Tra terra e cielo, nona parte

nona parte:

Caro Betel,
dimmi la verità, tu già sapevi le sorprese che mi avrebbe riservato il mio ragazzo!
Devo riconoscere che io invece non ero preparato.
Stavo insegnandogli a camminare compostamente per i corridoi del convento, con gli occhi bassi e “manus inter manicas” , come si conviene a un bravo novizio e mi sembrava che tutto funzionasse secondo le regole, almeno esteriormente, e che il suo processo di maturazione richiedesse ancora molto tempo e pazienza, quando, all’improvviso, è scattato qualche cosa che ha cambiato tutto.
Forse è troppo banale dire che è stata la primavera, ma in effetti era primavera e lui si è come risvegliato da un sogno: ha guardato il mondo e gli è piaciuto, dentro e fuori del convento, ha pensato agli uomini e alle donne che conosceva e gli è venuta voglia di abbracciarli tutti e ha “sentito” di aver trovato finalmente la sua strada.
Io cercavo di calmarlo, di farlo agire con prudenza, anche se, in realtà, ero felice come lui.
In quei giorni era appena finita la guerra e c’era in aria un’atmosfera di eccitazione e di esultanza per la libertà riconquistata dopo gli anni bui della dittatura.
Ebbene lui si sentiva all’unisono, interiormente liberato da tutte le sue esitazioni, si sentiva rinato e chiamato a una vita di amore insieme alla gente che faceva festa intorno a lui.
E’ ritornato a casa, insieme a quei soldati che rimpatriavano con mezzi di fortuna perché c’era stata la “liberazione” e come loro provava l’euforia e l’impazienza di ritrovare le gioie del quotidiano da tempo abbandonate.
E’ stato un momento di grande intensità, che lo ha interiormente segnato: il ragazzo è diventato di colpo uomo ed ha riconosciuto chiaramente la sua vocazione ad una vita laica e religiosa insieme, una vita “umana” nel senso più pieno e profondo della parola.
Ti confesso che ho pensato subito con trepidazione alla tua “angelica fanciulla”.
Non sarebbe questo il momento di farli incontrare, sia pure solo, per ora con un legame di amicizia?
Lui è uscito di convento per cercarla, ha scoperto che non è bene che l’uomo sia solo e, con l’impazienza e la coerenza che gli è propria, non dubito che si darà da fare.
Non sa quanti pericoli corre.
Nella sua semplicità crede che tutto sia facile e bello, sembra che abbia dimenticato il peccato originale, ma io non l’ho certo dimenticato, so quali sono i suoi punti deboli dove il nemico potrebbe far breccia e devo proteggerlo e insegnargli a resistere forte nella fede perché non lo divori.
Per fortuna la fede non gli manca e gli servirà moltissimo perché è una fede solida e razionale, che non si lascia intimidire, ma si vitalizza nel gioco della polemica, perciò ho pensato che farò perno sulla sua intelligenza.
Stare un po’ isolato, in questi anni di vita religiosa e di studio, gli ha permesso di conoscere e di confrontarsi con il pensiero dei grandi e di sentirsene partecipe.
Ora sa di pensare…e gli piace molto.
Quando uno scopre il gioco della logica e ci si trova bene difficilmente lo abbandona, tanto più se, come lui, è sostenuto da un temperamento vivace, che lo spinge ad agire con tutto se stesso.
Ti ricordi che, alla sua nascita, pensavamo di farne un filosofo?
Se il filosofo è uno che fa il mestiere di pensare a tempo pieno, quello è il suo mestiere!
Ma, ti ripeto, a questa età non si pensa soltanto, si vive e sono preoccupato di tutti gli aspetti pratici della sua vita.
Come si orienterà ora che è libero come l’aria?
Non potremmo affiancarlo da chi tu sai?
Scusa la mia insistenza ma sono un po’ ansioso.
Tuo Alef


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Caro Alef,
proprio a motivo della tua insistenza  ho voluto  accontentarti: li ho fatti incontrare i nostri due pupilli.
Hai visto che cosa è successo?
Lei è tutta presa dai suoi problemi di adolescente e si è inserita da poco in un gruppo studentesco di attività culturale-religiosa, dove trova campo per i suoi interessi, ma ci sta in punta di piedi, attenta a non farsi troppo notare.
Nello stesso ambiente è arrivato dunque il tuo caro ragazzo, mettendo in mostra, specialmente con l’elemento femminile presente, tutte le sue doti dialettiche e persuasive.
Sai che cosa ho letto chiaramente  nel pensiero di lei?
“Questa persona è troppo invadente, cercherò di starne alla larga!”
Lui non l’aveva neppure notata!
Ecco il risultato!
Pensando al progetto che noi conosciamo su di loro, francamente non sapevo se ridere o piangere, ma, come serafino, non posso che essere ottimista.
Solo mi è venuto da riflettere sulla ingenuità incredibile degli uomini che credono di poter decidere da soli della loro vita e non si rendono conto che gran parte di questa è del tutto indipendente dalle loro scelte.
Non possono decidere loro quando, in che epoca, vedere la luce, dove, in che paese, nascere, quali genitori avere, in quali persone o circostanze imbattersi…
Non possono scegliere il colore della loro pelle, la forma del loro naso, la loro conformazione fisica e psichica, eppure si sentono liberi di autodeterminarsi ed in fondo hanno ragione, perché la loro libertà si esprime nel modo personale di utilizzare tutto il materiale grezzo che hanno a loro disposizione.
Questa è la loro grande occasione: di farne un capolavoro o un fallimento, di esserne felici o disperati, di leggere e usare in modo positivo o negativo quello che si trovano davanti preconfezionato.
Quello che fa la differenza, quello che distingue la sapienza dalla stoltezza nell’uomo è proprio la capacità di riconoscere la sua innegabile dipendenza e nello stesso tempo la sua libertà di interpretazione di una storia che lo trascende.
Naturalmente è tutto più facile e bello se si conosce il vero Autore della storia di ogni uomo e si è capito che vale la pena di fidarsi.
Noi possiamo fare molto in questo senso, noi che siamo i messaggeri di un Dio che ha tanto amato il mondo e, come angeli custodi, possiamo insegnare agli uomini a diventare come i bambini che hanno libero accesso al regno dei cieli.
I bambini, a differenza dei grandi, sanno bene che non possono fare niente da soli, eppure sono pieni di iniziativa e di gioia perché si sentono sempre sotto lo sguardo amoroso di Qualcuno più grande di loro che vede e provvede.
Ecco: la provvidenza, si direbbe in disuso, data la presunta autosufficienza dell’uomo moderno, ma per fortuna agisce ugualmente e questo pensiero ci rassicura e ci rallegra.
Con infinita pazienza e fiducia accompagniamo dunque i nostri cuccioli per la loro strada che è anche quella preparata dal Padre.
Tuo Betel serafino felice


continua….

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