Tra terra e cielo, tredicesima parte

tredicesima parte:

Caro Betel,

Ecco, lo sapevo, le cose andavano troppo lisce, l’incanto si è già rotto, e per colpa di chi?
Non certo del mio ragazzo, che navigava sicuro verso la meta del matrimonio, con semplicità ed entusiasmo.
Che cosa è successo allora?
E’ successo che lei, la tua protetta, si è improvvisamene accorta di essersi messa su una strada che non corrispondeva alle sue giovanili decisioni.
Ora, dico io, ci voleva tanto a capirlo e a dirlo subito, prima che lui si facesse delle illusioni?
Una che vuole farsi suora non va a spasso, mano nella mano, con un “onesto giovane”, che non si è mai presentato come un essere disincarnato e non ha mai fatto mistero delle sue intenzioni!
Certo, era evidente che si trovava bene con lui, ma non poteva essere tanto ingenua da pensare che si trattasse di una semplice amicizia.
Solo ora, dopo un mese di passeggiate quotidiane e di prolungati colloqui, ha deciso che era il momento di manifestare i suoi propositi celibatari.
Come è logico lui c’è rimasto malissimo.
Non gli avevo fatto sentire chiaramente che era “lei”, lei e nessun’altra, che gli era stata destinata  dal cielo?
Ora mi sento in imbarazzo e un po’ colpevole nei suoi confronti.
Certo, avevo i miei buoni motivi ed ero convinto di quello che facevo, ma c’è sempre di mezzo quella benedetta libertà degli esseri umani, per cui non sai mai che cosa ti puoi aspettare da loro.
E’ terribile vedere come in ogni momento della loro vita si aprano loro tante possibilità e si richieda una scelta.
Noi l’abbiamo fatta una volta per tutte e ora siamo al sicuro, per loro non è mai così e questo mi preoccupa molto.
Ora non voglio più interferire, solo custodire in pace e amore il mio ragazzo…e conto, come sempre, sul tuo aiuto.
Tuo Alef


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Caro Alef
Quella che tu chiami una cosa “terribile” è  in realtà la più affascinante caratteristica dell’essere umano.
Che cosa se ne farebbe Dio di robot predeterminati e perciò stesso prevedibili?
Il fatto più misterioso è che Lui “stia a guardare” le loro scelte e le rispetti.
Sarebbe più comodo per tutti che non fosse così e capisco le tue rimostranze, ma tutte le meraviglie della creazione non sono nulla al confronto di questa ricchezza di libertà che Dio ha voluto donare ai suoi figli.
Ora , però, devo difendere la mia fanciulla dalle tue accuse.
E’ vero: si è comportata in modo imprudente e incoerente, ma certo non per malizia.
Direi che lei stessa è rimasta coinvolta senza accorgersene in quella cosa grande e bella che si chiama  amore, amore umano, che ha tanto in comune, quando è vero, con quello divino da arrivare a confondersi con esso.
La sua presenza è qualcosa di così miracoloso che non può essere rifiutata o negata da un’anima bella che ne sia stata toccata.
Non temere, mio caro Alef, lei non tradirà le tue aspettative.
L’amore di Dio è il legame che si è creato tra di loro e non li può più separare se non in apparenza, a motivo degli equivoci che possono nascere sul suo conto.
Perfino anime grandi si sono lasciate ingannare, non solo una persona così sprovveduta come la mia protetta.
Vorrei rileggerti i fatti  come li ho visti svolgersi nel suo animo, che mi sta aperto davanti in forza del mio mandato di angelo custode.
Dunque, per prima cosa la crescente conoscenza e familiarità fra i due ha fatto in modo che lei ritenesse di non dover nascondere il suo segreto proposito di vita religiosa ad una persona che aveva dimostrato l’intelligenza e la sensibilità per capirla.
In secondo luogo anche lei è condizionata dalla mentalità corrente, per cui il massimo della perfezione sta nella rinuncia ad ogni amore “profano” per dedicarsi esclusivamente  a quello sacro.
C’è una specie di aristocrazia in questo ideale che non può non fare presa su uno spirito “alto e puro” come il suo e che presuppone un inconsapevole disprezzo per tutto ciò che è materiale.
Solo che Dio non la pensa così.
Basterebbe guardare a ciò che significa l’incarnazione e, ancora, l’ascensione al cielo di Cristo con il suo corpo, e la resurrezione della carne…
Con buona pace di San Paolo, l’amore umano, nella sua forma più completa, cioè in quella sponsale, non può entrare in conflitto con l’amore di Dio, perché ne è essenzialmente l’emanazione.
Ma lei non lo sa ancora.
Glielo deve insegnare lui, che come teologo non è male, complice anche una buona dose di predisposizione naturale alla sessualità umana rettamente intesa.
Così ora sono in crisi, ma era inevitabile.
Non agitarti: è una crisi di crescita, devono maturare tutti e due.
Ora si sono presi un periodo di ripensamento, ma, se vedo bene, non durerà molto.
E’ vero che lei è ostinata, ma ha potuto intravedere un bene a cui non saprebbe più rinunciare.
Deve sistemare alcune cose dentro di sé, rimettersi in discussione, quando credeva di avere già raggiunto un suo equilibrio, perdersi per ritrovarsi e questo non sarà senza sofferenza.
Ha bisogno di molta luce e io sono pronto a sostenerla, illuminarla e dirigerla, come è mio preciso dovere.
Vorrei non dover combattere contro tanti pregiudizi che sono in lei e sono il fior fiore della visione cattolica tradizionale sulle faccende di cuore.
Veramente mi stupiscono questi uomini, che sono stati fatti su misura per incarnare l’amore di Dio, che possono sperimentare già sulla terra che cosa significhi una vera relazione d’amore,  che sono predisposti sessualmente e psichicamente per realizzare nella coppia quell’immagine di Dio che è nel loro progetto originario, e poi si perdono in disquisizioni circa le distinzioni, i livelli, le gerarchie, le incompatibilità dell’amore.
Avviene così un disorientamento, una confusione chiaramente diabolica, perché è il demonio che ha la funzione di dividere quello che originariamente era unito.
Anche un bambino capirebbe che non può esserci contrasto tra l’amore di un uomo e di una donna e quello di Dio che li ha creati predisponendoli ad esso, ma è difficile per l’uomo essere semplice e logico come un bambino, tanto più che l’avversario fa di tutto per intorbidare le acque.
Tutti questi pensieri, e altri ancora, io li ho fatti passare nella testa di lei, con tutto il calore di cui è capace un serafino e, intanto, confido nella collaborazione del tuo ragazzo, che può essere più convincente di me.
Tuo Betel

continua….

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