Messer lo Frate Sole

Camminavano in silenzio per un sentiero erboso, simile a quelli che tante volte avevano percorso sulla terra in ogni stagione dell’anno, con il verde dell’erba tenera della primavera e l’oro delle foglie secche sotto i loro piedi.
Il sentiero però era stretto e ripido, non vi si poteva camminare appaiati, ma solo uno dietro l’altro e lui andava avanti tranquillo, spostando per lei i sassi che ostacolavano il passaggio e scostando i rami che si affacciavano dai lati ombrosi.
Lei lo seguiva non sapendo bene dove erano diretti, ma desiderosa di salire e attenta a seguire i suoi passi.
Arrivarono su di un pianoro, da dove si poteva scorgere un largo spiazzo di cielo rischiarato dall’alba incipiente.
L’aria vibrava dolcemente come mossa dalla vivacità dello Spirito.
Lui disse sommessamente: “Se verrà alla seconda vigilia, o alla terza vigilia beati quelli che troverà vigilanti”.
A lei risuonarono dentro le parole del salmo: “Penso a Te nelle ore notturne”
La vita è dunque sempre una attesa fino a quando giunga la stella del mattino?
L’uomo passa dalla notte al giorno, dalle tenebre alla luce, dal sonno della morte al risveglio della vita…
“Sì, è così “disse lui “ma spesso non ne è consapevole e vanno perse tante occasioni preziose.
Vedi quella piccola nuvola scura là all’orizzonte?
E’ piena di lacrime di pioggia, quando le avrà versate tutte e queste avranno fecondato la terra sotto di lei, è destinata a scomparire e a lasciar passare più chiari i raggi del sole.
E’ molto bello il creato, ma non è solo bello, è anche lo strumento per eccellenza che ci rivela Dio, è la sua manifestazione adattata alle nostre limitate capacità di comprensione, fino a quando i cieli  e le terre nuove diventeranno trasparenti per gli uomini salvati e allora ci sarà l’accesso alla visione che ci attende da tutta l’eternità.
Intanto la pedagogia divina opera con sapienza.
San Francesco aveva capito ciò con una intuizione geniale e il suo Cantico delle creature è molto più di un semplice componimento letterario, è una Summa teologica che esplora il significato dell’universo.
Vedi? Sta sorgendo il sole, quello che Francesco chiama Frate sole “lo quale è iorno et  allumini noi per lui.  Et ello è bello e radiante cum grande splendore, de te Altissimo porta significazione.
Non si poteva dire con maggior forza e verità le caratteristiche del sole quelle che noi diamo per scontate mentre sono elemento essenziale della nostra vita.
 Gli antichi che lo adoravano, in un certo senso, erano più logici di noi perché sentivano che esso “significava”, portava il segno di quel Dio che non era stato ancora rivelato loro”.
Lei era perplessa.
“In realtà”confessò “io non ho avuto mai una grande simpatia per il sole, spesso preferisco l’ombra, oppure il sole quando sorge o quando tramonta, quando cioè non è al massimo del suo splendore, allora mi mette in fuga!
“Veramente” precisò lui “il sole è sempre uguale a se stesso,sono le diverse situazioni nel tempo e nello spazio che ce lo fanno percepire in modo diverso, come la potenza di Dio non cambia, ma cambia il nostro modo di avvicinarci a Lui.
Basta aver assistito qualche volta a quella che sulla terra si chiama eclissi di sole per accorgerci della sua importanza e dell’angoscia grande che dà la sua scomparsa, anche per poco tempo.
Davvero esso ci illumina, come dice Francesco, anche se lo sfuggiamo o, semplicemente, ci dimentichiamo di lui e la nostra vita sulla terra dipende da lui, come tutta la nostra vita dipende da Dio.
Ho visto certi fiori del nostro orto spalancarsi senza paura sotto i suoi raggi, lasciare che i loro colori e i loro profumi ne venissero esaltati, sono fiori coraggiosi, dovremmo imparare da loro!
Invece, hai notato come la gente porta sempre più spesso neri occhiali da sole, come avesse paura di restare abbagliata,come per nascondersi da lui?
