Sorella acqua

La pioggia batteva con impeto contro i vetri della finestra.
“Li ho appena lavati!”
Si disse lei con rammarico.
Fuori però le foglie nuove degli alberi brillavano lucide e fresche, incuranti dei rivoli d’acqua che le percorrevano, anzi risultavano esserne rinvigorite e più belle.
Certo la natura è forte!
Ha dentro tutta una dinamica di contrasti e di lotta che sembrano distruggerla, ma alla fine risulta sempre vincitrice.
Come diceva Francesco?
“Laudato si mi Signore per sora aqua, la quale è molto utile et humile et preziosa et casta !”
E’ significativo che il primo aggettivo usato sia quello di “utile”: una indicazione esatta, ma che può sembrare in contrasto con certe situazioni drammatiche in cui l’acqua è la terribile protagonista.
“Le grandi acque!” disse lui prendendola per mano e portandola velocemente al di sopra delle nuvole, da dove la pioggia si rovesciava sulla terra senza pietà.
“Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo, perché l’amore è fuoco che viene da Dio e dunque non ci fanno paura, non è vero?
Ma sorella acqua è insostituibile e fondamentale per la vita.
È da lei che la vita nasce, come possiamo non celebrarla, noi che ci amiamo?
L’acqua viva, limpida come cristallo, che scaturisce dal trono di Dio e dell’Agnello nella Gerusalemme celeste.
L’acqua che è linfa vitale di tutti i viventi, uomini animali e piante…
Dovremmo usarla come un sacramento che simboleggia, rivela e distribuisce la grazia di Dio nel mondo che ne ha sete.
Che cosa magnifica è, per noi cristiani, la nascita dall’ acqua battesimale!”
“Peccato che avvenga quando il bambino non capisce” disse lei “e che si faccia uno senza l’altro perché non ci si conosce ancora!”
“Sì, ma è solo l’inizio” la rassicurò lui “La vita sulla terra è solo l’inizio, la prova di quella vera, quella eterna.
Ti prometto che il nostro battesimo sarà solenne, quando ci sarà permesso di vivere pienamente insieme, quando ci sarà la rivelazione, la vera apocalisse, e noi staremo ritti su un mare di cristallo, davanti a Dio e ai suoi angeli, avvolti in candide vesti , con una corona d’oro sul capo, e saremo scritti insieme sul libro della vita!
Per ora, sulla terra, si può solo gustare la presenza dell’acqua “ molto utile et humile et preziosa et casta”come preparazione a quella del cielo.
Terra ed acqua sono gli elementi originari che Dio ha separato quando è iniziata la grande avventura del mondo e anche ora formano la base del nostro ambiente, ma l’acqua è la più viva: penetra tutto e ha il potere di animare la natura, non per niente è simbolo dello Spirito.
Vieni!” le disse “ti farò vedere come ci si può abbeverare alla fonte della vita, quella che gli uomini hanno sempre vagheggiato come la sorgente dell’eterna giovinezza ed è, in realtà, la fonte della vita eterna.
Chi beve di quell’acqua non avrà più sete ed essa diventerà in lui, a sua volta, una sorgente che zampillerà per la vita eterna.”
“Non credo di aver mai provato veramente la fame” disse lei “ma la sete sì.
In certe occasioni, quando la possibilità di bere era lontana nel tempo e nello spazio e la calura incombeva…
Allora ti sembra che tutta la felicità sia nell’appagamento di quel bisogno e la mente si lancia a pregustarne la soddisfazione.
Ma ci sono anche momenti in cui l’arsura è interiore e la sete di Dio è tanto forte che invoca un refrigerio, fosse pure la goccia che può venire dal dito di Lazzaro…”
“E il vero refrigerio sta nella Parola di Dio!” disse lui.
“Se stiamo ben vicini al Maestro, che ci parla in mille modi e situazioni diverse, se chiediamo a Lui da bere e ci lasciamo bagnare, inzuppare fino alle ossa, dalla sua Parola, lì troveremo il nostro nutrimento e la pace.
