Tra terra e cielo, quattordicesima parte

quattordicesima parte:

Caro Betel,

riprendo ad avere fiducia nel genere umano!
E’ vero che spesso commette tante sciocchezze che potrebbe evitare, ma, evidentemente, ha dalla sua parte tutta la bontà di Dio che l’ha creato e che, appena dimostra un po’ di buona volontà, lo conduce a risolvere le situazioni più complicate.
Insomma, come avevi previsto, il ripensamento e il distacco dei nostri due sono durati ben poco e non c’è stato neanche bisogno tra loro di tante spiegazioni: lui era ben convinto di quello che voleva e, a quanto pare, anche lei ha dovuto accettare l’evidenza dei suoi sentimenti e della situazione che si era creata.
Ora giocano ambedue a carte scoperte e il discorso si fa più serio e più impegnativo.
Però è anche divertente!
Lui non ha il becco di un quattrino, ma vuole farle dei regali, allora, visto che le piacciono i fiori, gliene fa dono il più spesso possibile.
Sono fiori da poco, raccolti a volta nelle loro passeggiate campestri, ma sempre ricevuti con gioia e rivestiti dei più preziosi significati simbolici.
Devo dire che hanno una bella fantasia…e anche un saporito realismo.
Lui le ha spiegato bene che i fiori sono gli organi sessuali delle piante e se sono così belli, profumati e colorati, è perché devono assolvere alla loro importante funzione gametica.
Io, che sono un angelo, non ci avevo mai pensato, ma deve essere vero e il bello è che questi discorsi alla tua fanciulla angelica non dispiacciono affatto, anzi sembra che risultino interessanti e gradevoli.
Non so dire, dei due, chi è più innamorato.
Io sono un po’ stupito della naturalezza con cui lei si muove in questa nuova direzione, sembra che non abbia aspettato altro.
A te sembra logico, date le premesse?
Tuo Alef perplesso


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Caro Alef,
sono contento che tu sia più tranquillo e fiducioso, anche se perplesso, sul conto dei nostri due giovani e ti dirò anche che mi sembra molto logico il loro comportamento, e, in particolare, quello di lei.
Il fatto che tanta gente arrivi spesso a conoscere l’amore sessuale per vie distorte e ne rimanga negativamente condizionato, non significa niente, in realtà non c’e nulla di più beatificante e prezioso di un rapporto di coppia quando questo si realizza tra due persone “innocenti”.
Eppure, dopo tanti secoli di evangelizzazione, c’è ancora chi lo guarda con un certo sospetto.
E’ facile trovarci a ridire, è facile che vi si introducano elementi patologici e negativi.
C’è tutta una categoria fiorente di psicologi e di psichiatri che si dedica alla cura delle problematiche e delle malattie di coppia, ma questo non riguarda i nostri due.
E perché ne sono immuni?  Perché il loro è un amore tutto illuminato dalla grazia di Dio che li abita, è un amore casto
Ecco appunto: la castità!
Se parlassi non a te, ma a un comune mortale, dovrei fermarmi a spiegare bene il significato di questo termine che è chiaramente polisemico, e quindi variamente interpretato e vissuto, ma tu sai benissimo che la castità nell’uomo non è altro che l’uso sereno, appropriato e felice dei suoi sensi nei suoi rapporti con il mondo, le cose e le persone.
Ci può essere, anzi ci deve essere, una castità nel guardare, nel parlare, nel toccare, nel muoversi, nel cibarsi…
A maggior ragione tra due persone che si conoscono e si amano in modo esclusivo la castità è l’atmosfera che caratterizza spontaneamente il loro rapporto e ne esprime e garantisce la validità.
Perché non dovrebbe essere così?
Hanno scoperto di essere uno dono per l’altro e un dono si avvicina con riconoscenza, con gioia e con rispetto.
Nessuno che ami davvero crede di essere degno dell’amore dell’altro, perché il dono di sé è troppo grande per essere meritato, ma sente di poterglielo restituire nella sincerità e nella fedeltà del suo cuore e questo crea tra i due un felice circolo virtuoso.
Hai parlato una volta di paradiso terrestre come loro ambiente, ma il paradiso terrestre non dovrebbe essere così lontano da chi corrisponde al progetto creazionale di Dio.
Certo, un progetto va curato.
Trovo strano che per lo più si faccia così poco per aiutare una coppia nascente a mettersi nell’ottica divina.
Noviziato, voti perenni, consigli evangelici sono termini che non mi sembra compaiano nella pedagogia della Chiesa nei confronti dei suoi nubendi, anzi essi sembrano un po’ fuori luogo, come se facessero parte di un mondo molto diverso, eppure se lo stato matrimoniale è uno stato di perfezione, dovrebbero essere seriamente utilizzati.
Forse mi sfugge che non a tutti è chiaro che lo stato matrimoniale sia uno stato di perfezione, qualcuno, anzi, potrebbe protestare, ma noi, in cielo, sappiamo che è proprio così, altrimenti il nostro Dio non lo avrebbe inventato.
Povertà di sé per potersi donare all’altro, castità nella reciproca relazione di amore, obbedienza alla volontà di Dio che ha chiamato ad una comune vocazione: c’è tutto per definire uno stato di perfezione e, come ha detto bene un Papa polacco particolarmente illuminato, se la coppia cristiana è chiamata a vivere senza sconti i comandamenti secondo le regole morali della Chiesa, ha bisogno di fare ricorso ai consigli evangelici che ne sono gli strumenti di elezione.
Ci vorrà ancora del tempo prima che questa visione del matrimonio sia comunemente accettata.
Ci vorranno dei teologi aperti e soprattutto dei testimoni credibili, ma non dubito che lo stato coniugale comparirà ben presto tra quelli ben noti e beatificabili dei vergini, dei martiri e delle vedove!
Qualche cosa si sta già muovendo in cielo e in terra, del resto il nostro compito specifico di angeli custodi delegati a questo scopo ne è una dimostrazione.
Mio caro Alef ora tocca a noi, li faremo lavorare bene questi ragazzi, perché sono solo all’inizio e non alla conclusione di una storia.
Non possiamo dire: “e vissero felici e contenti”, ma vogliamo fare in modo che lo siano davvero.
Tuo Betel


fine….?

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