Vorrei

VORREI di Francesco Guccini

Nella magia dell’innamoramento ci sembra di sapere tutto dell’altro, di non aver mai fatto niente senza di lui (o di lei), che la vita prima non avesse senso o sapore
Poi, neanche dopo tanto, quando l’amore si approfondisce senza perdere nulla del suo fascino e del suo entusiasmo, si comincia a guardare il proprio oggetto d’amore come in realtà è: una persona con un vissuto, con una casa d’origine, tante esperienze di cui non sappiamo niente che però oggi confluiscono in chi amiamo e stringiamo tra le braccia.

                        Vorrei conoscere l’odore del tuo paese,
                        camminare di casa nel tuo giardino
                        respirare nell’aria sale e maggese
                        gli aromi della tua salvia e del rosmarino

Nasce quindi, prepotente, il desiderio di conoscere chi ci sta accanto, di ripercorrere insieme i punti fondamentali dell’esistenza, come anche le piccole cose che possono sembrare insignificanti, ma che sono tutti mattoncini di una costruzione che si erge davanti a noi.

                        Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
                        E i ciuffi di parietaria attaccate ai muri
                        Le strisce delle lumache nei loro gusci
                        Capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

Guccini, cantautore spesso dissacrante e alternativo, riesce, in questa dolcissima canzone, rendere bene questo desiderio di compenetrazione nella vita di chi si ama, a partire dal proprio paese di provenienza, dove per chi è nato tutto è così familiare e per chi è ospite tutto è nuovo, inatteso e bisognoso di spiegazione.
Anche i viaggi fatti trovano nuovo sapore nella condivisione, nello scambio emotivo di ciò che si è passato e che è stato solo nostro o di altri, ma che sentiamo importante da comunicare, perché capace di dire tanto di noi stessi.

                        Vorrei con te da solo sempre viaggiare
                        Scoprire quello che intorno c’è da scoprire
                        Vorrei tornare nei posti dove son stato
                        Spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
                        E per farmi da te spiegare come è cambiato
                        E quale sapore nuovo abbia l’universo

Dopo aver creato un contorno di realtà note ad entrambi si torna a considerare quanto la semplicità dell’ascolto dell’altro, della contemplazione semplice dei gesti quotidiani, fino anche ai silenzi che non sono mai pesanti, ma spazio che prima o poi sarà colmato dalle buone parole della persona che sa dirci ciò di cui abbiamo bisogno.

                        Vorrei restare sempre in un posto solo
                        Per ascoltare il suono del tuo parlare
                        E guardare stupito il lancio, la grazia e il volo
                        Impliciti dentro al semplice tuo camminare
                        E restare in silenzio al suono della tua voce
                        O parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
                        Dimenticando il tempo troppo veloce
                        O nascondere in due sciocchezze che son commosso

L’unità della coppia è tale che ogni esperienza fatta separatamente rimane sempre un po’ impoverita e richiede il tempo della messa in comune perché assorba fino in fondo la sua verità e il suo significato.

                        E lo vorrei
                        Perché non sono quando non ci sei
                        E resto solo coi pensieri miei ed io …

L’espressione, che sembra ingenua e poetica, della non esistenza nel momento in cui si torni a una solitudine che dopo l’incontro sembra un’incongruenza insopportabile, una ferita rispetto all’armonia, che la presenza del nostro amore ricompone.
Gli occhi dell’altro vedono insieme ai nostri la visione prospettiva della realtà delineando il vero orizzonte al di fuori del quale ci sentiremo davvero perduti.
Tanto è il dono che Dio ha voluto fare a coloro che accolgono il Suo mandato di unirsi nel Suo nome per vivere appieno la propria vocazione di sposi cristiani.
Ma ognuno, anche se forse lontano da questa visione di fede,  può sentire la profondità di questa dimensione davvero umana, perché voluta da Dio in tale forma, proprio perché in essa la trascendenza e l’eternità si affaccino a trasformare la monotonia quotidiana in una continua avventura fatta di slanci, di cadute e di ritorni nella prospettiva di Chi ci ha creato nell’Amore, l’ha pensato per noi ed è felice della nostra piena felicità.

 

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