“Come il deserto”dice Chiara Lubich “fiorisce solo dopo una pioggia abbondante, così i semi sepolti in noi col battesimo possono germogliare solo se irrorati dalla Parola di Dio.
E la pianta cresce, mette nuovi germogli e prende la forma di un albero o di un bellissimo fiore.
E tutto questo perché riceve l’acqua viva della Parola che suscita la vita e la mantiene per l’eternità.”
E poi c’è anche un’altra intuizione di Chiara, che mi sembra si rivolga proprio a noi.
Eccola:
“E c’è anche un altro segreto, che Gesù ci ha rivelato, una specie di pozzo senza fondo a cui attingere.
Quando due o tre si uniscono nel suo nome, amandosi dello stesso suo amore, Lui è in mezzo a loro.
Ed è allora che ci sentiamo liberi, uno, e torrenti di acqua viva sgorgano dal nostro seno.
E’ la promessa di Gesù che si avvera perché è da Lui stesso, presente in mezzo a noi, che zampilla acqua che disseta per l’eternità.”
“E’ molto bello!”disse lei “e quel pozzo senza fondo, che si potenzia e si arricchisce nell’incontro di due persone che vi si dissetano insieme rimanda a quell’esperienza forte che noi sposi possiamo continuamente fare ogni volta che attingiamo insieme alla Parola di Dio.
Veramente la Parola di Dio ha un sapore particolare quando la si ricerca in coppia!”
“Ecco” disse lui “ecco la nostra ricchezza che nessuno ci può togliere: quello che io trovo in Dio passa spontaneamente in te e viceversa.
Credo che in questo senso ci sia tutta una teologia del matrimonio da scoprire e da godere.
Anche adesso, che siamo in situazioni diverse, lo Spirito fa da ponte tra la terra e il cielo, tra te e me e ci alimenta con un’acqua che è veramente preziosa e casta.
E’ preziosa perché non ha prezzo e casta perché si inserisce nel nostro rapporto trasformandolo da umano in divino.
Lascia che ti faccia il panegirico della castità coniugale.
Sai che è sempre stato il mio cavallo di battaglia quando parlavo ai fidanzati e agli sposi.
La mia prima preoccupazione era di sgomberare il campo dai pregiudizi che lo occupano arbitrariamente.
Che cos’è infatti la castità giustamente intesa se non l’uso corretto, adeguato, felice, della sessualità, come espressione cardine del nostro modo di relazionarci agli altri?
E quale relazione è più vera, più profonda, più coinvolgente di quella che si attua nel matrimonio attraverso il corpo?
E’ così spesso fraintesa la castità!
Se cerchi sul dizionario la definizione di casto trovi: “chi si estranea da pensieri e piaceri sensuali” e si passa subito ad indicare la castità come legata al voto di celibato.
Associare la castità alla sessualità pienamente vissuta nella vita matrimoniale è ancora spesso un’operazione sospetta.
La gioia della carne si associa negativamente ai piaceri della carne e, nel dubbio, si preferisce evitare!
Più interessante è il termine greco, da cui deriva quello latino e italiano.
Il termine greco “kazaròs” trova delle indicazioni molto più positive, vuol dire essenzialmente puro, ma anche pulito, libero, innocente, sincero, onesto, tutte qualità che caratterizzano un vero rapporto d’amore.
Dovremmo portare alla luce tutto questo e poi aggiungerci la grazia dello stato.
Quella compiacenza di Dio nei confronti degli sposi. quel suo darsi da fare perché l’uomo non sia solo, quel procurare il vino che dà gioia alle nozze di Cana, quel suo proporsi come sposo dell’anima, quel promettere un banchetto nuziale nel Regno di Dio, non dovrebbero lasciare dubbi su ciò che il Signore pensa della vita di coppia.
Ti do appuntamento su ogni passo del vangelo che lo riveli, vedrai che sono più di quanto pensi.
Vedi? Ora la pioggia è finita, l’acquazzone, che sembrava così impetuoso, si è calmato e la natura si è ricomposta, sazia d’acqua e più bella, per asciugarsi e riscaldarsi al sole.
Così le nostre vite, intrecciate nell’attesa.

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