San Giuseppe sposo

Se uno è fortunato gli può capitare di fare un incontro inatteso, di imbattersi cioè in un Santo al quale tante volte era passato accanto senza guardarlo e che, improvvisamente, gli si rivela in tutta la sua importanza e la sua attualità.
E’ il caso di San Giuseppe, il Santo sognatore, il Santo della buona morte, il Santo padre putativo di Gesù.
Gli capita spesso di passare inosservato, quasi offuscato dalla luminosa presenza di sua Moglie e di suo Figlio, ma può succedere che alcune riflessioni intelligenti e precise lo illuminino improvvisamente ai nostri occhi, come è successo con questa predica del mio parroco, che passo per conoscenza a chiunque ne sia interessato.
Ecco dunque la presentazione di San Giuseppe:

Giuseppe figlio di Davide


Giuseppe: un nome tra altri nomi, che sono le coordinate che lo individuano, i cromosomi del suo corredo genetico. Alle spalle, nella genealogia, ha trentanove nomi maschili che lo precedono, riassunti in quello di Davide: è la storia da cui proviene, la terra di cui è fatto. Trentanove uomini che generano trentanove uomini, senza mai essere chiamati sposi: il tentativo illusorio di essere fecondi da soli…  Nomi che si raccolgono in tre grandi tappe che scandiscono le generazioni: i patriarchi, che camminano con Dio; i re, che stabiliscono il regno ma dimenticano Dio e tradiscono l’Alleanza; gli sconosciuti, nomi dispersi di una storia che sembra dimenticata da Dio.

L’albero genealogico di Giuseppe rappresenta la parabola ascendente e discendente della nostra storia, che si illude di poter trovare in sé fecondità, ma riesce soltanto ad avvilupparsi in un ritornello di generazioni che non fan nascere nulla di nuovo.


Giuseppe sposo di Maria


Giuseppe è l’ultimo anello della catena, eppure è fuori serie, sfugge alla fatalità del ritornello: generò. Di lui vien detto: “Giuseppe, sposo di Maria, dalla quale è stato generato Gesù, chiamato Cristo”.

Maria: un nome di donna che gli sta davanti come una promessa. Una ragazza incinta, che chiede di accoglierla con sé, come cosa sua; gli chiede di essere il suo sposo: Giuseppe è il primo che viene chiamato così. È il primo della catena, a cui viene dato non di generare attraverso una donna, ma di farla sua sposa.

È Dio che sta alla sua porta, col volto e il corpo di una ragazza incinta, e gli chiede di lasciar entrare nella sua casa quella vita delicata, di farla vivere. Alla sua risposta è affidata la questione cruciale: se il Messia sarà parte della nostra storia, oppure ne resterà estraneo; se il seme che cade come un dono sulla terra piatta delle nostre generazioni sarà accolto e metterà radici e porterà frutto, oppure seccherà trascurato e ci lascerà sterili.


Non temere di prendere con te Maria, tua sposa.


Giuseppe ha paura, non di essere ingannato da Maria, ma proprio perché le crede: crede che quel che vive in lei viene dallo Spirito di Dio; teme come chi si trova alla presenza di Dio. Sente che, se Dio agisce in Maria, egli deve farsi da parte; pensa che non è più la sua sposa, ma quella di Dio, come quel figlio non è suo ma di Dio.

E invece Dio gli ripete che proprio lui, Giuseppe, è lo sposo. La vita che c’è in Maria è veramente affidata a lui, dipende dalla sua risposta.  Non deve temere, Dio lo chiama a partecipare coraggiosamente, da protagonista, all’opera della salvezza.


Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù:


Spetta a Giuseppe dare nome a quel figlio che non viene da lui: come Adamo diede nome a tutte le creature, che non aveva creato lui. A nome nostro ne dice il nome, ne accoglie il senso: “Dio salva”. E capisce che Dio salva proprio facendosi Dio con noi, Emmanuele: gusta la sua stessa salvezza nella presenza quotidiana di Dio, in quella donna e quel bambino a cui ha aperto la porta della sua casa. Dio non gli ha rubato la sposa e il figlio, ma è divenuto sua sposa e suo figlio.


Destatosi dal sonno,
Giuseppe fece  come gli aveva ordinato l’angelo


È scritto nel nome di Giuseppe che egli sappia sognare i sogni di Dio, come l’antico patriarca Giuseppe. Proprio uscendo dalla cerchia dei  propri pensieri ed aprendo il cuore ai sogni di Dio egli sa andare oltre la prospettiva più ragionevole. Osa sognare sogni proibiti: che Dio bussi alla porta dell’uomo per trovare casa presso di lui. E sa levarsi dal sonno, senza smettere di sognare: gioca tutto di se, per dare casa nella nostra storia ai sogni di Dio.

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