Noi siamo infinito

NOI SIAMO INFINITO di Alessio Bernabei

Questa canzone di Sanremo di quest’anno, 2016, contrariamente a tante altre si lancia in disquisizioni filosofiche che possono passare inosservate ad un pubblico meno attento, ma non certo a chi va a caccia di parole in musica che ci diano qualche messaggio un po’ più profondo che le solite rime: fiore, cuore, amore.
Qui di spunti di riflessione ce ne sono fin troppi, tanto che ci sarebbe da chiedersi da dove sia nata l’esigenza di scomodare concetti tanto alti, forse per emergere per contrasto rispetto alle solite descrizioni semplicistiche dell’esperienza amorosa.

                                   Il tuo corpo è la somma
                                   Di tutti i desideri
                                   La tua testa il racconto di ciò che sei
                                   E di quel che eri.

L’introduzione che qualifica il corpo come la somma dei desideri e la mente come il luogo della memoria ci mette sull’onda di un rapporto sentimentale, altrimenti il dialogo che segue potrebbe portarci fuori dalle tematiche che ci aspetteremmo, tanto siamo soliti sentir cantare la relazione di coppia, le sue disavventure, il suo ardore, la sua volontà di potenza che non sempre ha riscontro nel reale.
Qui troviamo sì un accordo d’amore, ma potremmo dire, quasi esclusivamente sul piano metafisico.

                                   Profeti e discepoli di verità e di segreti
                                   E non è mica la fine
                                   Semmai dovessimo sbagliare e perché
                                   Le circostanze fanno la differenza.

Ciò che salva dagli errori, dalla ricerca spesso vana della verità, dal comprendere chi dei due insegni, chi sia discepolo non è altro che la struttura infinita che definisce l’identità della persona.
Tutti noi che ci definiamo “religiosi” crediamo che la nostra realtà non sia definita dall’errore e dalla limitatezza e almeno come prospettiva ci sia un’apertura all’infinito, che calmi ogni nostra esigenza di totalità, così come la sentiamo affacciarsi in tutti gli istanti in cui ci scontriamo con la nostra finitudine.

                                   Noi siamo infinito
                                   Noi siamo infinito
                                   Noi siamo infinito.

Ma questa specificità è raro che venga sottolineata riguardo alla vita di coppia e proprio come appianamento di qualunque problema possa comportare il tentativo della reciprocità.
Forse perché si è tanto concentrati sulla concretezza di ciò che accade, si lascia che sia il sentimento ad essere considerato della sua massima durata, mentre non si pensa abbastanza che non è un’emozione quella che può durare.
Siamo noi che essendo eterni la terremo viva in noi finchè avrà il suo senso attraverso il nostro amore.

                                   La mia pelle è corteccia
                                   Che si può anche scalfire,
                                   La tua giacca s’impiglia ad un ramo

L’uomo può sbagliare, impigliarsi in qualche intoppo che ferma la sua corsa, che sembra mettersi di traverso rispetto alla propria progettualità, ma la sua natura non potrà essere comunque modificata.
Non c’è dubbio, se accettiamo il fatto che esso sia intessuto di quel filo inarrestabile che lo lega al suo Creatore. Non si può capire, al di fuori di una visione religiosa, come potrebbe essere giustificata la certezza di questa proclamazione circa la propria appartenenza ad un destino senza soluzione di continuità.

                                   La differenza tra luce e ombre
                                   Tra il coraggio e l’istinto
                                   E la paura di non fallire
                                   E non è mica la fine

Eppure evidentemente c’è una consapevolezza che non avremmo immaginato, che l’esperienza sola del vivere accende all’interno della realtà umana. I sentimenti aprono al divino, che pur non conosciuto nel suo essere personale, si esprime almeno come tendenzialmente volto al superamento di ogni blocco che si possa incontrare sul nostro cammino.

                                   La tua libertà non è più effimera,
                                   Lei non si misura
                                   Devi solo metterla in pratica
                                   E non è mica la fine
                                   Semmai dovessimo fallire
                                   E perché capovolgo la distanza
                                   Che si azzera e ora e sempre siamo… infinito.

E che dire della valorizzazione della libertà, non tanto come dimensione teoretica, quanto piuttosto come modalità pratica di applicazione della propria capacità di decidere un amore, la sua forma, il suo sviluppo?
Queste parole più che l’espressione di un sentimento sembrano l’indice di un programma di lezioni di antropologia filosofica. Lo diciamo con grande rispetto e ammirazione per chi non teme di esprimersi attraverso questi argomenti messi in musica.
Ne esce una bella canzone, diversa dalle altre, un po’ ermetica, ma piena di armonia.
Ascoltare per credere.

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