Tra terra e cielo

Questa è una storia che parla di amore, ma forse deluderà chi la legge credendo di sapere che cos’è, perché la ricerca rimane quanto mai aperta.

Quando si saprà capire chi è Dio e chi è l’uomo, allora si potrà capire e spiegare che cos’è l’amore, ma dubito che venga quel giorno.
Dovremo allora accontentarci di inseguire l’amore nelle sue diverse forme di rivelazione e nei momenti della sua storia, e riconoscere umilmente che in questa ricerca sta il senso e il fine della nostra sempre brevissima vita.
IN  PRINCIPIO
“In principio Dio creò il cielo”
Questo particolare di solito è destinato a passare inosservato: si ha sempre troppa fretta di continuare la frase iniziale della Genesi passando subito a quella terra che occupa tutti i nostri pensieri.
Dunque in realtà, prima di creare la terra Dio ha creato il cielo e tutti i suoi abitanti.
Per esempio : gli angeli.
Di questi sappiamo poco, però dovremmo interessarcene di più, se è vero che il destino dell’uomo è di andare a stare con loro e di diventare come loro, che non possono morire.
Ma, per ora, ritorniamo sulla terra.

Sulla terra, quella volta, dovettero scendere due degli angeli più referenziati del cielo.
Avevano alle loro spalle mille missioni felicemente compiute e meritavano perciò molta fiducia.
Non avevano un compito facilissimo, lo scoprirono di volta in volta, subito però si accorsero che era molto bello.
Non sappiamo i loro nomi celesti, li chiameremo perciò Alef e Betel, per riguardo alla successione temporale del loro incarico.
Prima, infatti, partì l’angelo Alef.

In una tenera mattina di aprile venne spedito in tutta fretta perché desse inizio alla sua missione: doveva prendersi cura, come era stato da tempo convenuto, dell’ottavo figlio di una famiglia contadina, che stava per venire al mondo.
La nascita avvenne in poco tempo e senza tante cerimonie.
Si sa che le donne di campagna sono sbrigative nelle loro cose, specialmente se ne hanno buona esperienza.
Così il bambino nacque in fretta e bene, strillava forte e non fu avvolto in panni principeschi, ma caldi e decorosi.
Un altro maschio!  La mamma era contenta..
La vita riservata alle donne non era invidiabile – pensava- meglio portare i calzoni e lavorare la terra che sfaccendare tutto il giorno in casa, e in campagna, sottomesse al marito.
“Vediamo” si disse subito, pensieroso, Alef “che cosa possiamo fare per questo bambino”
E lo guardò attentamente.
Era bello, dovette riconoscerlo.
Anche senza fare ricorso alle sue facoltà superiori, poteva credere che promettesse bene, per quella luce innocente che gli splendeva sulla faccia, per la forma decisa della fronte ampia, nella testa ben modellata e la bocca già aperta al sorriso.
Pensò che l’avrebbe guidato con discrezione, ma con rigore: non poteva permettergli che sciupasse tutto con quella voglia impaziente di vivere che già gli si leggeva in volto.
Però era preoccupato, gli sarebbe piaciuto consultarsi con qualcuno, qualcuno che, come lui, avesse a cuore quel bambino e potesse consigliarlo nei momenti più difficili, perché di problemi ne avrebbe avuto certamente.
Così, sopra pensiero, si tolse istintivamente dalle ali una penna e incominciò a scrivere a un suo caro amico…

Caro Betel,
il bambino che mi è stato affidato mi piace molto  e sono certo che piacerà anche a te, quando avrai modo di conoscerlo, dal momento che dovremo lavorare insieme nel progetto che sai.
Già da ora però vorrei servirmi dei tuoi consigli, so che sei molto esperto e più sottile di me, più attento e capace di analizzare le cose.  Posso dire più femminile?  Credo che utilizzerò molto la tua consulenza e la tua sensibilità perché non sono molto esperto in materia.
Tu sai che il primo compito che si prospetta nella direzione angelica è quello di illuminare.
E’ come se ogni uomo avesse dentro infinite potenzialità, si tratta di illuminarne una tra le altre in modo preminente, far luce su di un aspetto vitale della persona , che le imprima una direzione, le dia una prospettiva particolare che la distingua da tutte le altre, far brillare quei valori  che hanno il potere di giustificare e caratterizzare una vita.
Qui ce ne sono molti.
Direi che la qualità principale, quella che subito si fa notare, è l’apertura al bello, ma in quante direzioni si può volgere questo carattere?
Ci sono tante forme di bellezza, io credo però che la migliore sia ancora quella che è stata definita come lo splendor del vero.
Ci siamo, qui sento che potremo muoverci bene.
Guarda, penso che di questo bambino potremmo fare un filosofo.
Dobbiamo non avere fretta e stare a vedere, ma una spinta in questa direzione gliela darei volentieri.
La materia cerebrale non manca.
Intanto mi darò da fare per proteggerlo: è molto impaziente e quindi imprudente, dovrò stare attento che non si rompa la testa in qualche gioco spericolato, altrimenti addio pensiero filosofico!
Sono certo, comunque, di poter contare sulla tua collaborazione.
Saluti angelici
Tuo Alef.

