L’essenziale

L’ESSENZIALE di Marco Mengoni

Quest’anno (2013) ha vinto il festival di San Remo una canzone che non si può propriamente definire romantica. Eppure parla d’amore.
E lo fa in un modo tanto profondo e sincero da lasciare un po’ sconcertati (se non fossimo abituati a cantare praticamente di tutto, più affascinati dalla melodia e dalla voce dell’interprete che dal significato dei testi).
I temi da scandagliare sono parecchi e la canzone si presta ad essere interpretata in vari modi.
Come al solito qui diamo il nostro punto di vista, che magari si discosta da quella dell’autore, ma quando si affida un messaggio al pubblico bisogna anche aspettarsi che questo venga recepito diversamente e secondo la sensibilità di chi ascolta.

                                   Mentre il mondo cade a pezzi,
                                   io compongo nuovi spazi
                                   e desideri che
                                   appartengono anche a te
                                   che da sempre sei per me
                                   l’essenziale.

Che sarà mai questo essenziale? La parola è grossa. E anche piuttosto inconsueta.
Letteralmente dovrebbe voler dire: ciò che sta alla base di tutto, di cui non si può fare a meno, che se lo si mette tra parentesi non si capisce più niente di niente.
Può essere una persona umana?
Qui parrebbe di sì, considerando che Mengoni si rivolge alla propria donna.
Ma può, colei che rappresenta il nostro amore, incarnare una dimensione così alta e assoluta?
Ci verrebbe sbrigativamente da dire di no, solo Dio è l’essenza a cui tornare soprattutto nella consapevolezza che tutto il resto non sia ugualmente affidabile e un punto stabile in una situazione incerta.
E se così facessimo affermeremmo certo una verità, ma perderemmo l’occasione di condurre verso una riflessione in grado di farci cogliere elementi di verità anche in una esposizione che a prima vista potrebbe sembrarci superficiale.

                                   Succede anche a noi
                                   Di far la guerra è ambire poi alla pace
                                   E nel silenzio mio
                                   Annullo ogni tuo singolo dolore
                                   Per apprezzare quello che
                                   Non ho saputo scegliere

Tra alti e bassi, tra debolezze e forza, l’amore tra un uomo e una donna, nella sua semplicità e nello stesso tempo decisiva scelta di bene è stato voluto da Dio come specchio privilegiato della Sua immagine e l’uno per l’altro, se non viene assolutizzato in se stesso, ma colto nella sua relazione divina, è davvero l’essenziale.
Perché dice la sua verità, nel mentre dice la sua di uomo creato dall’amore del Padre, perché tale amore era cominciato ed espresso nella comunione di una coppia, fondativi della società, della Chiesa, del mondo.
Dunque non si tratta di un indugio sentimentale come potrebbe sembrare a prima vista, ma di un percorso alla scoperta di una verità ontologica.

                                   Mentre il mondo cade a pezzi
                                   Mi allontano dagli eccessi
                                   E dalle cattive abitudini
                                   Tornerò all’origine
                                   Torno a te che sei per me
                                   L’essenziale.

L’altro elemento che balza agli occhi da questo interessantissimo testo è la contrapposizione tra le crisi, questo rompersi di certezze e senso si frammentazione del reale, entro cui tutti ci troviamo.
In modo particolare la sentono i giovani anche se hanno tutte le energie possibili e molte più risorse degli adulti e spesso se ne dimenticano o le sciupano senza avere il coraggio di applicarle alle proprie aspirazioni.
A volte si perdono d’animo perchè hanno meno esperienza delle potenzialità enormi che la vita offre (e noi grandi dovremmo essere qui apposta per ricordarglielo!).
Siamo in crisi, lo dicono tutti, prima o poi finirà, ma non adesso.
Ma forse il mondo non lo è sempre stato?
Sono caduti gli imperi, le guerre più terribili hanno dilaniato la terra, le contraddizioni più amare ci hanno confuso a tal punto da non avere più le idee chiare sulle priorità a cui dobbiamo affidarci.
Tutte le epoche hanno attraversato periodi difficili, anche molto più bui del nostro.
Forse dovremmo cominciare a ridimensionare i problemi che alla fine sono essenzialmente economici, ben pesanti, ma non distruttivi per la nostra vita.

                                   Non accetterò
                                   un altro errore di valutazione
                                   l’amore è in grado di
                                   celarsi dietro amabili parole
                                   che ho pronunciato prima che
                                   fossero vuote e stupide.

Il legame di coppia è indubbiamente un elemento che ci ancora alla vita, alla responsabilità (non si sta insieme solo perché l’altro ci rende felice, ma anche per prendersi cura di lui), ma può bastare per essere il contenuto delle nostre parole, senza che si perdano nel vuoto?
E’ davvero questa l’origine?
Se ci poniamo con sincerità queste domande dobbiamo ammettere che anche quello che ci sembra indispensabile perché la nostra vita sia bella nonostante tutte le difficoltà che possiamo incontrare ha bisogno di un fondamento più stabile e soprattutto non intaccato dall’errore e dal male.
Se anche il nostro partner ci potesse deludere c’è un essenziale a cui fare riferimento che ci garantisce che in ogni caso non ci faremo prendere dalla disperazione.
Senza Dio niente può bastare a colmare il nostro desiderio d’amore e di infinito.
Sbagliamo quindi a rivolgerlo verso una persona umana?
No, davvero, perché questo è il disegno del Creatore che ci ha voluti fiduciosi nella realtà dell’amore vissuta tra di noi.
Ma senza che l’essenziale sia mai perso di vista.
Quando l’uno all’altra non basta per rimettere insieme i pezzi di un mondo frantumato, per consolare un dolore che sembra non avere consolazioni, per esprimere una gioia che va al di là dei nostri gesti.
Chissà se Mengoni aveva presente proprio questo quando ha deciso di cantare usando un termine così impegnativo.
Può darsi che abbia sentito il bisogno, come dice, la sua canzone, di usare parole non più banali e ambigue, per esprimere un sentimento così potente come l’amore.

 

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