Pregherò

PREGHERO’ di Adriano Celentano

Il mistero della fede, dono o conquista della volontà di affidarsi a Dio per condurre la propria vita secondo un senso che altrimenti non avrebbe orizzonte, coinvolge anche la dimensione della coppia. E come potrebbe essere diversamente?

           Pregherò per te
           Che hai la notte nel cuor
           E se tu lo vorrai crederai.

Se è pur vero che oggi tendiamo a non voler creare una distanza incolmabile tra chi crede e chi fatica a riconoscere Dio, rimane una grande differenza nel modo di approcciarsi alla realtà tutta. E questo appare evidente soprattutto per chi ci sta a stretto contatto.

           Io lo so perché
           Tu la fede non hai
           Ma se tu lo vorrai crederai.

Questa semplice canzone di Celentano, che risale al 1965 (che quindi ha superato il mezzo secolo!!!), esprime bene il pensiero di un autore che non ha mai nascosto la sua estrazione religiosa (che ha i suoi più cari ricordi all’oratorio, tanto per intenderci) e l’idea che la vita intesa come relazione col divino è ben più appagante che rimanere nella solitudine del dubbio.
Egli semplifica questa situazione con due affermazioni teologicamente corrette e molto determinate: io che ti voglio bene e che non voglio che tu debba restare al buio rispetto alla conoscenza della verità, standoti accanto pregherò per te.
Cioè metterò in campo tutte le mie capacità non solo per mostrarti che la vita è illuminata dal sole di Dio, ma mi rivolgerò direttamente a Lui perché scuota la tua coscienza e ti renda consapevole del Suo amore. Ma non basta.
Affinchè la libertà altrui non venga azzerata neppure da un atto benevolo del proprio partner come del proprio Creatore, per avvicinarsi alla fede bisogna volerlo. Allora la si riceverà in dono

           Dal castello del silenzio
           Egli vede anche te
           E già sento che anche tu lo vedrai.

Dio illumina tutti, anche chi lo rifiuta, ma non è una condizione che possa bastare all’essere umano che non è una pianta. Il rapporto con Dio deve essere accolto liberamente e consapevolmente, perché possa diventare un rapporto d’amore.
Chi ci sta vicino nella vita ed è più avanti di noi dal punto di vista spirituale non può che soffrire vedendoci abbarbicati a preoccupazioni materiali e distanti dalla pienezza che ci comprende tutti.

           E chissà se lo vedrai
           Solo con gli occhi miei
           Ed il mondo la sua luce riavrà.

Se il nostro partner che ci ama non perde la speranza di vederci illuminati da questo sole di grazia, senz’altro possiamo star certi che Dio con lui (o con lei) è complice di questo attacco alla nostra povertà per ricolmarci di luce e di amore.
Infatti è proprio l’amore il primo segno della realtà divina e l’innamorato consapevole di ciò rende grazie per l’esperienza che vive e attende con trepidazione che l’altro colga altrettanto del loro rapporto.

           Io t’amo, t’amo, t’amo
           Questo è il primo segno
           Che dà la tua fede nel Signor, nel Signor.

Solo così esso prenderà l’aspetto che merita, si rivestirà della grandezza che ha in essere, mentre potrebbe svilirsi e banalizzarsi in una esperienza passeggera e inutile.
Celentano fa questa diretta e verissima assimilazione tra l’amore umano, la fede in Dio e il dono che lega entrambi, potenziando l’un l’altro e rendendo percepibile in modo meraviglioso e profondo la sollecitudine del Padre nei nostri confronti, così come quella di chi ci ama sulla terra e che desidera soltanto (e per questo ci ama davvero) essere specchio dell’amore che proviene dal cielo.

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