Caro Alef,
ho letto attentamente la tua lettera con le notizie sul tuo protetto.
Dalle poche indicazioni che mi dai prevedo un percorso stimolante, ma non proprio tranquillo.
Il discorso mi interessa perché qui si sta movendo qualche cosa che lo riguarda e in cui sarò coinvolto anch’io.
Penso che non resterà per molto tempo da solo; se lui è un tipo speciale ci vorrà qualcuno vicino a lui altrettanto speciale e si sta lavorando in questo senso.
Credo che qui si stiano dando da fare per formare una coppia ben assortita.
Noi tutti sappiamo che i veri matrimoni si combinano in cielo, ma la gente non lo vuol sentir dire, non ci credono, forse perché è troppo impegnativo e fa nascere dei dubbi sulla cosiddetta libertà di scelta.
In realtà non c’è niente di meno libero della scelta del partner e se ne accorgono anche loro, quando è il momento, se sono onesti.
Nessuno si innamora per calcolo o per convenienza, più ci si innamora veramente e meno si sa spiegarne il perché.
Ma, per ora, è troppo presto per trattare questo argomento, anzi, non so neppure perché te ne ho parlato.
Può darsi che tutto questo non c’entri per niente nella storia di questo bambino, come può darsi che invece sia la chiave interpretativa di tutta la sua vita.
Ad ogni modo, per quanto mi riguarda, ti assicuro che farò bene la mia parte.
Per ora ti consiglio di non perderlo di vista un momento, specialmente dal punto di vista affettivo.
E’ vero che è nato in una buona famiglia, dovrebbe essere abbastanza sicuro nelle sue basi morali, ma a tutte le età si possono avere delle svolte incredibili.
Ricordo una bambina, piccolissima, che non poteva sopportare la sorella maggiore, avrebbe voluto eliminarla addirittura, se avesse potuto.
Un giorno però (io avevo lavorato parecchio senza farlo vedere) decise improvvisamente di amarla, sentì che era libera di fare questa scelta e la fece con tale determinazione che da allora non vi fu più attrito tra le loro due psicologie così diverse.
Era stata una conversione che sarebbe durata tutta la vita.
Tu fa attenzione perché può succedere anche il contrario, specialmente tra fratelli.
Buon lavoro
Tuo Betel

Caro Betel,
avevi ragione: è molto facile che i fratelli non si amino, anche nelle migliori famiglie.
Se penso alla prima famiglia del mondo mi sento venire i brividi.
Neanche Adamo ed Eva erano stati capaci di educare bene i loro figli! ( è vero che, per quanto ne sappiamo, quei due erano bravissimi a commettere errori).
Il mio bambino, in realtà, è abbastanza solo, anche se fa parte di una famiglia numerosa, anzi proprio per questo: ciascuno ha molto da fare per conto suo, specialmente la mamma.
Perciò lui non sarà mai un mammone, però il quarto comandamento gli riuscirà abbastanza naturale.
Vedi, certe complicazioni psicologiche nei rapporti familiari si verificano spesso più per eccesso che per difetto di attenzioni.
Qui non c’è questo pericolo.
Questo bambino dovrà imparare a stare in piedi bene con le proprie gambe, senza fare troppo conto su chi gli protegga le spalle.
Forse qualcuno parlerà poi di poca affettività.
La dipendenza affettiva, in realtà, è qualcosa di molto pericoloso, anche se necessaria.
Gli uomini non possono stare senza affetti, si tratta però di avere una buona libertà, o chiarezza, di scelta.
Non è un legame qualunque che li fa vivere bene.
Quando vedo certe convivenze, certe tenerezze tra persone sole e i loro animali, mi sento prudere le ali!
Se si rendessero conto, gli uomini, di quanto valgono davanti a Dio e come Lui li cerchi in continuazione con il suo amore e li voglia per sé!
E come ne sia geloso!
Perciò, se vuoi proprio sapere come la penso, mi stupisce sempre il fatto che Dio abbia permesso che sulla terra si trasferisse tutto quel potenziale di amore che c’è nella coppia.
A volte mi sembra eccessivo.
E’ vero che gli uomini fanno di tutto per non accorgersene e per sciuparlo, è vero che hanno la morte nella loro storia e forse questo amore è un antidoto, un assaggio di eternità per poter sperare, ma questo “diversivo” che è loro concesso mi pone qualche problema.
Guarda che non parlo per invidia, quella l’abbiamo già superata dai tempi della creazione!
So che sei più addentro di me in queste cose, non per niente sei un Serafino, mentre io sono solo un
comunissimo angelo custode.
Tuo Alef.

Caro Alef,
mi stupisce che tu parli di “diversivo” quando ti riferisci all’amore di una coppia.
E’ vero che noi siamo angeli e, come tali, non ne abbiamo esperienza, ma abbiamo una tale esperienza dell’amore di Dio da sapere con certezza che lì dentro ci sta tutto l’amore del mondo.
Da dove credi che venga e dove credi che porti tutta quella ricchezza d’amore che forma l’unione sponsale di un uomo e di una donna?
Pensaci.
Tuo Betel

continua….

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