Certo nessuno può fissare il sole, come nessuno sulla terra può vedere Dio, ma lasciare che Lui ci accarezzi, ci scaldi , ci accompagni e ci illumini insieme a tutto il creato è quanto di più intelligente l’uomo possa fare!
Tu sai che cos’è la scomposizione della luce?”
“Sì” disse lei “se ricordo bene ce lo aveva spiegato a scuola il professore di fisica, mostrandoci come, passando attraverso un prisma, essa si scomponesse in un magico gioco di colori diversi contenendo tutti quelli dell’arcobaleno.
E’ la splendida luce dei diamanti che ci incanta nelle vetrine dei gioiellieri, ma che si presta anche alla meditazione sul significato della sua meravigliosa irradiazione.
I nostri pensatori medioevali avevano elaborato diverse teorie sulla luce: io ricordo un nome che mi è rimasto impresso perché un po’ particolare, quello di Roberto Grossatesta e poi il grande Bonaventura che nella luce vedeva l’opera magistrale di Dio, ma penso che ogni giorno tutti noi, ogni volta che ci guardiamo attorno e percepiamo gli effetti della luce ne possiamo ricavare nuovi insegnamenti.
“Sì” confermò lui “ la luce è davvero l’opera magistrale di Dio, è la sua prima parola: “Sia fatta la luce!”E per il mondo si sono squarciate le tenebre.
Una delle caratteristiche del sole è quella di farci vedere come possa brillare su tutti e su ciascuno nello stesso tempo e con la stessa forza,una presenza benefica che si diffonde e si concentra senza alcuna contraddizione.
Così Dio ama tutti e ciascuno, tanto da farci pensare ad  un amore personalissimo ed esclusivo.
E poi c’è la meraviglia che ti ha fatto vedere il professore di fisica in quell’aula ammuffita del nostro liceo: il prisma che nella stanza oscurata fa passare i colori dell’arcobaleno, dimostrando che la luce solare non è neutra, ma si può scomporre in tanti colori.
Ci sarà una spiegazione scientifica di questo fatto, che non ci interessa più di tanto, ma c’è  anche una suggestiva indicazione della diversità dell’azione di Dio su ciascuno di noi, a seconda del nostro bisogno e della nostra risposta
A volte l’azione di Dio è bruciante, ti investe e ti spaventa come una fiamma, direi che usa un raggio di colore rosso fuoco; per fortuna non è frequente se non per i grandi santi i quali ne restano segnati per tutta la vita.
Per noi, comuni mortali, usa un raggio di colore azzurro che ci fa da aura, da ambiente salvifico.
Chi lo respira e se ne lascia avvolgere ne viene anche sostenuto.
Come l’acqua sostiene la vita e i movimenti del pesce, così l’aria ricca di sole accompagna l’uomo nella sua esperienza terrena e gli fa presagire l’esperienza celeste che lo aspetta.
Dio è luce, dice S. Giovanni, e noi tutti abbiamo bisogno di luce, una luce che si posi su tutti, ma  su ciascuno di noi in particolare e si colori diversamente a secondo delle nostre attese.
Così il verde risveglia in noi il colore dei nostri prati e delle nostre speranze, il giallo riscalda una felice maturità e il viola illumina le pensose meditazioni della sera. 
Questo fascio di colori continuamente ci avvolge, anche quando noi non ce ne accorgiamo ed esprime una presenza attenta ed amorosa su di noi.
E’ la veste bella che ci riveste, segno di predilezione, come la veste bella donata da Giacobbe a Giuseppe che suscitò l’invidia dei fratelli.
Ma noi non dobbiamo cadere nel tranello diabolico della divisione: la luce è un segno di unificazione nella valorizzazione personale, è un segno di quando misteriosamente e realmente Dio sarà tutto in tutti alla fine dei tempi.”

Come sempre, dopo la gioia e la comunione delle parole, scese tra i due il silenzio.
Il sole splendeva già alto e li avvolgeva amichevole e caldo nel suo abbraccio.
Nelle loro mani intrecciate un raggio era andato a colpire i loro anelli nuziali e li faceva splendere di preziosissimo oro.

 

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