Vivere insieme la vita di Dio

Nella tensione fondamentale che caratterizza tutta la storia della formazione e della maturazione della coppia religiosa, si fa sentire sempre con maggior chiarezza l’appello a vivere in una comunione interiore che si nutra della comunione con Dio.
Partecipare insieme alla vita di Dio diventa la risposta al desiderio più profondo di ogni amore coniugale, che si riconosca nella sua radice divina e che voglia consapevolmente orientarsi alla realizzazione del progetto che l’ha costituita.
Per questo, per lavorare insieme in modo non dispersivo, è necessario ricercare una spiritualità comune, cioè uno stesso modo di “vedere Dio” nei suoi aspetti che più particolarmente riguardano lo stato coniugale.
Certo, come Dio sia in se stesso non possiamo saperlo, se non per rivelazione divina.
Una prima rivelazione riguarda principalmente la figura del Verbo di Dio nel suo rapporto con Dio stesso.
Questa conoscenza è per noi importantissima in quanto “il Verbo si fece carne” in Gesù, si fece uomo come noi “e venne ad abitare in mezzo a noi” per essere la via e il modello causale ed esemplare, affinché ogni uomo potesse vivere attraverso Lui, uomo-Dio, come Dio.
Dalle sacre scritture del Vecchio Testamento sappiamo che Dio si è fatto conoscere come l’essere supremo ed unico: “Io, Io sono il Signore” “Io sono colui che sono”, ma ora, da Giovanni, veniamo a sapere che Dio è costituito come un “sistema”, cioè un insieme di relazioni articolate in modo da realizzare una unità indivisibile.
Certamente viene confermato che Dio è uno, ma viene anche detto che questo uno è nel contempo anche trino, cioè costituito da tre relazioni sussistenti in quanto Dio si conosce dicendosi e si ama spirando amore.
San Tommaso ha potuto, così, mirabilmente dichiarare  che “il Verbo di Dio nasce da Dio secondo la conoscenza che Dio ha di se stesso, e l’amore procede da Dio secondo l’amore che Dio porta a se medesimo.”
Questa rivelazione riguardante il mistero della natura sistemica, relazionale, di Dio è importantissima e fondamentale per cui merita una meditazione approfondita, in quanto l’uomo, essendo stato fatto misteriosamente, ma realmente, a sua immagine e somiglianza, deve riconoscersi  fatto come Lui, cioè come un sistema di relazioni sussistenti di conoscenza e di amore, per sentirsi impegnato a divenire non solo uno come Lui, ma anche uno con Lui e in Lui.
La sua dimensione coniugale, cioè la sua struttura di un essere unico, fondato sulla triadicità di relazioni complementari: Io – Tu – Noi, costituisce il principio, l’essenza, l’identità sostanziale, il suo significato permanente.
Ma proprio in quanto la coppia umana è stata così pensata, voluta e creata da Dio, nella dimensione teologale, trinitaria, in vista della incarnazione del Verbo, suo modello causale ed esemplare, il suo principio precede e va oltre la sua stessa esistenza storica.
Essa infatti non solo durerà per sempre, ma deve considerarsi anche esistente da sempre, perché “Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo, ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati al suo cospetto nell’amore, predestinandoci secondo il beneplacito della sua volontà” . (Ef. 1,  3-6 )

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