforto, di malattia, furti, incendio.
Grazie all’esperienza vissuta, una volta rientrati in Italia, ci siamo sentiti forti nei nostri valori di essenzialità, distacco dalle cose per noi ritenute inutili, pieni di UNITA’ tra di noi.
Importante è stato sentire nel cuore, nel corso dell’esperienza, il continuo appoggio delle nostre famiglie, delle comunità di appartenenza e degli amici.
Quando si è lontani da casa, si apprezza ancor di più, la fortuna che si ha di vivere la “comunione” dei cuori: una potenza che vince qualsiasi distanza….”

Autori: Marta e Alberto da www.missioni-africane.org

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