L’esame di riconoscenza

Conosco una coppia che è quotidianamente molto impegnata: il lavoro, i figli, gli impegni sociali non le lasciano molto tempo libero, però ha trovato una forma di comunicazione molto valida e semplice che mi ha commosso.
Alla sera, prima di addormentarsi, lui e lei si chiedono reciprocamente: “Che cosa abbiamo avuto oggi di bello per cui ringraziare il Signore?”
Non è una domanda retorica, è l’occasione di un piccolo esame attento e sincero della giornata che hanno appena vissuto insieme.
E’ incredibile quante cose, in apparenza insignificanti, hanno potuto lasciare un segno positivo dentro di loro!
Immagini, avvenimenti, persone che, rivisti sia pur velocemente, attestano una presenza provvidenziale e costante della bontà di Dio che si esprime e si comunica con dolcezza in mille modi ai suoi figli.
Spesso non ce ne accorgiamo nemmeno, come bambini viziati che ritengono dovuto tutto quello che i genitori fanno per loro e non si sognano neppure di ringraziare.
La coppia però può aiutare a correggere questa visione egoistica e limitata del mondo, educandosi alla riconoscenza.
Proprio evidenziando insieme quello che poteva facilmente sfuggire al singolo, quello che era stato richiamato per la sollecitazione dell’altro illuminava di luce nuova un quadro del vissuto che poteva sembrare piatto e incolore.
Non è bene che l’uomo sia solo!
La saggezza di questo detto si manifesta anche in questa occasione.
La presenza e l’attesa dell’altro suscita una ricerca positiva, una attenzione che si rivolge agli eventi della giornata migliorandone la conoscenza, ma anche, in modo particolare, sulla persona stessa che è parte in causa.
Si evidenziano così l’eco degli avvenimenti sulla sua psicologia, la sua capacità di coglierne ed utilizzarne il valore positivo, la sua apertura al mondo esterno e l’attitudine a valorizzarne i messaggi.
Manifestare vuol anche dire fare chiarezza su un’esperienza, per essere pronti a riviverla poi nel modo giusto quando si ripresenterà,perché sia di aiuto un futuro, vista ormai nella nuova luce che ha acquisito ai nostri occhi.
Non mancano le sorprese, spesso piacevoli, perché,alla fine, l’uno è sempre la cosa più bella che il Signore ha riservato all’altro.
Questa constatazione rallegra e conforta la coppia, ma, nel caso che non si verifichi, mette anche in allarme.
E’ come se ci si chiedesse: perché la bellezza di Dio non è riuscita a passare attraverso l’altro, che per due sposi dovrebbe essere il suo strumento di elezione?
Perché non ho fatto che ciò avvenisse pur avendone tante occasioni?
Ecco che allora l’esame che noi abbiamo chiamato di riconoscenza si trasforma spontaneamente in esame di coscienza, in una forma più precisa e consapevole.
La responsabilità coniugale è sempre molto grande: può trasformare la vita di coppia in un paradiso o in un inferno, come spesso ci capita di vedere, ma, per fortuna, le occasioni di cambiare non mancano per chiunque possieda intelletto ed amore…

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