L’ordine coniugale – ordo coniugalis

Con questa denominazione si intende  segnalare che  esiste  “in mezzo al Popolo di Dio” (Lumen Gentium n.11)  una categoria, un corpo di sposi che, per il particolare tenore religioso della loro vita coniugale,  stabilito dal sacramento del matrimonio ricevuto per “opera di Dio” (Gv 17,4) con un solenne rito liturgico e vissuto con tutta coerenza nella loro laicità e nelle realtà del mondo presente  come  volute e ristabilite dal volere divino, tramite l’azione salvifica e secondo il modello di Gesù, perché si realizzino fin d’ora “in una novità di vita” (Rom 6,4) e giungano a perfezione per rimanere  in eterno (cfr. 1 Gv 2,17),  li pone in un distinto “ordine (ordo) ecclesiale” e, “poiché il matrimonio è uno stato di vita nella chiesa”, questo assetto strutturale  “crea dei diritti e dei doveri nella Chiesa” (Catechismo della Chiesa Cattolica §:1631,1537).   

 

Le condizioni di vita coniugale

che abilitano all’Ordine coniugale:

 

Il matrimonio è sacramento,

segno  della realtà divina trinitaria.

 

Il matrimonio va celebrato “in conspectu

Ecclesiae” come professione solenne.

 

La relazionalità coniugale va vissuta

come “pericoresi”  trinitaria.

 

L’amore divino, vissuto da Gesù

con il Padre è il modello  esemplare

dell’amore coniugale.

 

Lo Spirito santo, porta a perfezione

l’amore  coniugale, trinitizzandolo.

 

Il matrimonio è la vocazione originaria

e lo stato religioso ecclesiale primario.

 

La Chiesa deve riconoscere e promuovere

la “speciale  consacrazione” dei coniugi. 

 

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